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	<title>Archivi Comunicati stampa - TGVP</title>
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	<description>Teatro Giuseppe Verdi Pordenone</description>
	<lastBuildDate>Mon, 31 Aug 2026 15:13:30 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Archivi Comunicati stampa - TGVP</title>
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		<title>I due concerti della GMJO a chiusura del Summer Tour 2026</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/pressrelease/i-due-concerti-della-gmjo-a-chiusura-del/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 15:13:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi, lunedì 31 agosto, e martedì 1° settembre, alle 20.30, la Gmjo farà ritorno al Verdi sotto la direzione di Philippe Jordan, fra i protagonisti assoluti della scena musicale internazionale. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">PORDENONE<strong> – Ogni estate oltre cento fra i migliori giovani musicisti d&#8217;Europa arrivano a Pordenone e per alcune settimane il Teatro Verdi diventa la loro casa.</strong> Qui studiano, provano, lavorano con tutor provenienti dalle maggiori orchestre internazionali e preparano i programmi destinati ai grandi palcoscenici europei. Accade ormai da oltre dieci anni con la <strong>Gmjo</strong>&#8211;<strong>Gustav Mahler Jugendorchester</strong>, fondata da <strong>Claudio Abbado</strong> e considerata <strong>la più prestigiosa orchestra giovanile del continente</strong>: un sodalizio che ha progressivamente trasformato <strong>Pordenone</strong> in uno dei luoghi di riferimento della sua attività e la <strong>Gmjo</strong> nell&#8217;<strong>Orchestra internazionale residente del Teatro Verdi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Attesi adesso i <strong>due grandi concerti di chiusura del Summer tour 2026: oggi, lunedì 31 agosto, e martedì 1° settembre, alle 20.30</strong>, la <strong>Gmjo</strong> farà ritorno al Verdi sotto la direzione di <strong>Philippe Jordan</strong>, fra i protagonisti assoluti della scena musicale internazionale. Due serate che <strong>suggellano la tournée estiva </strong>e, insieme, restituiscono al pubblico pordenonese l&#8217;esito di un percorso artistico cominciato proprio nelle settimane della residenza estiva a Pordenone.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Sono <strong>112, provenienti da 22 Paesi</strong>, <strong>i musicisti </strong>selezionati quest’anno attraverso il rigoroso sistema di audizioni internazionali: ogni anno sono in media <strong>2.500 i giovani strumentisti che aspirano a entrare nell&#8217;Orchestra</strong>, con selezioni organizzate in circa 25 città europee. Una straordinaria geografia di talenti che ad agosto si ricompone al Verdi, dove i giovani orchestrali lavorano fianco a fianco con musicisti delle più importanti compagini internazionali. In oltre un decennio la città friulana ha accolto così <strong>circa 1.500 giovani talenti provenienti da più di trenta Paesi</strong>, consolidando un&#8217;esperienza di alta formazione musicale unica nel panorama nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Quest&#8217;anno la residenza si è svolta <strong>dal 7 al 17 agosto</strong>, con il nuovo direttore assistente <strong>Henry Kennedy</strong>, preparando l&#8217;Orchestra al successivo <strong>incontro con il direttore Philippe Jordan</strong> e alla partenza per il <strong>Summer Tour europeo</strong>. Dall&#8217;Italia all&#8217;Austria, dai Paesi Bassi alla Germania, il viaggio della Gmjo ha attraversato alcuni dei luoghi simbolo della musica sinfonica internazionale prima di ricondurre l&#8217;Orchestra là dove questo percorso era cominciato, a <strong>Pordenone</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><strong>Il gran finale del Summer Tour</strong>, affidato appunto alla bacchetta di <strong>Philippe Jordan</strong>, provede due programmi di grande respiro sinfonico. <a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/gmjo-2026-philippe-jordan/"><strong>Lunedì 31 agosto alle 20.30</strong> </a>il concerto si aprirà con la <strong><em>Musica per archi, percussione e celesta </em>di Béla Bartók</strong>, uno dei capolavori più originali e visionari del Novecento, pagina in cui archi, percussioni, pianoforte, arpa e celesta costruiscono una straordinaria architettura di timbri e tensioni. A seguire, la <strong><em>Sinfonia n. 4</em> in mi bemolle maggiore &#8220;Romantica&#8221; di Anton Bruckner</strong>, fra le opere più amate del compositore austriaco, monumentale affresco sinfonico attraversato da richiami alla natura, atmosfere cavalleresche e possenti costruzioni orchestrali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/gmjo-2026-philippe-jordan-2/">Martedì 1° settembre</a>, sempre alle 20.30</strong>, il concerto sarà interamente dedicato a <strong>Gustav Mahler</strong>, il compositore che dà il nome all&#8217;Orchestra: in programma la <strong><em>Sinfonia n. 7</em> in mi minore</strong>, una delle sue partiture più complesse, enigmatiche e affascinanti. Cinque movimenti e due celebri <em>Nachtmusiken</em> conducono l&#8217;ascolto attraverso un vastissimo paesaggio sonoro, dall&#8217;oscurità iniziale alla luminosità prorompente del Rondo-Finale: una prova orchestrale imponente e, insieme, un omaggio ideale all&#8217;identità stessa della GMJO.