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	<title>Archivi Comunicati stampa - TGVP</title>
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	<description>Teatro Giuseppe Verdi Pordenone</description>
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	<title>Archivi Comunicati stampa - TGVP</title>
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		<title>Premio Pordenone Musica 2026</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/pressrelease/premio-pordenone-musica-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2026 14:07:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Verrà consegnato a Barbara Minghetti  venerdì 30 ottobre, alle 18.30 nella Sala Grande del Teatro Verdi. La serata, aperta alla città a ingresso gratuito con prenotazione, intreccerà il racconto al canto dei bambini e alle voci di giovani interpreti.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">PORDENONE – Avvicinare pubblici diversi alla lirica, aprendo possibilità di ascolto e partecipazione a ogni età: è il percorso al quale <strong>Barbara Minghetti</strong> ha dedicato oltre trent’anni di lavoro e che <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/lopera-lirica-per-tutti-il-futuro-in-scena/">venerdì 30 ottobre, alle 18.30</a> nella Sala Grande del Teatro Verdi</strong>, sarà al centro della consegna del <strong>Premio Pordenone Musica 2026 “Pia Baschiera Tallon – Educare alla Musica”</strong>. La serata, aperta alla città a ingresso gratuito con prenotazione, intreccerà il racconto di questa esperienza al canto dei bambini e alle voci di giovani interpreti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Giunto alla <strong>dodicesima edizione</strong>, il riconoscimento promosso dal <strong>Teatro Verdi e dal Comune di Pordenone</strong> – che riunisce nell’albo d’oro personalità come Piero Rattalino, Quirino Principe, Salvatore Sciarrino, Alfred Brendel, Edda Moser, Michele dall’Ongaro, Bruno Monsaingeon, Cecilia Gobbi, Elio, Salvatore Accardo e Massimo Bernardini – è <strong>un unicum nel panorama nazionale</strong>, dedicato a chi ha impegnato talento e lavoro nella formazione musicale delle nuove generazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Già presidente di AsLiCo, di cui oggi cura la direzione artistica e i progetti speciali, <strong>Minghetti</strong> ha sviluppato con <strong>Opera Education</strong> un modello di avvicinamento al teatro musicale dalla primissima infanzia all’età adulta, diffuso in Italia e all’estero. Una visione che trova in <strong>Opera Domani</strong> una delle sue espressioni più significative: il progetto coinvolge scuole, insegnanti e famiglie, rendendo i bambini parte dello spettacolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><strong>A Pordenone questa esperienza dura da diciotto anni e ha coinvolto centinaia di migliaia di bambini e ragazzi.</strong> Il Premio riconosce l’impegno di Minghetti nel trasmettere il patrimonio operistico come un genere vivo, capace di parlare al presente e costruire il proprio futuro attraverso nuovi ascoltatori e interpreti. <strong>“L’opera lirica per tutti: il futuro in scena”</strong> è il titolo dell’incontro che accompagnerà la consegna del Premio. In dialogo con <strong>Alessandro Taverna</strong>, attraverso immagini e testimonianze, Minghetti ripercorrerà le esperienze che hanno segnato il suo lavoro, da <em>Opera Domani</em> a <em>Verdi Off</em>: progetti nati per portare il teatro musicale oltre gli spazi e le forme consuete della rappresentazione. Al centro, il valore dell’educazione partecipativa e del rapporto tra scuola e palcoscenico.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Sul palco il <strong>Coro di voci bianche delle Scuole Primarie “Edmondo De Amicis” e “Gaspare Gozzi” di Pordenone</strong>, il tenore <strong>Gillen Muguìa</strong> e il soprano <strong>Irene Celle</strong>, accompagnati al pianoforte da <strong>Matteo Failla</strong>. Il recital proporrà “Tutto è gioia, tutto è festa” da Rigoletto, “Quando le sere al placido” da Luisa Miller, “Sempre libera” e “Parigi, o cara” da La Traviata di Giuseppe Verdi, e “O sole! Vita! Eternità” da Turandot di Giacomo Puccini. Nel finale, il <strong>“Va, pensiero” </strong>dal Nabucco<strong> riunirà bambini, artisti e pubblico</strong> in un’esperienza condivisa tra generazioni di interpreti e ascoltatori. La serata restituisce così il senso di un’idea di teatro nella quale <strong>l’opera diventa un luogo d’incontro tra generazioni</strong>, un’esperienza aperta a tutti e non soltanto a chi già conosce il melodramma.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Intitolato alla docente pordenonese di pianoforte Pia Baschiera Tallon e istituito su ispirazione di Giulia Tamai Zacchi Cossetti e Giampaolo Zuzzi, il Premio è sostenuto dal <em>main partner</em> <strong>ITAS Mutua</strong> e dalla <strong>Fondazione Friuli</strong>, con la collaborazione della <strong>Fondazione Pia Baschiera Arrigo Tallon</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><strong>Sabato 31 ottobre</strong>, nella mattinata, Minghetti riceverà il <strong>Sigillo della Città</strong> nella Sala Consiliare del Municipio.</p>



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		<title>Il Teatro al Festival delle Regioni</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/pressrelease/il-teatro-al-festival-delle-regioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2026 14:09:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A raccontare il pluriennale impegno del Teatro Verdi sul fronte delle nuove generazioni e le iniziative che si concentreranno nell’anno della Capitale della Cultura per proseguire i percorsi per le nuove generazioni di artisti e pubblico sono stati Alessandro Taverna, consulente artistico per la musica e la danza, ed Emanuele Aldrovandi, consulente artistico per la prosa.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">FIRENZE – Far crescere i talenti, avvicinare i giovanissimi alla scena, rendere la cultura un’esperienza per tutti che contribuisce allo sviluppo delle comunità. È questa la visione che il <strong>Teatro Verdi di Pordenone</strong> ha portato a <strong>Firenze</strong>, al <strong>Festival delle Regioni</strong> e delle Province Autonome, nell’incontro di oggi, martedì 27 ottobre, ospitato nell’Arena di piazza Duomo e dedicato a <strong>“Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027 – Giovani in Scena: idee, talenti e futuro della cultura”</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">A raccontare il pluriennale impegno del <strong>Teatro Verdi</strong> sul fronte delle nuove generazioni e le iniziative che si concentreranno nell’anno della Capitale della Cultura per proseguire i percorsi per le nuove generazioni di artisti e pubblico sono stati <strong>Alessandro Taverna</strong>, consulente artistico per la musica e la danza, ed <strong>Emanuele Aldrovandi</strong>, consulente artistico per la prosa, in un dialogo condotto da <strong>Andro Merkù</strong>, conduttore radiofonico, autore e giornalista. Presenti anche la direttrice del Verdi <strong>Marika Saccomani</strong> e l’assessore alla Cultura <strong>Alberto Parigi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">«<em>Mettiamo al centro il nostro ruolo di istituzione culturale nell’offrire ai giovani strumenti e occasioni concrete per costruire il proprio futuro</em> – spiega il presidente <strong>Giovanni Lessio</strong> –. <em>Nel percorso verso Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027, il Verdi ha interpretato questa responsabilità attraverso una progettualità che si sviluppa lungo tutto l’anno: un’agorà culturale nella quale la programmazione si intreccia con la formazione, il sostegno agli artisti e il rapporto quotidiano con il territorio</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Tra le esperienze più significative spicca la collaborazione con la <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/gustav-mahler-jugendorchester/">Gustav Mahler Jugendorchester</a></strong>, che ha fatto di Pordenone un luogo di crescita e confronto per giovani musicisti provenienti da tutta Europa. Le residenze artistiche permettono ogni anno ai giovani talenti di lavorare con tutor e direttori di rilievo internazionale, misurandosi con le esigenze della professione e con il grande repertorio. Un investimento continuativo che dal 2015 ha portato in città oltre <strong>1.500 musicisti under 26</strong>, consolidando il ruolo del Verdi nella formazione musicale europea.