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	<title>Prosa - TGVP</title>
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	<description>Teatro Giuseppe Verdi Pordenone</description>
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	<title>Prosa - TGVP</title>
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		<title>PEOPLE PLACES &#038; THINGS</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/people-places-things/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 14:19:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Debutto alla regia di Pierfrancesco Favino, che mette in scena il testo di Duncan Macmillan, fra gli autori più importanti della drammaturgia inglese contemporanea, capace di osservare il presente con precisione emotiva, ironia e tensione narrativa.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:14px"><strong>PEOPLE PLACES &amp; THINGS</strong><br><em>Cose, posti e persone</em><br><br><em>di </em>Duncan Macmillan<br><em>traduzione </em>Monica Capuani<br><br>Anna Ferzetti<br><em>con</em> Betti Pedrazzi, Thomas Trabacchi, Totò Onnis <br>e Luca Massaro, Maria Giulia Toscano, Giorgio Stefani, Sofia Capo, Gabriele Badaglialacqua,<br>Marta Virginia Morgavi<br><br><em>scena </em>Luigi Ferrigno <br><em>costumi </em>Roberto Chiocchi <br><em>luci </em>Bianca Peruzzi <br><em>maestro di voce</em> Susan Main <br><em>aiuto regia</em> Luca Bargagna <br><em>movimenti scenici</em> Marco Angelilli <br><em>per gentile concessione di</em> Agenzia Danesi Tolnay <br><em>produzione</em> Gli Ipocriti Mellina Balsamo e Teatro Stabile Catania</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:14px"><em>regia</em><br>Pierfrancesco Favino</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:13px">Crediti foto: Enrico De Luigi</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:13px"><strong>Lo spettacolo prevede scene con effetti stroboscopici che potrebbero disturbare il pubblico fotosensibile.</strong></p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Debutto alla regia di Pierfrancesco Favino, che mette in scena il testo di Duncan Macmillan, fra gli autori più importanti della drammaturgia inglese contemporanea, capace di osservare il presente con precisione emotiva, ironia e tensione narrativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><em>People, Places &amp; Things</em> affronta il tema della dipendenza senza moralismi né semplificazioni, trasformandolo in un racconto umano, duro e sorprendentemente vitale. Al centro della vicenda c’è Emma, attrice di successo che precipita progressivamente dentro una frattura personale e psicologica che la costringe a confrontarsi con alcol, droghe e con tutto ciò che utilizziamo per evitare di guardarci davvero dentro.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">In scena Anna Ferzetti attraversa questo personaggio con un’interpretazione intensa e mutevole, accompagnata da un corposo e solidissimo ensemble attoriale. La regia di Favino alterna realismo, vertigine emotiva e improvvise fratture percettive, trascinando lo spettatore dentro la percezione instabile della protagonista.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Grande scrittura contemporanea, intensità attoriale e una continua alterazione del punto di vista trasformano così il palco in uno spazio in cui identità, desiderio e dipendenza finiscono costantemente per sovrapporsi e confondersi.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>FIGLI</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/figli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 15:01:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Protagonisti dello spettacolo sono Edoardo Pesce — fra gli attori più apprezzati del cinema italiano contemporaneo, interprete fra gli altri del "Dogman" di Matteo Garrone — e Silvia D’Amico, attrice capace di muoversi con naturalezza fra cinema, serialità e teatro.