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">I due concerti chiudono dunque l&#8217;estate, <strong>ma non il rapporto fra la Gustav Mahler Jugendorchester e Pordenone</strong>: quella che è ormai a tutti gli effetti l&#8217;Orchestra internazionale residente del Verdi sarà infatti protagonista anche della programmazione <strong>2026/2027</strong>. La <strong>Gmjo</strong> tornerà già <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/gustav-mahler-jugendorchester-macelaru/">l&#8217;8 novembre</a></strong>, con oltre cento orchestrali diretti da <strong>Cristian Măcelaru</strong> seguito da uno degli appuntamenti più attesi dell&#8217;intero cartellone fissato per il <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/gmjo-kirill-petrenko/">13 giugno 2027</a></strong> quando sul podio del Verdi farà ritorno <strong>Kirill Petrenko</strong>, oggi fra i direttori più celebrati al mondo, nuovamente alla guida della Gustav Mahler Jugendorchester per affrontare un altro vertice assoluto del repertorio: la<em> <strong>Sinfonia n. 5</strong></em><strong> di Gustav Mahler</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Dalla formazione dei talenti di domani all&#8217;incontro con i più grandi direttori del nostro tempo, la presenza della <strong>Gmjo</strong> <strong>disegna così a Pordenone un percorso che attraversa l&#8217;intero anno</strong> e guarda ben oltre i confini regionali. <strong>Una grande orchestra europea che ogni estate parte da Pordenone per i palcoscenici internazionali e a Pordenone continua a tornare</strong>, facendo del Teatro Verdi non semplicemente una tappa delle proprie tournée, ma una delle proprie case artistiche. </p>



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<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Ufficio stampa <em>Teatro Verdi Pordenone</em>: stampa@teatroverdipordenone.it</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><em>Vuesse&amp;C – volpe&amp;sain comunicazione</em>: Paola Sain 335.6023988 | Moira Cussigh 328.6785049</p>
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		<item>
		<title>I concerti in Residenza della GMJO</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/pressrelease/i-concerti-in-residenza-della-gmjo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 10:26:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Gustav Mahler Jugendorchester terrà due concerti, giovedì 13 agosto alle 20 nel Duomo di Valvasone e venerdì 14 agosto alle 20 nella Chiesa di San Giacomo Apostolo di Polcenigo.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">PORDENONE- Oltre una settimana di prove, studio e perfezionamento musicale a preparazione della grande tournée internazionale: a suggello di questo percorso in residenza al Teatro Verdi di Pordenone, la <strong>Gustav Mahler Jugendorchester</strong> terrà due concerti, <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/gmjo-2026-valvasone/">giovedì 13 agosto</a> alle 20 nel Duomo di Valvasone</strong> e <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/gmjo-2026-polcenigo/">venerdì 14 agosto</a> alle 20 nella Chiesa di San Giacomo Apostolo di Polcenigo</strong>. Due appuntamenti che segnano il culmine della residenza estiva e il primo esito artistico del lavoro che i 112 giovani musicisti provenienti da 22 Paesi stanno svolgendo in preparazione al <strong>Summer Tour 2026</strong>. La residenza rappresenta infatti il momento di alta formazione che precede la tournée europea dell&#8217;Orchestra. Una progettualità pluriennale e strutturata delle due realtà culturali, Gmjo e Teatro Verdi insieme per lo sviluppo di opportunità artistiche di alto livello per musicisti europei e per costruire concerti in esclusiva nel territorio regionale. Un percorso unico a livello nazionale che gode del sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e della collaborazione del Comune di Pordenone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;attesa per i due concerti è già altissima: <strong>le prenotazioni sono andate esaurite</strong> sia per Valvasone sia per Polcenigo. <strong>Eventuali posti disponibili saranno assegnati direttamente sul luogo del concerto il giorno stesso dello spettacolo</strong>, fino a esaurimento della disponibilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul podio salirà <strong>Henry Kennedy</strong>, al suo