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Questo impegno si estende anche oltre i confini cittadini. Il pluriennale <strong>progetto Montagna</strong>, consolidato nel <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/montagna-teatro-festival-3/">Montagna Teatro Festival</a></strong> e inserito nel dossier ufficiale di Pordenone Capitale, porta da anni gli <strong>spettacoli nelle vallate pordenonesi</strong>, tra paesi, malghe e rifugi, raggiungendo anche borghi abbandonati e affrontando i temi dello spopolamento delle Terre Alte. Alla programmazione si affiancano percorsi che hanno coinvolto studenti nell’elaborazione di progetti culturali per i contesti montani. È inoltre imminente l’avvio di <strong>stage di formazione musicale</strong>, a partire dal corno, strumento dal forte legame evocativo con i paesaggi montani, con una serie di concerti conclusivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">«<em>I luoghi e i progetti di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027 compongono un disegno unitario che abbraccia la città e si estende all’intero territorio</em> – sottolinea il sindaco <strong>Alessandro Basso</strong> –. <em>Il <strong>Teatro Verdi,</strong> che ho voluto a rappresentare la nostra città in questo importante contesto, ne è parte integrante, con una proposta originale che offre ai più giovani occasioni per esprimersi e mettere alla prova il proprio talento. È anche così che prende forma l’eredità di una Capitale della Cultura: nelle possibilità che apre e nelle esperienze che continueranno a crescere</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><strong>La presenza a Firenze</strong> ha offerto così l’occasione al Teatro Verdi per raccontare una delle direttrici del suo lavoro verso il 2027: <strong>dare continuità all’incontro tra giovani e cultura</strong>, dalla prima esperienza in platea alle opportunità di formazione sul palcoscenico, facendo del teatro una risorsa per la crescita delle nuove generazioni e della città.</p>



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<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Ufficio stampa <em>Teatro Verdi Pordenone</em>: stampa@teatroverdipordenone.it</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><em>Vuesse&amp;C – volpe&amp;sain comunicazione</em>: Paola Sain 335.6023988 | Moira Cussigh 328.6785049</p>
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		<title>R-Evolution lab: spettacolo &#8220;In mutande&#8221;</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/pressrelease/r-evolution-lab-spettacolo-in-mutande/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 08:28:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>È il monologo comico-divulgativo di e con Gabriele Brunelli ad aprire, mercoledì 28 ottobre alle 20.30 nella Sala Palco del Teatro Verdi di Pordenone l’edizione 2026 di R-Evolution LAB</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">PORDENONE – Quattrocento anni di follie finanziarie raccontati da un uomo che, dopo aver perso tutto, si presenta al pubblico letteralmente <strong>«In Mutande»</strong>. È il monologo comico-divulgativo di e con <strong>Gabriele Brunelli</strong> ad aprire, <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/in-mutande/">mercoledì 28 ottobre alle 20.30</a> nella Sala Palco del Teatro Verdi di Pordenone</strong> l’edizione 2026 di <strong>R-Evolution LAB</strong>, quest’anno dedicata a «Sostenibilità e cultura finanziaria». Un avvio teatrale che intreccia ironia e consapevolezza, prima dei due incontri con <strong>Carlo Cottarelli ed Elsa Fornero</strong>, che sono stati ufficialmente inseriti nel <strong>Mese dell’educazione finanziaria </strong>su provvedimento del “Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria”, istituito nel 2017 dal Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e con quello dello sviluppo economico.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Diretto da <strong>Simone Tudda</strong> e prodotto da <strong>Agemò Teatro e servomutoTeatro</strong>, con il sostegno della <strong>Fondazione Claudia Lombardi</strong>, «In Mutande» arriva al Verdi dopo il successo del debutto al <strong>FringeMI Festival di Milano</strong>. Dalla tulipanomania del 1637 alle speculazioni più recenti, attraversa bolle e crolli per raccontare un meccanismo che sembra ripetersi: si scommette, si perde e si ricomincia, convinti che questa volta andrà diversamente. Sul palco c’è un uomo stanco di nascondere la propria condizione, pronto a farsi specchio dei desideri e delle paure di ciascuno. <strong>Tra stand-up comedy e teatro di narrazione</strong>, Brunelli <strong>trasforma gli spettatori in speculatori</strong>, coinvolgendoli in un gioco in cui si compra, si vende, si rischia e soprattutto si ride. Il denaro perde così la sua astrattezza e rivela quanto pesi sulla vita quotidiana: un mutuo, una busta paga che non basta, il desiderio di avere di più e la paura di restare indietro. Fino a un ballo di gruppo che prova a scrollarsi di dosso il peso di questa nuova coscienza.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Lo spettacolo apre R-Evolution LAB, rassegna promossa dal <strong>Teatro Verdi con l’Università degli Studi di Udine</strong>, insieme a <strong>Regione e Comune di Pordenone</strong>, con il particolare sostegno di <strong>BCC Pordenonese e Monsile</strong>, che anticipa e arricchisce <strong>«PN Trading Places»</strong>, il Festival dell’educazione finanziaria ideata dell’Ateneo friulano nel cammino verso <strong>Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">«<em>È notizia di questi giorni l’inserimento degli incontri con Carlo Cottarelli ed Elsa Fornero nel <strong>Mese nazionale dell’educazione finanziaria </strong></em>– spiega il presidente <strong>Giovanni Lessio</strong> –. <em>Un riconoscimento che dà valore alla nostra visione del Verdi come <strong>luogo di cultura la cui progettualità va oltre il cartellone degli spettacoli</strong>: uno spazio aperto alla città, dove trovare occasioni per comprendere il presente attraverso strumenti di conoscenza utili a stimolare una partecipazione più consapevole alle scelte che disegnano il futuro</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/r-evolution-lab-carlo-cottarelli/">Mercoledì 11 novembre alle</a> 18 Carlo Cottarelli</strong> affronterà la sostenibilità del debito pubblico e il peso delle scelte di oggi sulle generazioni future. <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/r-evolution-lab-elsa-fornero/">Domenica 22 novembre</a>, sempre alle 18, Elsa Fornero</strong>, economista e già Ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, parlerà di previdenza, cambiamenti demografici ed equità fra le generazioni. Entrambi gli incontri saranno introdotti dalla professoressa <strong>Cristiana Compagno</strong>.</p>