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:14px"><strong>FIGLI</strong><br><em>di</em> Mattia Torre<br><em>adattamento teatrale e regia di </em>Fausto Paradivino<br><em>con </em>Edoardo Pesce, Silvia D&#8217;Amico<br>e Carlo De Ruggeri, Cristina Pellegrino<br><br><em>Produzione </em>Nuovo Teatro Direzione Marco Balsamo</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">L’incontro fra due degli autori italiani più significativi degli ultimi vent’anni, Mattia Torre e Fausto Paravidino. Torre è stato capace come pochi di trasformare le contraddizioni della vita contemporanea in una comicità feroce, umanissima e profondamente malinconica. Dai lavori teatrali a <em>Boris</em>, fino a <em>La linea verticale</em> e <em>Figli</em>, la sua scrittura ha raccontato fragilità, nevrosi e assurdità del presente attraverso personaggi sempre concreti, vitali e pieni di contraddizioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">L’adattamento teatrale della sceneggiatura di <em>Figli</em> è affidato a Fausto Paravidino, che ne cura anche la regia, attraversando il racconto di una coppia alle prese con la genitorialità, la stanchezza quotidiana, il senso di inadeguatezza e il tentativo continuo di restare vivi dentro una vita che sembra correre più veloce di loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Protagonisti dello spettacolo sono Edoardo Pesce — fra gli attori più apprezzati del cinema italiano contemporaneo, interprete fra gli altri del <em>Dogman</em> di Matteo Garrone — e Silvia D’Amico, attrice capace di muoversi con naturalezza fra cinema, serialità e teatro.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Comicità, dolore, tenerezza e smarrimento convivono dentro un racconto che osserva la famiglia contemporanea senza idealizzarla mai, trovando nella fatica quotidiana, nei piccoli fallimenti e nelle paure più intime una forma di umanità immediata e riconoscibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>FUNERALE ALL’ITALIANA</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/funerale-allitaliana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 13:31:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>All’interno di una forma scenica molto libera in cui trovano spazio cortocircuiti inattesi, come un frammento di "Filumena Marturano" di Eduardo De Filippo, Funerale all’italiana trasforma una situazione quotidiana e riconoscibile in un racconto teatrale intimo, comico e malinconico.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:14px"><strong>FUNERALE ALL’ITALIANA</strong><br><em>di</em> Benedetta Parisi e Alice Sinigaglia<br><em>con </em>Benedetta Parisi<br><em>regia </em>Alice Sinigaglia<br><em>voce off</em> Michele Coiro<br><em>suono</em> Fabio Clemente<br><em>luci</em> Daniele Passeri<br>per i costumi si ringrazia Sandra Cardini<br><br><em>produzione </em>SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione, TPE Teatro Piemonte Europa &#8211; Festival delle Colline Torinesi</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:13px">Crediti foto: Andrea Macchia</p>



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<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Alice Sinigaglia e Benedetta Parisi lavorano insieme a un monologo che mescola scrittura teatrale, comicità e linguaggi vicini alla stand-up comedy, partendo da un’esperienza autobiografica: il funerale della nonna della protagonista e tutto ciò che quel momento fa esplodere dentro una famiglia e una piccola comunità di provincia.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Fra parenti ingestibili, rituali sociali, ricordi, rabbia trattenuta e continue deviazioni comiche, il racconto procede oscillando fra confessione personale e osservazione feroce. Il lutto diventa così anche il punto da cui riaffiorano tensioni familiari, bisogno di attenzione, desiderio di essere ascoltati e incapacità di comportarsi “nel modo giusto” perfino davanti alla morte.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">All’interno di una forma scenica molto libera in cui trovano spazio cortocircuiti inattesi, come un frammento di <em>Filumena Marturano</em> di Eduardo De Filippo, <em>Funerale all’italiana</em> trasforma una situazione quotidiana e riconoscibile in un racconto teatrale intimo, comico e malinconico.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>OLTRE</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/oltre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 15:56:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lo spettacolo prende avvio dal celebre incidente del volo uruguaiano precipitato sulla Cordigliera delle Ande, in cui sedici sopravvissuti riuscirono a salvarsi dopo settantadue giorni trascorsi nella neve, arrivando a nutrirsi dei corpi dei compagni morti.