debutto come direttore assistente della <strong>Gmjo</strong>, giovane direttore anglo-canadese già apprezzato accanto a Sir Simon Rattle, Sir John Eliot Gardiner e Riccardo Muti. Sarà lui a guidare l&#8217;orchestra in un programma costruito come un viaggio attraverso tre secoli di musica, capace di mettere in dialogo epoche, linguaggi e sensibilità diverse. Dall&#8217;eleganza barocca di <strong>Henry Purcell</strong> al rigore del <strong>Concerto in Re maggiore</strong> di <strong>Igor Stravinsky</strong>, dal celebre <strong>Lamento di Didone</strong> ai <strong>Crisantemi</strong> di <strong>Giacomo Puccini</strong>, fino all&#8217;intimismo dell&#8217;<strong>Idillio di Sigfrido</strong> di <strong>Richard Wagner</strong> e alle pagine di <strong>Edward Elgar</strong> di cui verrà proposto “Canto popolare”, dall’<em>ouverture</em> da concerto <em>In the </em>South: brano alla sua prima esecuzione assoluta fuori dall&#8217;Inghilterra, un regalo musicale di Henry Kennedy per il pubblico del Friuli Venezia Giulia. Il concerto intreccia ottoni e archi in un percorso di grande intensità espressiva, dove ogni brano racconta una diversa sfumatura del rapporto tra memoria, emozione e colore orchestrale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I due appuntamenti rappresentano una tradizione ormai consolidata della collaborazione tra il <strong>Teatro Verdi e la Gustav Mahler Jugendorchester</strong>: ogni estate la residenza restituisce infatti al territorio una parte del proprio lavoro, portando la grande musica sinfonica in alcuni dei luoghi più suggestivi del Friuli Venezia Giulia, trasformati per una sera in palcoscenici dell&#8217;eccellenza musicale europea. Un legame che negli anni ha contribuito a fare di Pordenone uno dei principali poli continentali dell&#8217;alta formazione orchestrale, con oltre 1.500 giovani musicisti ospitati e formati nel corso delle diverse edizioni della residenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le esibizioni della <strong>Gustav Mahler Jugendorchester</strong> partono già nella serata di domani, <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/gmjo-night-2/">mercoledì 12 agosto</a></strong>, alle 21.00 <strong>a Pordenone</strong> con diversi ensemble dell’Orchestra protagonisti della <strong>GMJO Night</strong> per le <strong>Music Nights</strong> in <strong>Piazzetta Pescheria </strong>per le: la, che segna anche il debutto ufficiale del neo-direttore assistente. Per scelta del direttore <strong> Kennedy</strong> spica nel programma musicale – accanto agli ottoni di Purcell, le percussioni di Steve Reich, gli archi di Puccini, i fiati di Bartók, i dodici violoncelli di Klengel &#8211; la <strong>prima esecuzione </strong>in tempi moderni del brano di Richard Wagner, <strong>Rriedensmarsch da Rienzi</strong> (1853) nella recente ricostruzione musicologica del noto studioso <strong>Chris Walton</strong> (2026).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo questi concerti, la giovanile della Mahler partirà per affrontare il <strong>Summer Tour</strong> nelle principali capitali musicali europee. L’orchestra tornerà sul palcoscenico pordenonese nelle serate di<a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/gmjo-2026-philippe-jordan/"> <strong>lunedì 31 agosto</strong></a> e <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/gmjo-2026-philippe-jordan-2/">martedì 1° settembre</a></strong> sotto la direzione del maestro <strong>Philippe Jordan</strong> suggellando una residenza che continua a rappresentare uno dei più significativi progetti internazionali del Teatro Verdi.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Music Nights</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/pressrelease/music-nights/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 07:40:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lunedì 10, martedì 11 e mercoledì 12 agosto la suggestiva Piazzetta Pescheria, con accesso da via Roma, ospiterà le Music Nights, tre serate a ingresso libero che trasformano lo spazio urbano in un palcoscenico sotto le stelle dedicato a una nuova generazione di interpreti </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">PORDENONE – Dopo aver accompagnato per tutta l&#8217;estate il pubblico tra il Teatro Verdi e le vallate pordenonesi, il cartellone estivo del <strong>Teatro Verdi di Pordenone</strong> torna nel cuore della città con uno degli appuntamenti musicali ormai caratterizzanti del cartellone estivo. <strong>Lunedì 10, martedì 11 e mercoledì 12 agosto</strong> la suggestiva <strong>Piazzetta Pescheria</strong>, con accesso da via Roma, ospiterà le <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/estate-26-2/music-nights-26/">Music Nights</a></strong>, tre serate a ingresso libero che trasformano lo spazio urbano in un palcoscenico sotto le stelle <strong>dedicato a