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<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Ufficio stampa <em>Teatro Verdi Pordenone</em>: stampa@teatroverdipordenone.it</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><em>Vuesse&amp;C – volpe&amp;sain comunicazione</em>: Paola Sain 335.6023988 | Moira Cussigh 328.6785049</p>
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			</item>
		<item>
		<title>People, Places &#038; Things</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/pressrelease/people-places-things/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Oct 2026 09:07:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Venerdì 23 e sabato 24 ottobre, regia di Pierfrancesco Favino e protagonista Anna Ferzetti, reduce dal successo di "La grazia" di Paolo Sorrentino, affiancata da un ampio cast.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">PORDENONE – Una donna sul palcoscenico perde il filo delle battute, poi il controllo della propria voce: il personaggio che interpreta e la sua stessa vita cominciano a confondersi. Su questa frattura è costruito <strong>“People, Places &amp; Things – Cose, posti e persone”</strong>, lo spettacolo che <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/people-places-things/">venerdì 23 e sabato 24 ottobre, alle 20.30</a></strong>, inaugura la <strong>programmazione Prosa 2026/2027 del Teatro Verdi di Pordenone</strong>. Un’apertura di rilievo, che porta sul palco pordenonese il <strong>debutto assoluto alla regia teatrale di Pierfrancesco Favino</strong> e la prima messinscena italiana del pluripremiato testo di <strong>Duncan Macmillan</strong>, fra le voci più importanti della drammaturgia britannica contemporanea. Protagonista <strong>Anna Ferzetti</strong>, reduce dal successo di <em>La grazia</em> di Paolo Sorrentino, affiancata da un ampio cast con <strong>Betti Pedrazzi, Thomas Trabacchi e Totò Onnis</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">È il primo appuntamento del cartellone affidato alla consulenza artistica di <strong>Emanuele Aldrovandi</strong>, che sceglie la forza delle storie e la qualità della scrittura contemporanea come direttrici di un teatro capace di coinvolgere il pubblico e di misurarsi con la complessità del presente. Una prospettiva che trova piena espressione nel lavoro di Macmillan, autore capace di affrontare il tema della dipendenza con <strong>precisione emotiva ma anche molta ironia</strong>, restituendo alle contraddizioni dei personaggi tutta la loro dimensione umana.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Nella traduzione di <strong>Monica Capuani</strong>, il testo racconta la storia di Emma, un’attrice che incontriamo mentre interpreta Nina nel <em>Gabbiano</em> di Čechov. Qualcosa si incrina: le parole della parte si mescolano ai pensieri, la finzione cede all’irrompere di un disagio che ha ormai bisogno di essere riconosciuto. Il successivo <strong>ricovero in un centro di riabilitazione apre un percorso di recupero dalla dipendenza da alcol e droghe</strong>, attraverso sedute di gruppo, resistenze e dolorosi confronti familiari.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Il cuore dello spettacolo è proprio questa difficile possibilità di ricominciare. <strong>Macmillan affronta la dipendenza senza moralismi né semplificazioni</strong>. Le cose, i posti e le persone evocati dal titolo accompagnano il cammino di Emma, fra il peso del passato e il desiderio di tornare a essere protagonista della propria vita. Ne nasce un racconto duro e insieme vitale con accenti di pura ilarità, che parla anche a chi si confronta ogni giorno con la pressione di essere all’altezza delle aspettative.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">«<em>In un tempo in cui passiamo i giorni a rincorrere l’immagine di chi dovremmo essere per sentirci all’altezza, a negoziare chi siamo di volta in volta a seconda delle chiacchiere del momento</em> – osserva <strong>Pierfrancesco Favino</strong> – <em>questo testo ci dice tutto ciò che facciamo per evitare di guardarci dentro, quello che usiamo per farlo e come sia possibile una volta toccato il fondo rinascere se riusciamo ad ammettere le nostre ferite e troviamo il coraggio di prendercene cura</em>». La regia accompagna lo spettatore dentro la percezione instabile della protagonista, alternando realismo e improvvise fratture, mentre il confine tra teatro e vita continua a spostarsi. <strong>Anna Ferzetti</strong> dà corpo alle diverse tensioni di Emma, alla sua vulnerabilità come alla sua ostinazione, sostenuta da un ensemble che comprende, accanto a Pedrazzi, Trabacchi e Onnis, <strong>Luca Massaro, Maria Giulia Toscano, Giorgio Stefani, Sofia Capo, Gabriele Badaglialacqua e Marta Virginia Morgavi</strong>. Un lavoro corale che restituisce anche il ruolo degli altri nel percorso di recupero.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Il <strong>Caffè Licinio</strong> sarà aperto dalle <strong>19.00</strong> per un aperitivo o per un buffet pre-spettacolo. È possibile prenotare il buffet alla biglietteria: <a href="mailto:biglietteria@teatroverdipordenone.it"><strong>biglietteria@teatroverdipordenone.it</strong></a>.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Ufficio stampa <em>Teatro Verdi Pordenone</em>: <a href="mailto:stampa@teatroverdipordenone.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stampa@teatroverdipordenone.it</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Vuesse&amp;C – volpe&amp;sain comunicazione</em>: Paola Sain 335.6023988 | Moira Cussigh 328.6785049</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In arrivo i 100 Cellos</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/pressrelease/in-arrivo-i-100-cellos/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 12:51:13 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://teatroverdipordenone.it/?post_type=pressrelease&#038;p=19634</guid>

					<description><![CDATA[<p>Venerdì 16 ottobre, alle 20.30, la programmazione 2026/2027 prende il via con un’esclusiva regionale d’eccezione: sul palco i 100 Cellos, il progetto ideato da Giovanni Sollima ed Enrico Melozzi che ha conquistato teatri e piazze in Italia</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">PORDENONE – Un’intera orchestra di violoncelli, capace di passare da Bach ai Nirvana, da Purcell a David Bowie, accende il nuovo calendario del <strong>Teatro Verdi di Pordenone</strong>. <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/100-cellos/">Venerdì 16 ottobre, alle 20.30</a></strong>, la programmazione <strong>2026/2027</strong> prende il via con un’<strong>esclusiva regionale</strong> d’eccezione: sul palco i <strong>100 Cellos</strong>, il progetto ideato da <strong>Giovanni Sollima ed Enrico Melozzi</strong> che ha conquistato teatri e piazze in Italia e nel mondo trasformando ogni concerto in un’esperienza irripetibile. Un’apertura che dà subito voce alla curiosità e alla libertà artistica del nuovo programma, nel segno di <strong>«Teatro genera cultura»</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">In <strong>Sala Grande</strong>, con <strong>Melozzi alla direzione e Sollima al violoncello</strong>, saranno <strong>76 i musicisti</strong>, provenienti da tutta Italia e anche da Spagna, Francia e Germania. Circa venti sono stati selezionati in Friuli attraverso la call sul territorio, <strong>professionisti, studenti e appassionati</strong> si ritroveranno sullo stesso palco, portando nello spettacolo esperienze e percorsi diversi. È questa la forza dei <strong>100 Cellos</strong>, <strong>un’orchestra aperta che si rinnova a ogni tappa</strong>, conservando un nucleo di partecipanti storici e accogliendo nuovi interpreti nelle città che la ospitano.