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:14px"><strong>OLTRE</strong><br><strong>Come 16+29 persone hanno attraversato il disastro delle Ande</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:14px"><em>ideazione e regia</em> Fabiana Iacozzilli<br><em>drammaturgia</em> Linda Dalisi, Fabiana Iacozzilli<br><em>con </em>Andrei Balan, Francesco Meloni, Marta Meneghetti, Giselda Ranieri, Evelina Rosselli, Isacco Venturini, Simone Zambelli<br><em>dramaturg</em> Linda Dalisi <br><em>scene e progettazione</em> <em>puppets</em> Paola Villani <br><em>musiche e suono</em> Franco Visioli<br><em>luci</em> Raffaella Vitiello <br><em>cura dell’animazione</em> Michela Aiello <br><em>aiuto regia</em> Cesare Del Beato <br><em>assistenti alla regia volontari</em> Matilde Re e Francesco Savino<br><em>con le testimonianze di </em>Roberto Canessa, Beatriz Echavarren, Roy Harley, Soledad Inciarte, Susana Danrée de Magri, Ana Ines Martínez Lamas, Juan Pedro Nicola, Alejandro Nicolich, Gabriel Nogueira, Claudia Pérez del Castillo, Eduardo Strauch, Teresita Vásquez, Gustavo Zerbino<br>traduttrici e interpreti Virginia Gramaglia, Diana Da Rin<br><br><em>produzione</em> Teatro Stabile dell’Umbria in coproduzione con Cranpi, La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello<br><em>con il sostegno e debutto nazionale</em> Romaeuropa Festival con il sostegno del Centro di Residenza dell’Emilia-Romagna L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale, Teatro Biblioteca Quarticciolo con il contributo di Istituto Italiano di Cultura di Montevideo un ringraziamento a Fivizzano27 e al Comune di Gubbio <br>un ringraziamento speciale a Biblioteca Nuestros Hijos</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:13px">Crediti foto: Gianluca Pantaleo</p>



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<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Fabiana Iacozzilli porta avanti da anni una ricerca che fonde materiali autobiografici, teatro documentario, teatro di figura e una forte attenzione alla presenza fisica degli interpreti, trasformando storie reali in esperienze sceniche sospese fra memoria, corpo e immaginazione. Con <em>Oltre</em> affronta una delle vicende più sconvolgenti del Novecento: il disastro aereo delle Ande del 1972.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Lo spettacolo prende avvio dal celebre incidente del volo uruguaiano precipitato sulla Cordigliera delle Ande, in cui sedici sopravvissuti riuscirono a salvarsi dopo settantadue giorni trascorsi nella neve, arrivando a nutrirsi dei corpi dei compagni morti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Iacozzilli e Linda Dalisi hanno incontrato a Montevideo alcuni dei sopravvissuti e le famiglie delle vittime, trasformando testimonianze reali, memorie e documenti storici in una forma scenica che evita la ricostruzione realistica della tragedia per cercarne invece la dimensione più fragile, poetica e perturbante, attraverso l’utilizzo di puppets manovrati a vista dagli interpreti: grandi figure ispirate alle sculture filiformi di Giacometti, che danno corpo a presenze consumate dal gelo, dalla fame e dalla fatica.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">La scelta del teatro di figura allontana il racconto dalla cronaca e trasforma quei corpi in apparizioni fragili, quasi astratte, permettendo allo spettacolo di muoversi fra esperienza concreta e percezione interiore.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><em>La replica del 04 dicembre, ore 20.30,</em> <em>sarà audiodescritta per gli spettatori non vedenti e ipovedenti, grazie alla collaborazione con Centro Diego Fabbri ETS di Forlì, nell’ambito del Progetto</em> <a href="https://teatroverdipordenone.it/teatro-no-limits/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Teatro No Limits</strong></a>.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A CASA LA SAPEVO</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/a-casa-la-sapevo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 13:35:32 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://teatroverdipordenone.it/?post_type=spettacolo&#038;p=18671</guid>