una nuova generazione di interpreti</strong> e a proposte musicali originali, capaci di attraversare linguaggi, epoche e sonorità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad aprire il programma, <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/livemovements/">lunedì 10 agosto</a></strong>, sarà <strong>Livemovements</strong>, il progetto del clarinettista <strong>Anton Dressler</strong>, musicista di fama internazionale che affianca al proprio strumento il computer per costruire dal vivo un&#8217;esperienza sonora in continua trasformazione. Le note vengono registrate, elaborate e restituite in tempo reale, dando vita a una partitura che prende forma mentre viene eseguita. Il risultato è un concerto senza schema prestabilito, in equilibrio tra ricerca acustica ed elettronica, dove ogni esecuzione diventa irripetibile e lo spazio aperto della piazza entra a far parte dell&#8217;opera stessa. <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/milano-saxophone-quartet-2/">Martedì 11 agosto</a></strong> sarà invece protagonista il <strong>Milano Saxophone Quartet </strong>che porterà sul palco un repertorio raffinato ed eclettico, in un dialogo serrato tra quattro sassofoni che si intrecciano con precisione e complicità. Un concerto che unirà virtuosismo tecnico ed energia scenica, un percorso musicale che attraversa epoche, stili e atmosfere differenti, <strong>dal repertorio classico alle travolgenti sonorità del tango</strong>. Un programma pensato per raccontare la <strong>ricchezza del sassofono attraverso un repertorio eclettico</strong>, capace di alternare eleganza, energia e suggestioni inaspettate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La rassegna si concluderà <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/gmjo-night-2/">mercoledì 12 agosto</a></strong> con la <strong>GMJO Night</strong>, tradizionale appuntamento che porta il pubblico a incontrare da vicino i giovani musicisti della <strong>Gustav Mahler Jugendorchester</strong>, impegnati in questi giorni nella residenza artistica estiva del Teatro Verdi. Sul podio salirà il nuovo direttore assistente <strong>Henry Kennedy</strong>, alla guida di un percorso musicale affidato a diversi ensemble dell&#8217;orchestra: dagli ottoni di Purcell alle percussioni di Steve Reich, dagli archi di Puccini ai fiati di Bartók, fino ai dodici violoncelli di Klengel, passando per Elgar, Wagner e ancora Puccini. Una serata che intreccia timbri, organici e repertori differenti, offrendo al pubblico un&#8217;occasione privilegiata per conoscere da vicino l&#8217;energia e il talento della più prestigiosa orchestra giovanile europea.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le <strong>Music Nights</strong> rappresentano così l&#8217;ultimo appuntamento cittadino dell&#8217;Estate del Verdi prima dei concerti della <strong>Gmjo</strong> del <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/gmjo-2026-valvasone/">13</a> e <a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/gmjo-2026-polcenigo/">14</a> agosto a Valvasone</strong> e <strong>Polcenigo</strong> e il successivo ritorno al <strong>Teatro Verdi</strong> per il <strong><em>Summer Tour</em></strong> il 31 agosto e il 1^ settembre sotto la direzione di <strong>Philippe Jordan</strong>. Un percorso che conferma ancora una volta il legame tra il Teatro Verdi, i giovani talenti internazionali e la città di Pordenone.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">Ufficio stampa <em>Teatro Verdi Pordenone</em>: <a href="mailto:stampa@teatroverdipordenone.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stampa@teatroverdipordenone.it</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Vuesse&amp;C – volpe&amp;sain comunicazione</em>: Paola Sain 335.6023988 | Moira Cussigh 328.6785049</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La Residenza della GMJO</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/pressrelease/la-residenza-della-gmjo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2026 07:35:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>112 giovani musicisti della Gustav Mahler Jugendorchester, provenienti da 22 diversi Paesi, pronti a dare il via alla residenza artistica estiva che fino al 17 agosto trasformerà ancora una volta il Verdi in uno dei principali centri europei dell'alta formazione orchestrale. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">PORDENONE – <strong>Pordenone torna ad accogliere il futuro della grande musica europea.