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Tutto comincia nel <strong>marzo 2012 al Teatro Valle Occupato di Roma</strong>, quando Sollima e Melozzi lanciano sui social un invito rivolto a chiunque suoni il violoncello. Rispondono in cento: quello che sembrava un esperimento difficilmente realizzabile diventa un raduno di tre giorni fra prove, improvvisazione e ricerca, culminato in un concerto davanti a un teatro strapieno. Da allora il progetto ha raggiunto, fra gli altri, il <strong>Ravenna Festival</strong>, il <strong>Teatro Regio di Torino</strong>, il <strong>Sumida Triphony Hall di Tokyo</strong> e l’<strong>Expo di Dubai</strong>, mantenendo intatto il piacere di mettere in gioco lo strumento e le sue possibilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Il repertorio del concerto pordenonese restituisce questa vocazione: alle musiche di <strong>Sollima e Melozzi</strong> si affiancano pagine di <strong>Purcell, Bach, Geminiani e Boccherini</strong>, insieme a <strong>Pink Floyd, Nirvana e Bowie</strong>. Composizioni e arrangiamenti aprono passaggi inattesi fra epoche e linguaggi, facendo emergere l’intera gamma espressiva del violoncello, dalla voce più raccolta alla potenza di una grande massa sonora. L’ascolto reciproco e l’energia degli interpreti fanno il resto, dando a ogni esecuzione un carattere proprio.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">A guidare questa avventura sono due artisti che hanno fatto dell’esplorazione musicale una cifra del loro lavoro. <strong>Giovanni Sollima</strong>, violoncellista di fama internazionale e compositore, ha collaborato, tra gli altri, con <strong>Riccardo Muti, Yo-Yo Ma, Patti Smith, Stefano Bollani e Paolo Fresu</strong>, oltre che con prestigiose orchestre come la <strong>Chicago Symphony Orchestra</strong> e la <strong>Royal Concertgebouw Orchestra</strong>. Ha scritto e interpretato musiche per il cinema, il teatro e la danza lavorando con <strong>Peter Greenaway, John Turturro e Carolyn Carlson</strong>. Nel campo della composizione esplora <strong>generi diversi </strong>avvalendosi di strumenti antichi,orientali, elettrici e di sua invenzione, suonando nel <strong>Deserto del Sahara, sott’acqua, o con un violoncello di ghiaccio</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Compositore, direttore e arrangiatore, <strong>Enrico Melozzi</strong> unisce la musica contemporanea al cinema e alla canzone d’autore. dopo il diploma in violoncello, nel 1999, è diventato assistente di <strong>Michael Riessler</strong>, per avvicinarsi successivamente alla <strong>musica contemporanea</strong> lavorando con importanti musicisti come: <strong>Sabine Meyer, Vinko Globokar, Jean Pierre Drouet. </strong>Presenza ricorrente sul podio del <strong>Festival di Sanremo</strong>, ha diretto artisti come <strong>Achille Lauro, Noemi, Gianluca Grignani e i Pinguini Tattici Nucleari</strong> e nel <strong>2021 i Måneskin</strong>, vincitori con <em>Zitti e buoni</em>, di cui ha curato gli arrangiamenti orchestrali mentre nel 2024, alla sua ottava partecipazione, ha diretto tra gli altri <strong>Ghali</strong>, classificatosi al terzo posto. È stato maestro concertatore della <strong>Notte della Taranta </strong>insieme alla cantautrice<strong> Madame</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Con i 100 Cellos prende così avvio il percorso musicale curato da <strong>Alessandro Taverna</strong>, primo appuntamento di un calendario che fino a giugno intreccerà <strong>Musica, Prosa, Lirica e Danza</strong>, con oltre cinquanta proposte e grandi protagonisti italiani e internazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Speciale buffet pre-spettacolo dalle ore 19 al Caffè Licinio, € 18 a persona prenotazioni e informazioni alla Biglietteria.</p>



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<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Ufficio stampa <em>Teatro Verdi Pordenone</em>: <a href="mailto:stampa@teatroverdipordenone.it">stampa@teatroverdipordenone.it</a></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><em>Vuesse&amp;C – volpe&amp;sain comunicazione</em>: Paola Sain 335.6023988 | Moira Cussigh 328.6785049</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>R-Evolution Lab 2026</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/pressrelease/r-evolution-lab-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 10:19:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La nuova edizione, dedicata a “Sostenibilità e cultura finanziaria”, si articolerà in tre appuntamenti: lo spettacolo “In Mutande”, mercoledì 28 ottobre alle 20.30, e gli incontri con due figure di assoluto rilievo nel dibattito nazionale, Carlo Cottarelli, mercoledì 11 novembre alle 18, ed Elsa Fornero, domenica 22 novembre alle 18, entrambi introdotti dalla professoressa Cristiana Compagno.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:16px">PORDENONE–<strong> Quanto possono reggere le promesse che l’Italia ha fatto a sé stessa e quale conto rischiamo di lasciare alle generazioni future?</strong> Riparte da questi interrogativi <strong>R-Evolution LAB</strong>, il progetto con cui il <strong>Teatro Verdi di Pordenone</strong> e <strong>Università di Udine </strong>– insieme a <strong>Regione autonoma Friuli Venezia Giulia</strong> e <strong>Comune di Pordenone</strong> &#8211; portano sul palcoscenico i temi economici e sociali più urgenti del presente, offrendo al pubblico occasioni di approfondimento capaci di leggere la realtà oltre la rapidità delle notizie. La nuova edizione, dedicata a <strong>“Sostenibilità e cultura finanziaria”</strong>, si articolerà in tre appuntamenti: lo spettacolo <strong>“In Mutande”</strong>, mercoledì <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/in-mutande/">28 ottobre alle 20.30</a></strong>, e gli incontri con due figure di assoluto rilievo nel dibattito nazionale, <strong>Carlo Cottarelli</strong>, mercoledì <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/r-evolution-lab-carlo-cottarelli/">11 novembre alle 18</a></strong>, ed <strong>Elsa Fornero</strong>, domenica <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/r-evolution-lab-elsa-fornero/">22 novembre alle 18</a></strong>, entrambi introdotti dalla professoressa <strong>Cristiana Compagno.