					<description><![CDATA[<p>A CASA LA SAPEVOdramaturg Giulia Lombezziscritto da Vittorio Borsari, Tomas Leardini, Giulia Lombezzi, Marcello Mocchi, Camilla Zaninicon Tomas Leardini, Marcello Mocchiscenografia Chiara Gentilicostumi Camilla Zaninidisegno luci Giovanni Pippofonico Riccardo Buccelenimovimenti scenici Rosalia Baccinelliconsulenza musicale e progetto sonoro Bruna di Virgilioassistente alla regia Gianluca Scovoliideazione e regia Vittorio Borsari produzione Chronos 3 / Industria Scenica Leonardo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:14px"><strong>A CASA LA SAPEVO</strong><br><em>dramaturg </em>Giulia Lombezzi<br><em>scritto da</em> Vittorio Borsari, Tomas Leardini, Giulia Lombezzi, Marcello Mocchi, Camilla Zanini<br><em>con </em>Tomas Leardini, Marcello Mocchi<br><em>scenografia </em>Chiara Gentili<br><em>costumi </em>Camilla Zanini<br><em>disegno luci</em> Giovanni Pippo<br><em>fonico</em> Riccardo Bucceleni<br><em>movimenti scenici</em> Rosalia Baccinelli<br><em>consulenza musicale e progetto sonoro</em> Bruna di Virgilio<br><em>assistente alla regia</em> Gianluca Scovoli<br><em>ideazione e regia</em> Vittorio Borsari<br><br><em>produzione </em>Chronos 3 / Industria Scenica</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Leonardo Bassi, un giovane supplente di italiano. Un&#8217;armata di genitori, colleghi e ragazzi pronti a intaccare ogni sua certezza. Una stampante che diventa comunista. Due bidelli che la devono riparare. Una classe, invisibile ma presentissima, che prova a respirare tra tutte le parole degli adulti, una classe di terza generazione che da questi adulti viene osservata, giudicata, amata e temuta.<br><br>In un susseguirsi di dialoghi esilaranti, accadimenti surreali, momenti di sconfitta e bruscoli di speranza, <em>A casa la sapevo</em> prova a parlare di educazione. Di quelli che non sono preparati abbastanza e di quelli che non sono più capaci di improvvisare.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>GIUSTO</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/giusto-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 13:16:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Giusto è la fiaba contemporanea di un impiegato INPS, mite e sognante, incompreso e innamorato di Sofia, la figlia del suo potentissimo capo.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:14px"><strong>GIUSTO</strong><br><em>di e con</em> Rosario Lisma<br><em>aiuto regia</em> Alessia Donadio<br><em>illustrazioni</em> Gregorio Giannotta <br><em>costumi</em> Daniela De Blasio<br><em>per i movimenti coreografici si ringrazia</em> Comasia Palazzo</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:14px"><em>produzione</em> Fondazione Luzzati Teatro della Tosse</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Tenero e tagliente, romantico e feroce: Rosario Lisma porta in scena un <em>one man show</em> divertente e umanissimo. In scena lui, in procinto di combinare disastri, con il suo smoking e una bottiglia di vino. <em>Giusto</em> è la fiaba contemporanea di un impiegato INPS, mite e sognante, incompreso e innamorato di Sofia, la figlia del suo potentissimo capo. Lisma mette in scena una critica sociale esilarante, dove satira e riscatto convivono in un monologo dove si ride moltissimo e in tre secondi ci si ritrova nel dramma.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>PRIMA DEL TEMPORALE</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/prima-del-temporale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 13:36:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Umberto Orsini attraversa oltre settant’anni di vita artistica e privata, trasformando il camerino di un attore in un luogo in cui riaffiorano incontri, passioni, amori, successi, perdite e fantasmi del passato.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:14px">Umberto Orsini in<br><strong>PRIMA DEL TEMPORALE</strong><br><em>da un’idea di</em> Umberto Orsini e Massimo Popolizio<br><em>regia </em>Massimo Popolizio<br><em>con </em>Umberto Orsini<br><em>e con</em> Flavio Francucci e Diamara Ferrero<br><em>scene</em> Marco Rossi e Francesca Sgariboldi <br><em>costumi </em>Gianluca Sbicca <br><em>video </em>Lorenzo Letizia<br><em>luci </em>Carlo Pediani <br><em>suono </em>Alessandro Saviozzi <br><em>assistente alla regia</em> Mario Scandale<br><br><em>Produzione </em>Compagnia Orsini<br><br>Crediti foto: Claudia Pajewski</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Un atto di condivisione di un grande uomo di teatro, che racconta la propria vita in uno spettacolo sospeso fra memoria, confessione, ironia e sogno. Umberto Orsini attraversa oltre settant’anni di vita artistica e privata, trasformando il camerino di un attore in un luogo in cui riaffiorano incontri, passioni, amori, successi, perdite e fantasmi del passato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante la mezz’ora che lo separa dall’entrare in scena per interpretare <em>Temporale</em> di Strindberg, Orsini