</strong> Sono arrivati al Teatro Verdi i <strong>112 giovani musicisti della Gustav Mahler Jugendorchester</strong>, provenienti da <strong>22 diversi Paesi</strong>, pronti a dare il via alla residenza artistica estiva che fino al <strong>17 agosto</strong> trasformerà ancora una volta il Verdi in uno dei principali centri europei dell&#8217;alta formazione orchestrale. Fondata nel 1986 da <strong>Claudio Abbado</strong>, la <strong>Gmjo</strong> &#8211; oggi considerata la più prestigiosa orchestra giovanile al mondo &#8211; sceglie ancora una volta il Teatro pordenonese come luogo di studio e preparazione del proprio <strong>Summer Tour</strong>: una collaborazione che ha ormai fatto della Gmjo l&#8217;<strong>Orchestra internazionale residente del Teatro Verdi</strong>. Grazie al sostegno della <strong>Regione Friuli Venezia Giulia</strong> e con la collaborazione del <strong>Comune di Pordenone</strong>, in oltre dieci anni, Pordenone ha accolto oltre <strong>1.500 giovani talenti</strong> provenienti da più di trenta Paesi, e tutor provenienti dalle maggiori orchestre internazionali, confermando la città come punto di riferimento europeo per l’alta formazione musicale. <em>«Investire nei giovani talenti significa contribuire al futuro della musica e rafforzare la vocazione internazionale di Pordenone»</em> sottolinea il presidente <strong>Giovanni Lessio</strong><em>: «la residenza stabile della giovanile della Mahler rappresenta un <strong>traguardo artistico per il Teatro Verdi e per l&#8217;intero territorio regionale</strong>, oltre che un <strong>unicum nel panorama nazionale</strong>».</em></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">La residenza 2026 segna anche l&#8217;esordio del nuovo direttore assistente <strong>Henry Kennedy</strong>, giovane direttore anglo-canadese che ha già collaborato con <strong>Sir Simon Rattle, Sir John Eliot Gardiner e Riccardo Muti</strong>. «<em>Sono profondamente onorato di questo incarico</em>», spiega Kennedy. «<em>e particolarmente entusiasta di tenere i miei primi concerti con la Gmjo proprio a Pordenone, dove il programma comprenderà anche prime esecuzioni di opere di Elgar e Wagne</em>r». Per il sovrintendente <strong>Alexander Meraviglia-Crivelli</strong> «<em>è meraviglioso avere Henry Kennedy come Direttore Assistente: seguo il suo percorso artistico con grande interesse da diversi anni e sono convinto che questa collaborazione sarà di grande soddisfazione</em>». Come di consueto, la residenza si aprirà anche al territorio con tre appuntamenti pubblici. <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/gmjo-night-2/">Mercoledì 12 agosto</a></strong>, nell&#8217;ambito delle <strong>Music Nights</strong> in Piazzetta Pescheria &#8211; tre serate a ingresso libero dedicate all’ascolto di una nuova generazione di musicisti – in programma la <strong>GMJO Night</strong> con diversi ensemble dell&#8217;orchestra diretti da Henry Kennedy. <strong>Concerti <a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/gmjo-2026-valvasone/">giovedì 13 agosto</a> al Duomo di Valvasone</strong> e <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/gmjo-2026-polcenigo/">venerdì 14 agosto</a> nella Chiesa di San Giacomo Apostolo di Polcenigo</strong>, dove Henry Kennedy dirigerà l&#8217;Orchestra in un programma che unisce la brillantezza di <strong>Purcell</strong>, il rigore del <strong>Concerto in Re maggiore</strong> di <strong>Stravinsky</strong>, la cantabilità di <strong>Puccini</strong>, il lirismo dell&#8217;<strong>Idillio di Sigfrido</strong> di <strong>Wagner</strong> e le pagine di <strong>Edward Elgar</strong>: due esibizioni che rinnovano la tradizione di portare la Gmjo nei luoghi più suggestivi della regione. Le prenotazioni sono già esaurite, eventuali posti liberi saranno disponibili solo in loco.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">«La residenza della Gmjo e le Music Nights raccontano perfettamente la direzione del nostro progetto musicale», osserva il consulente artistico <strong>Alessandro Taverna</strong>. «Da una parte l&#8217;eccellenza internazionale e l&#8217;alta formazione, dall&#8217;altra l&#8217;incontro diretto con il pubblico e con il territorio: è proprio questo dialogo continuo a rendere così speciale l&#8217;esperienza della Gustav Mahler Jugendorchester a Pordenone».</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Conclusa la residenza, l’Orchestra partirà per il <strong>Summer Tour</strong> nelle principali capitali musicali europee, prima di tornare al Teatro Verdi per i due grandi concerti del <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/gmjo-2026-philippe-jordan/">31 agosto</a></strong> e <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/gmjo-2026-philippe-jordan-2/">1° settembre</a></strong>, diretti dal Maestro <strong>Philippe Jordan</strong>, suggellando un&#8217;estate che conferma Pordenone tra i principali <strong>punti di riferimento europei della grande musica sinfonica</strong>.</p>



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<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Ufficio stampa <em>Teatro Verdi Pordenone</em>: <a href="mailto:stampa@teatroverdipordenone.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stampa@teatroverdipordenone.it</a></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><em>Vuesse&amp;C – volpe&amp;sain comunicazione</em>: Paola Sain 335.6023988 | Moira Cussigh 328.6785049</p>