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:16px">Realizzata quest’anno in collaborazione con l’<strong>Università degli Studi di Udine</strong>, la rassegna è frutto di un lavoro condiviso che va oltre il protocollo già sottoscritto tra l’Ateneo friulano e il Teatro Verdi, traducendo l’intesa istituzionale in un progetto rivolto alla città e al grande pubblico. Teatro e Università uniscono così competenze e linguaggi per avvicinare le persone alla cultura economica in modo comprensibile e divulgativo, affrontando questioni spesso percepite come specialistiche ma che incidono direttamente sulla quotidianità e sulle prospettive del Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:16px">La rassegna si realizza con il particolare sostegno di <strong>BCC Pordenonese e Monsile</strong> e rappresenta un’anticipazione, ma anche di fatto un arricchimento, del programma di <strong>“</strong>PN Trading Places”, il Festival dell’educazione finanziaria ideato e curato dai professori Miani e Raggiotto dell’Università di Udine, che si inserisce nel cammino verso <strong>Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027</strong> e nella visione di un Teatro sempre più aperto alle grandi questioni contemporanee e al dialogo con le istituzioni culturali e formative del territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:16px">«<em>Dopo aver indagato negli anni l’Europa, la trasformazione del lavoro, la sfida ambientale, l’inverno demografico e i rapporti tra le generazioni, R-Evolution LAB mette ora al centro una delle parole decisive del nostro tempo: <strong>sostenibilità</strong>. Letta in chiave economica, significa interrogarsi sulla possibilità di mantenere nel tempo gli impegni assunti, compiendo oggi scelte che non compromettano il domani</em>», spiega il Presidente <strong>Giovanni Lessio</strong>. «<em>Debito pubblico, previdenza, cambiamenti demografici ed equità intergenerazionale escono così dal recinto degli specialisti per diventare materia di un racconto accessibile, documentato e strettamente legato alla vita di ciascuno»</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:16px">«<em>La collaborazione con il Teatro Verdi di Pordenone rappresenta per il nostro Ateneo un&#8217;occasione preziosa per portare la conoscenza economica fuori dalle aule e dentro la città</em>», sottolinea il Rettore <strong>Angelo Montanari</strong>. «<em>R-Evolution e PN Trading Places condividono la stessa vocazione: rendere accessibili a tutti temi complessi che riguardano il futuro di ciascuno. Parlare di sostenibilità del debito pubblico e del sistema previdenziale, con voci autorevoli come quelle di Carlo Cottarelli ed Elsa Fornero, significa dare ai cittadini strumenti per comprendere le scelte che pesano sulle generazioni presenti e future. È questo il ruolo pubblico dell&#8217;università: mettere il sapere al servizio del territorio.</em>»</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:16px">«Portare sul palcoscenico del Verdi temi come il debito pubblico, la previdenza e l&#8217;equità tra le generazioni — dichiara il Sindaco <strong>Alessandro Basso</strong> — significa offrire alla comunità, e in particolare ai più giovani, strumenti preziosi per leggere le scelte che disegneranno il loro futuro. La cultura economica è a pieno titolo cultura di cittadinanza, e R-Evolution LAB lo dimostra con linguaggi capaci di parlare a tutti, dal teatro all&#8217;approfondimento. La collaborazione tra Teatro Verdi e Università di Udine, con il sostegno di Regione e Comune, racconta un territorio che lavora come sistema e mette in rete competenze e istituzioni. È lo stesso spirito con cui la città vive il percorso di Pordenone capitale italiana della Cultura 2027: una comunità che fa della conoscenza un bene condiviso e della consapevolezza un investimento sul domani.»</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:16px">Mercoledì 11 novembre, <strong>Carlo Cottarelli</strong>, economista di primo piano e profondo conoscitore dei conti pubblici, accompagnerà il pubblico dentro uno dei nodi strutturali del sistema italiano: <strong>quanto può crescere ancora il debito pubblico, chi sarà chiamato a sostenerne il peso e quali margini esso lascia alle scelte di domani</strong>. Domenica <strong>22 novembre</strong> sarà invece <strong>Elsa Fornero</strong>, economista e già Ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, ad affrontare la <strong>sostenibilità del sistema previdenziale</strong>, osservando come l’evoluzione demografica stia modificando il patto tra chi lavora e chi ha lavorato e ponendo al centro il tema dell’equità fra le generazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:16px">Ad inaugurare l’edizione, mercoledì <strong>28 ottobre alle 20.30</strong>, sarà il <strong>teatro</strong> con lo spettacolo di e con <strong>Gabriele Brunelli</strong>, <strong>“In Mutande”</strong>, diretto da <strong>Simone Tudda</strong> e prodotto da <strong>Agemò Teatro</strong> e <strong>servomutoTeatro</strong>, al Verdi dopo il successo registrato con il debutto all’ultima edizione di <strong>FringeMI Festival di Milano</strong>. Un monologo comico-divulgativo, ironico e irriverente, che attraversa quattrocento anni di follie finanziarie: dalla tulipanomania del 1637 al crollo del 1929, dalle dot-com ai mutui <em>subprime</em>, fino alle speculazioni più recenti. In scena, un uomo stanco di mentire sulla condizione del mondo si presenta, metaforicamente e letteralmente, in mutande e <strong>trasforma gli spettatori in una platea di speculatori:</strong> si compra, si vende, si rischia, si perde e, soprattutto, si ride. Ibridando stand-up comedy, teatro di narrazione, partecipazione e confronto diretto con il pubblico, lo spettacolo scardina il tabù del denaro e mostra quanto l’economia sia vicina alla vita di tutti: è il costo del caffè, il mutuo, una busta paga che non basta, ma anche il desiderio di avere di più, l’eccitazione del rischio e la paura di restare indietro.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:16px">Un avvio sorprendente e perfettamente coerente nel nuovo R-Evolution LAB, che sceglie linguaggi diversi per dare forma a una stessa necessità: <strong>comprendere meglio i meccanismi economici significa acquisire maggiore consapevolezza sulle decisioni che riguardano il futuro collettivo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:16px">Gli incontri con <strong>Carlo Cottarelli</strong> ed <strong>Elsa Fornero</strong> sono a ingresso gratuito con prenotazione online o in Biglietteria. Per <strong>“In Mutande”</strong> i biglietti costano 10 euro, ridotto Under 26 a 5 euro. Informazioni, prenotazioni e acquisti su <strong>www.teatroverdipordenone.it</strong> e alla Biglietteria del Teatro Verdi, in viale Martelli 2, aperta dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19 e il sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19 (tel. 0434.247624, <a href="mailto:biglietteria@teatroverdipordenone.it">biglietteria@teatroverdipordenone.it</a>)</p>



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<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:16px">Ufficio stampa <em>Teatro Verdi Pordenone</em>: stampa@teatroverdipordenone.it</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:16px"><em>Vuesse&amp;C – volpe&amp;sain comunicazione</em>: Paola Sain 335.6023988 | Moira Cussigh 328.6785049</p>
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		<title>Una collaborazione storica tra Teatro e Le Giornate del Cinema Muto</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/pressrelease/una-collaborazione-storica-tra-teatro-e-le-giornate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 13:03:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un legame che va ben Oltre l'ospitalità e che si traduce in una partecipazione attiva del Verdi alla proposta culturale del festival. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Comunicato stampa</p>



<p class="has-text-align-left wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><br>PORDENONE &#8211; Una collaborazione profondamente radicata nella vita culturale di Pordenone e pronta ad assumere una nuova dimensione in vista del 2027. II <strong>Teatro Verdi di Pordenone</strong> rinnova e rilancia il proprio rapporto con <strong>Le Giornate del Cinema Muto</strong>, il più importante festival internazionale dedicato al cinema muto, che giunge quest&#8217;anno alla<strong> 45a edizione</strong> e trova ancora una volta nel Teatro la sede dell&#8217;intera manifestazione. Un legame che va ben oltre l&#8217;ospitalità e che si traduce in una<strong> partecipazione attiva del Verdi alla proposta culturale del festival</strong>.</p>