si ritrova a dialogare con ricordi e frammenti della propria esistenza in un tempo che sembra dilatarsi: una risata riporta a un momento di gioia, un silenzio a una ferita lontana, mentre fuori il teatro prende lentamente vita prima dell’inizio dello spettacolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non solo un’autobiografia scenica, ma il racconto intimo di un attore che ha attraversato la storia del teatro italiano dal dopoguerra a oggi, condividendone fragilità, dubbi, slanci e trasformazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La regia di Massimo Popolizio accompagna Orsini con discrezione, lasciando che suoni, immagini e ricordi affiorino sulla scena fino a comporre quello che assume il valore di un vero testamento artistico di una delle figure più importanti del teatro italiano.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><em>La replica del 13 gennaio, ore 20.30,</em>&nbsp;<em>sarà audiodescritta per gli spettatori non vedenti e ipovedenti, grazie alla collaborazione con Centro Diego Fabbri ETS di Forlì, nell’ambito del Progetto</em>&nbsp;<a href="https://teatroverdipordenone.it/teatro-no-limits/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Teatro No Limits</strong></a>.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>PASSIONE</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/passione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 13:08:11 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://teatroverdipordenone.it/?post_type=spettacolo&#038;p=18667</guid>

					<description><![CDATA[<p>Maurizio De Giovanni porta in scena un recital dedicato alla canzone napoletana, universo musicale che attraversa profondamente anche i suoi romanzi e i suoi personaggi. </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:14px"><strong>PASSIONE<br></strong><em>di e con</em> Maurizio de Giovanni<br>Marco Zurzolo <em>sassofono</em><br>Carlo Fimiani <em>chitarra</em><br>Marco De Tilla <em>contrabbasso</em><br>Marianita Canfora <em>voce</em><br><br><em>Producer </em>Maria Grazia Cappabianca<br><em>Produzione </em>Exploratorium/The Italian Literary Agency</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Maurizio De Giovanni porta in scena un recital dedicato alla canzone napoletana, universo musicale che attraversa profondamente anche i suoi romanzi e i suoi personaggi. Non un concerto tradizionale né una lezione sulla storia della musica, ma un racconto teatrale che unisce parole, melodie e memoria.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Accompagnato da un cantante e due musicisti, De Giovanni attraversa canzoni celebri e altre meno conosciute, ricostruendo un immaginario fatto di amore, malinconia, desiderio, ironia e dolore, mostrando come la tradizione musicale napoletana sia stata capace per oltre un secolo di raccontare sentimenti popolari e trasformazioni sociali con una forza narrativa straordinaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">La musica diventa così anche una chiave per entrare dentro il mondo umano dei suoi libri: personaggi fragili, pieni di contraddizioni, legati alla nostalgia, alla perdita, alla fatica di continuare a vivere e amare. Fra racconto, confessione personale e interpretazione musicale, <em>Passione</em> fa convivere teatro e musica dentro un flusso continuo di storie, ricordi ed emozioni popolari che appartengono profondamente all’identità culturale italiana.</p>



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		<title>AUTORITRATTO</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/autoritratto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 13:47:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>"Autoritratto", vincitore di due Premi UBU nel 2025, per il miglior testo e il miglior attore/performer, è uno degli spettacoli più autobiografici di Davide Enia.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:14px"><strong>AUTORITRATTO</strong><br><em>di e con</em> Davide Enia<br><em>scene/luci</em> Paolo Casati<br><em>musiche composte ed eseguite da</em> Giulio Barocchieri<br><em>suono </em>Francesco Vitaliti<br>si ringrazia Antonio Marras per gli abiti di scena</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:14px"><em>co-produzione</em> CSS Teatro stabile di innovazione del FVG, Piccolo Teatro di Milano &#8211; Teatro d’Europa, Accademia Perduta Romagna Teatri, Spoleto Festival dei Due Mondi <br><br>Premio Ubu 2025 nelle categorie miglior Attore o performer e Nuovo testo italiano o scrittura drammaturgica</p>