<p>The post <a href="https://teatroverdipordenone.it/pressrelease/la-residenza-della-gmjo/">La Residenza della GMJO</a> appeared first on <a href="https://teatroverdipordenone.it">TGVP</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Concluso il Montagna Teatro Festival Estate</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/pressrelease/concluso-il-montagna-teatro-festival-estate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 07:06:39 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://teatroverdipordenone.it/?post_type=pressrelease&#038;p=19074</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Festival per oltre un mese ha trasformato le vallate della montagna pordenonese in un grande palcoscenico diffuso, portando undici appuntamenti tra teatro, musica, poesia e narrazione nei luoghi più suggestivi della montagna del Friuli occidentale.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">È calato il sipario sul <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/estate-26-2/montagna-teatro-festival-estate-26/">Montagna Teatro Festival Estate</a></strong>, il progetto del <strong>Teatro Verdi di Pordenone</strong> che per oltre un mese ha trasformato le <strong>vallate della montagna pordenonese</strong> in un grande <strong>palcoscenico diffuso</strong>, portando <strong>undici appuntamenti tra teatro, musica, poesia</strong> e <strong>narrazione nei luoghi più suggestivi della montagna del Friuli occidentale</strong>. Un percorso che ha attraversato <strong>borghi, piazze, malghe e grotte</strong>, confermando la vocazione del Verdi a <strong>mettere in dialogo cultura e paesaggio</strong>, <strong>pianura e terre alte</strong>, grazie alla collaborazione con il <strong>Club Alpino Italiano</strong> e a una rete di oltre <strong>cinquanta realtà del territorio</strong> (tra cui Fondazione Friuli, Banca 360 FVG e Camera di Commercio Pordenone-Udine).</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Ad aprire il cartellone era stato uno dei grandi protagonisti della scena italiana, <strong>Giobbe Covatta</strong>, dando il via a un itinerario che ha saputo intrecciare linguaggi molto diversi: spettacoli teatrali, concerti, omaggi alla canzone d&#8217;autore, incontri tra musica e letteratura, il teatro di narrazione, il ritmo ancestrale dei tamburi giapponesi, fino alle passeggiate poetiche dedicate a <strong>Federico Tavan</strong> e allo speciale percorso immersivo nelle Grotte di Pradis dedicato al fotografo <strong>Italo Zannier</strong>, dove immagini, parole e ascolto in cuffia hanno restituito un&#8217;esperienza originale e coinvolgente. L&#8217;edizione 2026 ha rafforzato la dimensione progettuale del Festival con la nuova residenza di alta formazione <strong>&#8220;Scrivere per la scena di montagna&#8221;</strong>, realizzata a Clauzetto insieme all&#8217;<strong>Università degli Studi di Padova</strong> e al <strong>Teatro Stabile del Veneto</strong> che ha aggiunto una significativa dimensione creativa e formativa al progetto del Verdi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">«Oltre all&#8217;apprezzamento di un pubblico non solo locale, ma che numeroso è arrivato anche dalla pianura – <strong>sottolinea il presidente</strong> <strong>Giovanni Lessio</strong> – è significativo il rapporto instaurato con le <strong>Amministrazioni locali</strong> che si sentono ormai completamente partecipi del progetto proposto dal Teatro, e che contribuiscono alla sua piena riuscita, assieme alle <strong>Comunità montane</strong>, quella delle Prealpi Friulane Orientali e la Magnifica Comunità di Montagna Dolomiti Friulane, Cavallo e Cansiglio. Assieme agli spettacoli, le nostre vallate hanno potuto vedere la nascita di stage formativi residenziali, cogliendo il duplice obiettivo di aiutare la crescita artistica di tanti giovani e far abitare loro le suggestive località montane pordenonesi».</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Giunto alla sua quinta edizione, il <strong>Montagna Teatro Festival</strong> si conferma così uno dei <strong>progetti più identitari del Teatro Verdi</strong>: uno strumento capace di costruire convergenza <strong>tra pianura e montagna</strong> che cresce di anno in anno per qualità artistica, collaborazioni e partecipazione, rafforzando il legame tra il Teatro e le vallate pordenonesi, tutti punti di forza che hanno portato <strong>il Montagna Teatro Festival ad essere inserito nelle attività di</strong> <strong>Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Adesso l&#8217;estate del Verdi si sposta nuovamente nel <strong>cuore di Pordenone</strong> con l&#8217;atteso arrivo in residenza della <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/estate-26-2/gustav-mahler-jugendorchester-2026/">Gustav Mahler Jugendorchester</a></strong> con <strong>112 musicisti di 22 diverse nazionalità</strong>. <strong>Dal 10 al 12 agosto</strong>, inoltre, <strong>musica sotto le stelle</strong> in piazzetta Pescheria con le <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/estate-26-2/music-nights-26/">Music Nights</a>,</strong> tre serate a ingresso libero dedicate all’ascolto di una nuova generazione di musicisti.</p>