<p class="has-text-align-left wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Come ormai consuetudine, nell&#8217;ultima domenica delle Giornate, il Teatro Verdi proporrà al pubblico <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/the-iron-horse/">una speciale replica (ore 16.30)</a></strong> dell&#8217;ultimo film in programma: si tratta quest&#8217;anno di un capolavoro epico che ha segnato la storia del cinema,<strong> &#8220;The Iron Horse&#8221;</strong> (II cavallo d&#8217;acciaio, 1924) di <strong>John Ford</strong>, una delle opere fondamentali del grande regista americano, un&#8217;epopea visiva che fonde azione mozzafiato, spettacolari paesaggi e una vibrante storia d&#8217;amore. <br>Ma è soprattutto verso <strong>Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027</strong> che le due istituzioni stanno già lavorando insieme, rafforzando una collaborazione destinata ad ampliarsi in modo significativo. II progetto, inserito nel <strong>dossier ufficiale di candidatura della città</strong>, prevede nel corso del 2027 quattro appuntamenti distribuiti nell&#8217;arco dell&#8217;anno, uno per ogni stagione, con la proiezione di altrettanti capolavori del cinema muto accompagnati dall&#8217;orchestra dal vivo: una sorta di ideale percorso attraverso <strong>&#8220;le quattro stagioni del cinema muto&#8221;</strong>, capace di estendere questa straordinaria esperienza oltre i giorni tradizionalmente dedicati al festival e di renderla una presenza viva e ricorrente nella programmazione culturale cittadina.<br><br>La novità più rilevante sarà, però, il <strong>primo Concorso di composizione musicale per film muti</strong>, dedicato a un&#8217;Opera individuata insieme alle Giornate. II Teatro Verdi, con la Cura del proprio consulente musicale, il maestro <strong>Alessandro Taverna</strong>, costituirà <strong>assieme alle Giornate</strong> la giuria chiamata a giudicare le composizioni. Dopo i mesi in cui sarà attivo il bando, il percorso culminerà nell&#8217;edizione 2027 del festival, quando sarà <strong>presentato in esclusiva il film con la nuova partitura originale firmata dal compositore vincitore</strong>. Un progetto che riporta al centro il rapporto creativo fra immagine e musica, offrendo nello stesso tempo un&#8217;importante occasione di confronto e visibilità alla composizione contemporanea.<br><br>«Comporre oggi una nuova partitura per un film muto significa misurarsi con la forza narrativa delle immagini, rispettandone il ritmo e insieme aprendole a una sensibilità contemporanea» spiega il <strong>consulente musicale del Teatro Verdi, maestro Alessandro Taverna</strong>. «È una sfida artistica di grande fascino, perché la musica non si limita ad accompagnare il film, ma ne rinnova ogni volta la vita davanti al pubblico. L&#8217;aspetto più innovativo del progetto sta proprio qui: <strong>promuovere una nuova produzione musicale per l&#8217;esecuzione dal vivo</strong> e offrire ai <strong>compositori l&#8217;occasione di confrontarsi con un linguaggio storico attraverso una scrittura originale</strong>. La presentazione della partitura vincitrice alle Giornate del Cinema Muto 2027 sarà cosi il punto d&#8217;arrivo di un percorso creativo e, al tempo stesso, l&#8217;inizio di una nuova relazione fra quel film, la musica e gli spettatori».<br><br>«II Teatro Verdi è da sempre parte <strong>attiva delle collaborazioni con le istituzioni e le manifestazioni più rappresentative di Pordenone</strong>, soprattutto quando, come nel caso delle Giornate del Cinema Muto, la loro rilevanza porta il nome della città nel mondo — sottolinea il <strong>presidente Giovanni Lessio</strong>. II nostro obiettivo è trasformare questi rapporti in <strong>partnership solide</strong>, capaci di <strong>crescere nel tempo</strong> e di produrre nuovi contenuti culturali. Con le Giornate condividiamo una storia importante, che <strong>nel 2027 troverà nuove forme </strong>attraverso le quattro proiezioni con orchestra e il concorso di composizione. Stiamo già lavorando insieme perché Pordenone Capitale italiana della Cultura possa valorizzare pienamente questa straordinaria identità: essere, ogni anno, la capitale mondiale del cinema muto».</p>



<p class="has-text-align-left wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><br>Pordenone, 24 settembre 2026</p>
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		<title>Presentato il progetto Educational 2026/2027</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/pressrelease/presentato-il-progetto-educational-2026-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 10:08:35 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://teatroverdipordenone.it/?post_type=pressrelease&#038;p=19338</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il progetto coinvolge Nidi, Scuole dell’Infanzia, Primarie e Istituti secondari di primo e secondo grado, intrecciando prosa, musica, lirica e danza con i percorsi didattici.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">PORDENONE – Un Teatro che incontra il pubblico di domani molto prima che diventi adulto, accompagnandolo dai primi mesi di vita fino alla conclusione del percorso scolastico. È questo l’intento del progetto <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/educational/">Educational </a>del Teatro Verdi di Pordenone</strong>, presentato nei giorni scorsi agli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado: un impegno <strong>esteso lungo tutto l’anno</strong> per portare bambini e ragazzi a contatto con i linguaggi della scena e offrire loro strumenti per leggere il presente.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Il progetto coinvolge <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/scuola-dellinfanzia/">Nidi, Scuole dell’Infanzia</a>, <a href="https://teatroverdipordenone.it/educational/scuola-primaria/">Primarie </a>e <a href="https://teatroverdipordenone.it/educational/istituti-secondari-di-i-grado/">Istituti secondari di primo</a> e <a href="https://teatroverdipordenone.it/educational/istituti-secondari-di-ii-grado/">secondo grado</a></strong>, intrecciando <strong>prosa, musica, lirica e danza</strong> con i <strong>percorsi didattici</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Dal suo centro a Pordenone, Educational estende regolarmente la propria azione alle <strong>scuole dell’intera provincia</strong>, raggiungendo anche altre aree del <strong>Friuli Venezia Giulia</strong> e il <strong>vicino Veneto</strong>. Un bacino ampio, costruito nel tempo attraverso il rapporto con gli istituti e con gli insegnanti, che conferma il Verdi come punto di riferimento per l’educazione ai linguaggi dello spettacolo ben oltre i confini cittadini.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">«Portare i giovani a Teatro significa investire nel loro futuro, offrire strumenti per comprendere il mondo e stimolare sensibilità, immaginazione e spirito critico – sottolinea il presidente <strong>Giovanni Lessio</strong> –. Il progetto Educational è per noi una missione centrale: vedere migliaia di bambini e ragazzi partecipare con entusiasmo alle nostre attività è il segno più concreto dell’importanza di questo impegno».