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<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Davide Enia ha costruito negli anni una lingua scenica immediatamente riconoscibile, in cui convivono racconto orale, scrittura letteraria, corpo, dialetto e memoria personale. Il suo lavoro riprende e trasforma la tradizione siciliana del cunto &#8211; antica forma di narrazione popolare &#8211; portandola dentro storie contemporanee, intime e politiche allo stesso tempo, dai racconti legati alla propria infanzia palermitana fino agli spettacoli dedicati alle grandi ferite collettive italiane.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><em>Autoritratto</em>, vincitore di due Premi UBU nel 2025, per il miglior testo e il miglior attore/performer, è uno degli spettacoli più autobiografici del suo percorso. Partendo dal rapporto con il padre, con Palermo e con gli anni segnati dalla violenza mafiosa, Enia prova a interrogarsi su quanto Cosa Nostra abbia modellato non soltanto la cronaca italiana, ma anche il modo di parlare, di avere paura, di stare dentro le relazioni e perfino di ricordare.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">La scrittura passa dall’ironia al dolore, dal dettaglio quotidiano alla dimensione tragica, mantenendo sempre quella forza orale e quella musicalità narrativa che hanno reso Enia uno degli autori e interpreti più importanti del teatro italiano contemporaneo.</p>



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		<title>HOSPITALITY SUITE</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/hospitality-suite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 13:50:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Francesco Scianna torna dopo alcuni anni al teatro dirigendo e interpretando uno spettacolo asciutto, ironico e teso, costruito interamente sulla forza degli attori e della parola. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:14px"><strong>HOSPITALITY SUITE</strong><br><em>di</em> Roger Rueff<br><em>traduzione italiana di</em> Paola Ponti e Paola Ermenegildo in accordo con Arcadia &amp; Ricono Ltd per gentile concessione di Roger Rueff<br><em>regia</em> Francesco Scianna<br><em>con</em> Francesco Scianna, Sergio Romano, Lorenzo Crovo, Fabrizio Romano<br><em>scene e luci </em>Angelo Linzalata <br><em>costumi </em>Stefania Cempini <br><em>musiche </em>Paolo Spaccamonti <br><em>regista assistente</em> Luca Bargagna<br><em>produzione </em>Marche Teatro, Goldenart Production, Teatro Biondo Palermo, La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello<br><br>Crediti foto: Giuseppe Distefano</p>



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<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><em>Hospitality Suite</em> è uno dei classici del repertorio contemporaneo americano. Dal testo di Roger Rueff è stato tratto anche il film <em>The Big Kahuna</em>, interpretato da Kevin Spacey, Danny DeVito e Peter Facinelli. In una suite d’albergo, durante una convention aziendale, tre venditori aspettano il cliente che potrebbe cambiare le sorti della loro carriera. L’attesa si trasforma in un confronto serrato fatto di desideri infranti, delusioni, amicizia, bisogno di successo e senso di fallimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Ambientato dentro un mondo lavorativo legato a un’altra epoca, il testo continua però a parlare con impressionante precisione del presente: la competizione permanente, il bisogno di affermazione, la paura di essere sostituiti, la sensazione che il valore umano venga misurato soltanto attraverso il risultato.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Francesco Scianna torna dopo alcuni anni al teatro dirigendo e interpretando uno spettacolo asciutto, ironico e teso, costruito interamente sulla forza degli attori e della parola. Accanto a lui, Sergio Romano — appena premiato con il David di Donatello come miglior attore protagonista per <em>Le città di pianura</em> — Lorenzo Crovo e Fabrizio Romano compongono un cast compatto e di grande precisione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Attraverso dialoghi continui, taglienti e a tratti spietati, <em>Hospitality Suite</em> lascia emergere il bisogno di essere riconosciuti, ascoltati e salvati da qualcuno, anche dentro un sistema che sembra ridurre ogni relazione a competizione.</p>
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