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<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Ufficio stampa <em>Teatro Verdi Pordenone</em>: <a href="mailto:stampa@teatroverdipordenone.it">stampa@teatroverdipordenone.it</a></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><em>Vuesse&amp;C – volpe&amp;sain comunicazione</em>: Paola Sain 335.6023988 | Moira Cussigh 328.6785049</p>
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		<title>Doppio appuntamento ad Andreis per il Montagna Teatro Festival</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/pressrelease/doppio-appuntamento-ad-andreis-per-il-montagna-teatro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 08:31:05 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://teatroverdipordenone.it/?post_type=pressrelease&#038;p=19053</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si chiude ad Andreis il viaggio del Montagna Teatro Festival Estate: Sabato 1^ agosto, alle 20.00, all'Arena "Federico Tavan", protagonista sarà Fabio Troiano con "Il dio bambino" e nella mattinata di domenica la passeggiata poetica "Ài gola da dîve"</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">PORDENONE – Un grande interprete del teatro italiano e uno dei poeti più intensi e appartati del Novecento friulano. Si chiude ad <strong>Andreis</strong> il viaggio del <strong>Montagna Teatro Festival Estate</strong> del <strong>Teatro Verdi di Pordenone</strong>, che dopo aver attraversato per oltre un mese vallate, borghi e luoghi simbolo della montagna pordenonese, affida il suo saluto finale a due appuntamenti capaci di raccontare il rapporto tra teatro, territorio e umanità. Sabato <a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/il-dio-bambino/"><strong>1^ agosto</strong>, alle <strong>20.00</strong></a>, all&#8217;Arena &#8220;Federico Tavan&#8221;, protagonista sarà <strong>Fabio Troiano</strong> con <strong>&#8220;Il dio bambino&#8221;</strong> di <strong>Giorgio Gaber e Sandro Luporini</strong>; domenica <strong>2 agosto</strong>, alle <strong>11.00</strong>, il festival si concluderà con <strong>&#8220;Ài gola da dîve&#8221;</strong>, passeggiata poetica dedicata proprio a <strong>Federico Tavan</strong>, nei luoghi che hanno alimentato la sua voce poetica.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Per la serata di sabato il Montagna Teatro Festival accoglie uno tra gli attori più apprezzati della scena italiana, protagonista di teatro, cinema e televisione. Diretto da <strong>Giorgio Gallione</strong>, <strong>Fabio Troiano</strong> affronta uno dei testi più intensi del repertorio di <strong>Giorgio Gaber</strong> e <strong>Sandro Luporini</strong>, un monologo scritto nel 1993 che continua ancora oggi a parlare con sorprendente lucidità al nostro presente. &#8220;Il dio bambino&#8221; racconta la storia di un uomo che attraversa gli anni interrogandosi sul proprio diventare adulto, in un continuo confronto con sé stesso, con la relazione di coppia e con quella fragilità che spesso accompagna la maturità. Un racconto dove autoironia, umorismo e profondità si intrecciano in quella forma di &#8220;teatro di evocazione&#8221; che ha reso unico il percorso artistico di Gaber e Luporini. La regia di Gallione restituisce tutta l&#8217;attualità del testo, mentre l&#8217;interpretazione di Troiano ne esalta la forza emotiva e la capacità di alternare leggerezza e intensità.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Dopo una carriera costruita tra palcoscenico, cinema e televisione, con collaborazioni che spaziano da Giancarlo Cobelli a Davide Ferrario fino a numerose produzioni televisive di successo, Troiano torna così a confrontarsi con uno dei testi più significativi del teatro italiano contemporaneo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Sipario sul festival nella mattinata di domenica con un momento dal carattere profondamente identitario. <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/ai-gola-da-dive/">&#8220;Ài gola da dîve&#8221;</a></strong>, curata da <strong>Roberto Cescon</strong>, è una passeggiata poetica che rende omaggio a <strong>Federico Tavan</strong>, nato proprio ad Andreis, accompagnando il pubblico nei luoghi che hanno ispirato la sua opera. <strong>Francesco Indrigo, Silvio Ornella e Giacomo Vit</strong> leggeranno poesie e ricorderanno una figura capace di trasformare il paesaggio della Valcellina in uno spazio poetico unico, attraverso una lingua ruvida, dolce e visionaria. Più che un semplice omaggio letterario, sarà un ritorno nei luoghi dello sguardo di Tavan, dove paesaggio e parola continuano ancora oggi a dialogare. «Federico Tavan è stato una voce appartata e visionaria del nostro tempo. Andreis è stato il suo sguardo sul mondo, spesso cantato con rabbia e indignazione in una lingua ruvida e dolce: una passeggiata che toccherà i luoghi più significativi dove riconoscerlo ancora.» spiega Roberto Cescon.