</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Realizzato insieme ai soci fondatori <strong>Regione Friuli Venezia Giulia</strong> e <strong>Comune di Pordenone</strong> e con il sostegno dei partner <strong>Fondazione Friuli</strong> e <strong>Banca 360 FVG</strong>, Educational propone attività calibrate sulle diverse fasi della crescita. Un tratto distintivo è il percorso sviluppato con <strong>AsLiCo</strong>, che consente di avvicinarsi all’opera lirica fin dalla primissima infanzia: <strong>Opera Baby</strong> per i bambini dai 6 ai 36 mesi, <strong>Opera Kids</strong>, per la fascia dai 3 ai 6 anni mentre <strong>Opera Domani</strong> coinvolge Primarie e Istituti secondari di primo grado in un lavoro didattico che culmina nella partecipazione attiva all’opera proposta. Agli studenti delle Scuole superiori è riservato anche l’incontro con la grande lirica attraverso <strong>Aida di Giuseppe Verdi</strong>, nel nuovo allestimento della <strong>Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste</strong>, con un cast di rilievo internazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">La <strong>prosa</strong> accompagna a sua volta <strong>età e sensibilità differenti:</strong> fra le proposte più significative “La foresta dei no” di <strong>Giuliano Scarpinato</strong>, dedicato agli adolescenti e ai temi del bullismo, del cyberbullismo e della dipendenza dai dispositivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Torna anche <strong>Happy Theatre</strong>, con una selezione della programmazione serale per gli studenti degli Istituti secondari di secondo grado che include anche l’incontro con artisti e compagnie prima dello spettacolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Completano il progetto <strong>Educational</strong> i <strong>corsi gratuiti per gli insegnanti</strong>, i materiali didattici e le visite gratuite dietro le quinte, pensate per far conoscere ai ragazzi la storia dell’edificio, i mestieri teatrali e il lavoro che precede l’apertura del sipario. Anche fuori dall’orario scolastico, il Verdi favorisce la partecipazione dei giovani attraverso biglietti e abbonamenti <strong>Under 26</strong> a condizioni speciali. Le prenotazioni da parte degli istituti scolastici si apriranno con il <strong>“click day” di lunedì 5 ottobre 2026, dalle ore 9.00</strong>, attraverso il modulo disponibile sul sito del Teatro. <br><br>Informazioni: Ufficio Scuola, tel. 0434 247610; <a href="mailto:scuola@teatroverdipordenone.it">scuola@teatroverdipordenone.it</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<item>
		<title>I due concerti della GMJO a chiusura del Summer Tour 2026</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/pressrelease/i-due-concerti-della-gmjo-a-chiusura-del/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 15:13:29 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://teatroverdipordenone.it/?post_type=pressrelease&#038;p=19109</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oggi, lunedì 31 agosto, e martedì 1° settembre, alle 20.30, la Gmjo farà ritorno al Verdi sotto la direzione di Philippe Jordan, fra i protagonisti assoluti della scena musicale internazionale. </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">PORDENONE<strong> – Ogni estate oltre cento fra i migliori giovani musicisti d&#8217;Europa arrivano a Pordenone e per alcune settimane il Teatro Verdi diventa la loro casa.</strong> Qui studiano, provano, lavorano con tutor provenienti dalle maggiori orchestre internazionali e preparano i programmi destinati ai grandi palcoscenici europei. Accade ormai da oltre dieci anni con la <strong>Gmjo</strong>&#8211;<strong>Gustav Mahler Jugendorchester</strong>, fondata da <strong>Claudio Abbado</strong> e considerata <strong>la più prestigiosa orchestra giovanile del continente</strong>: un sodalizio che ha progressivamente trasformato <strong>Pordenone</strong> in uno dei luoghi di riferimento della sua attività e la <strong>Gmjo</strong> nell&#8217;<strong>Orchestra internazionale residente del Teatro Verdi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Attesi adesso i <strong>due grandi concerti di chiusura del Summer tour 2026: oggi, lunedì 31 agosto, e martedì 1° settembre, alle 20.30</strong>, la <strong>Gmjo</strong> farà ritorno al Verdi sotto la direzione di <strong>Philippe Jordan</strong>, fra i protagonisti assoluti della scena musicale internazionale. Due serate che <strong>suggellano la tournée estiva </strong>e, insieme, restituiscono al pubblico pordenonese l&#8217;esito di un percorso artistico cominciato proprio nelle settimane della residenza estiva a Pordenone.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Sono <strong>112, provenienti da 22 Paesi</strong>, <strong>i musicisti </strong>selezionati quest’anno attraverso il rigoroso sistema di audizioni internazionali: ogni anno sono in media <strong>2.500 i giovani strumentisti che aspirano a entrare nell&#8217;Orchestra</strong>, con selezioni organizzate in circa 25 città europee. Una straordinaria geografia di talenti che ad agosto si ricompone al Verdi, dove i giovani orchestrali lavorano fianco a fianco con musicisti delle più importanti compagini internazionali. In oltre un decennio la città friulana ha accolto così <strong>circa 1.500 giovani talenti provenienti da più di trenta Paesi</strong>, consolidando un&#8217;esperienza di alta formazione musicale unica nel panorama nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Quest&#8217;anno la residenza si è svolta <strong>dal 7 al 17 agosto</strong>, con il nuovo direttore assistente <strong>Henry Kennedy</strong>, preparando l&#8217;Orchestra al successivo <strong>incontro con il direttore Philippe Jordan</strong> e alla partenza per il <strong>Summer Tour europeo</strong>. Dall&#8217;Italia all&#8217;Austria, dai Paesi Bassi alla Germania, il viaggio della Gmjo ha attraversato alcuni dei luoghi simbolo della musica sinfonica internazionale prima di ricondurre l&#8217;Orchestra là dove questo percorso era cominciato, a <strong>Pordenone</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><strong>Il gran finale del Summer Tour</strong>, affidato appunto alla bacchetta di <strong>Philippe Jordan</strong>, provede due programmi di grande respiro sinfonico. <a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/gmjo-2026-philippe-jordan/"><strong>Lunedì 31 agosto alle 20.30</strong> </a>il concerto si aprirà con la <strong><em>Musica per archi, percussione e celesta </em>di Béla Bartók</strong>, uno dei capolavori più originali e visionari del Novecento, pagina in cui archi, percussioni, pianoforte, arpa e celesta costruiscono una straordinaria architettura di timbri e tensioni. A seguire, la <strong><em>Sinfonia n. 4</em> in mi bemolle maggiore &#8220;Romantica&#8221; di Anton Bruckner</strong>, fra le opere più amate del compositore austriaco, monumentale affresco sinfonico attraversato da richiami alla natura, atmosfere cavalleresche e possenti costruzioni orchestrali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/gmjo-2026-philippe-jordan-2/">Martedì 1° settembre</a>, sempre alle 20.30</strong>, il concerto sarà interamente dedicato a <strong>Gustav Mahler</strong>, il compositore che dà il nome all&#8217;Orchestra: in programma la <strong><em>Sinfonia n. 7</em> in mi minore</strong>, una delle sue partiture più complesse, enigmatiche e affascinanti. Cinque movimenti e due celebri <em>Nachtmusiken</em> conducono l&#8217;ascolto attraverso un vastissimo paesaggio sonoro, dall&#8217;oscurità iniziale alla luminosità prorompente del Rondo-Finale: una prova orchestrale imponente e, insieme, un omaggio ideale all&#8217;identità stessa della GMJO.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">I due concerti chiudono dunque l&#8217;estate, <strong>ma non il rapporto fra la Gustav Mahler Jugendorchester e Pordenone</strong>: quella che è ormai a tutti gli effetti l&#8217;Orchestra internazionale residente del Verdi sarà infatti protagonista anche della programmazione <strong>2026/2027</strong>. La <strong>Gmjo</strong> tornerà già <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/gustav-mahler-jugendorchester-macelaru/">l&#8217;8 novembre</a></strong>, con oltre cento orchestrali diretti da <strong>Cristian Măcelaru</strong> seguito da uno degli appuntamenti più attesi dell&#8217;intero cartellone fissato per il <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/gmjo-kirill-petrenko/">13 giugno 2027</a></strong> quando sul podio del Verdi farà ritorno <strong>Kirill Petrenko</strong>, oggi fra i direttori più celebrati al mondo, nuovamente alla guida della Gustav Mahler Jugendorchester per affrontare un altro vertice assoluto del repertorio: la<em> <strong>Sinfonia n. 5</strong></em><strong> di Gustav Mahler</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Dalla formazione dei talenti di domani all&#8217;incontro con i più grandi direttori del nostro tempo, la presenza della <strong>Gmjo</strong> <strong>disegna così a Pordenone un percorso che attraversa l&#8217;intero anno</strong> e guarda ben oltre i confini regionali. <strong>Una grande orchestra europea che ogni estate parte da Pordenone per i palcoscenici internazionali e a Pordenone continua a tornare</strong>, facendo del Teatro Verdi non semplicemente una tappa delle proprie tournée, ma una delle proprie case artistiche. </p>



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<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Ufficio stampa <em>Teatro Verdi Pordenone</em>: stampa@teatroverdipordenone.it</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><em>Vuesse&amp;C – volpe&amp;sain comunicazione</em>: Paola Sain 335.6023988 | Moira Cussigh 328.6785049</p>
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		<title>I concerti in Residenza della GMJO</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/pressrelease/i-concerti-in-residenza-della-gmjo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 10:26:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Gustav Mahler Jugendorchester terrà due concerti, giovedì 13 agosto alle 20 nel Duomo di Valvasone e venerdì 14 agosto alle 20 nella Chiesa di San Giacomo Apostolo di Polcenigo.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">PORDENONE- Oltre una settimana di prove, studio e perfezionamento musicale a preparazione della grande tournée internazionale: a suggello di questo percorso in residenza al Teatro Verdi di Pordenone, la <strong>Gustav Mahler Jugendorchester</strong> terrà due concerti, <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/gmjo-2026-valvasone/">giovedì 13 agosto</a> alle 20 nel Duomo di Valvasone</strong> e <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/gmjo-2026-polcenigo/">venerdì 14 agosto</a> alle 20 nella Chiesa di San Giacomo Apostolo di Polcenigo</strong>. Due appuntamenti che segnano il culmine della residenza estiva e il primo esito artistico del lavoro che i 112 giovani musicisti provenienti da 22 Paesi stanno svolgendo in preparazione al <strong>Summer Tour 2026</strong>. La residenza rappresenta infatti il momento di alta formazione che precede la tournée europea dell&#8217;Orchestra. Una progettualità pluriennale e strutturata delle due realtà culturali, Gmjo e Teatro Verdi insieme per lo sviluppo di opportunità artistiche di alto livello per musicisti europei e per costruire concerti in esclusiva nel territorio regionale. Un percorso unico a livello nazionale che gode del sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e della collaborazione del Comune di Pordenone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;attesa per i due concerti è già altissima: <strong>le prenotazioni sono andate esaurite</strong> sia per Valvasone sia per Polcenigo. <strong>Eventuali posti disponibili saranno assegnati direttamente sul luogo del concerto il giorno stesso dello spettacolo</strong>, fino a esaurimento della disponibilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul podio salirà <strong>Henry Kennedy</strong>, al suo debutto come direttore assistente della <strong>Gmjo</strong>, giovane direttore anglo-canadese già apprezzato accanto a Sir Simon Rattle, Sir John Eliot Gardiner e Riccardo Muti. Sarà lui a guidare l&#8217;orchestra in un programma costruito come un viaggio attraverso tre secoli di musica, capace di mettere in dialogo epoche, linguaggi e sensibilità diverse. Dall&#8217;eleganza barocca di <strong>Henry Purcell</strong> al rigore del <strong>Concerto in Re maggiore</strong> di <strong>Igor Stravinsky</strong>, dal celebre <strong>Lamento di Didone</strong> ai <strong>Crisantemi</strong> di <strong>Giacomo Puccini</strong>, fino all&#8217;intimismo dell&#8217;<strong>Idillio di Sigfrido</strong> di <strong>Richard Wagner</strong> e alle pagine di <strong>Edward Elgar</strong> di cui verrà proposto “Canto popolare”, dall’<em>ouverture</em> da concerto <em>In the </em>South: brano alla sua prima esecuzione assoluta fuori dall&#8217;Inghilterra, un regalo musicale di Henry Kennedy per il pubblico del Friuli Venezia Giulia. Il concerto intreccia ottoni e archi in un percorso di grande intensità espressiva, dove ogni brano racconta una diversa sfumatura del rapporto tra memoria, emozione e colore orchestrale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I due appuntamenti rappresentano una tradizione ormai consolidata della collaborazione tra il <strong>Teatro Verdi e la Gustav Mahler Jugendorchester</strong>: ogni estate la residenza restituisce infatti al territorio una parte del proprio lavoro, portando la grande musica sinfonica in alcuni dei luoghi più suggestivi del Friuli Venezia Giulia, trasformati per una sera in palcoscenici dell&#8217;eccellenza musicale europea. Un legame che negli anni ha contribuito a fare di Pordenone uno dei principali poli continentali dell&#8217;alta formazione orchestrale, con oltre 1.500 giovani musicisti ospitati e formati nel corso delle diverse edizioni della residenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le esibizioni della <strong>Gustav Mahler Jugendorchester</strong> partono già nella serata di domani, <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/gmjo-night-2/">mercoledì 12 agosto</a></strong>, alle 21.00 <strong>a Pordenone</strong> con diversi ensemble dell’Orchestra protagonisti della <strong>GMJO Night</strong> per le <strong>Music Nights</strong> in <strong>Piazzetta Pescheria </strong>per le: la, che segna anche il debutto ufficiale del neo-direttore assistente. Per scelta del direttore <strong> Kennedy</strong> spica nel programma musicale – accanto agli ottoni di Purcell, le percussioni di Steve Reich, gli archi di Puccini, i fiati di Bartók, i dodici violoncelli di Klengel &#8211; la <strong>prima esecuzione </strong>in tempi moderni del brano di Richard Wagner, <strong>Rriedensmarsch da Rienzi</strong> (1853) nella recente ricostruzione musicologica del noto studioso <strong>Chris Walton</strong> (2026).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo questi concerti, la giovanile della Mahler partirà per affrontare il <strong>Summer Tour</strong> nelle principali capitali musicali europee. L’orchestra tornerà sul palcoscenico pordenonese nelle serate di<a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/gmjo-2026-philippe-jordan/"> <strong>lunedì 31 agosto</strong></a> e <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/gmjo-2026-philippe-jordan-2/">martedì 1° settembre</a></strong> sotto la direzione del maestro <strong>Philippe Jordan</strong> suggellando una residenza che continua a rappresentare uno dei più significativi progetti internazionali del Teatro Verdi.</p>
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