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Con questo doppio appuntamento il <strong>Montagna Teatro Festival Estate</strong> conclude un&#8217;edizione di grande successo che ha portato il teatro fuori dai suoi spazi tradizionali, attraversando le vallate pordenonesi con spettacoli, musica, incontri e nuovi progetti di formazione, confermando la volontà del <strong>Teatro Verdi di Pordenone</strong> di fare della montagna non soltanto uno scenario naturale, ma <strong>un luogo vivo di produzione culturale e di nuove narrazioni</strong>. Un percorso che, ancora una volta, ha trasformato i paesaggi del territorio in un grande palcoscenico diffuso, capace di intrecciare memoria, arte e contemporaneità.</p>



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<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Ufficio stampa <em>Teatro Verdi Pordenone</em>: stampa@teatroverdipordenone.it</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><em>Vuesse&amp;C – volpe&amp;sain comunicazione</em>: Paola Sain 335.6023988 | Moira Cussigh 328.6785049</p>
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		<title>Scrivere per la scena di montagna</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/pressrelease/scrivere-per-la-scena-di-montagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 13:43:45 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://teatroverdipordenone.it/?post_type=pressrelease&#038;p=19050</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un nuovo progetto formativo promosso dall’Università di Padova con il Teatro Verdi di Pordenone nell'ambito del Montagna Teatro Festival e la collaborazione del Teatro Stabile del Veneto, che riunisce 14 partecipanti - tra studenti dell’Università di Padova, IUAV e operatori teatrali</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Sono arrivati da diverse città italiane per trascorrere una settimana immersi nel paesaggio e nelle storie della montagna, trasformando l&#8217;esperienza diretta dei luoghi in materia teatrale. È in corso a Clauzetto la residenza del <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/drammaturgia/scrivere-per-la-scena-di-montagna/">Laboratorio di drammaturgia &#8220;Scrivere per la scena di montagna&#8221;</a></strong>,<strong> il nuovo progetto formativo promosso dall’Università di Padova </strong>con il <strong>Teatro Verdi di Pordenone</strong> nell&#8217;ambito del <strong>Montagna Teatro Festival</strong> e la collaborazione del <strong>Teatro Stabile del Veneto</strong>, che riunisce <strong>14 partecipanti</strong> &#8211; tra studenti dell’Università di Padova, IUAV e operatori teatrali &#8211; chiamati a confrontarsi con uno dei temi più originali della ricerca teatrale contemporanea: raccontare le terre alte attraverso la scrittura scenica.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Assieme ai curatori del percorso, ad accogliere al suo arrivo il gruppo – che da giorni è impegnato nei primi rudimenti della scrittura drammaturgica – era presente anche la <strong>direttrice del Teatro Verdi Marika Saccomani</strong>, che ha dato il benvenuto ai partecipanti all&#8217;inizio di una settimana di lavoro intensivo destinata a concludersi con la realizzazione di un <strong>monologo originale</strong>. Un laboratorio che affianca il cartellone degli spettacoli del Montagna Teatro Festival aggiungendo una dimensione creativa e formativa al progetto dedicato alla cultura della montagna. Coordinato dalle professoresse <strong>Valentina Gallo</strong> e <strong>Anna Scannapieco</strong> <strong>dell&#8217;Università degli Studi di Padova</strong>, il laboratorio è guidato dal drammaturgo, performer e regista <strong>Jacopo Giacomoni</strong> e dal drammaturgo e regista <strong>Emanuele Aldrovandi</strong>, consulente artistico per la prosa del Verdi. In <strong>residenza</strong> i partecipanti stanno lavorando sulla scrittura drammaturgica con un focus sul mondo della montagna.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">«Un laboratorio di scrittura per drammaturgie di montagna non poteva che essere ospitato e allestito in uno spazio come questo di Clauzetto», <strong>ha sottolineato la professoressa Gallo</strong>, «per riscoprire le terre alte, la loro simbologia, il loro essere uno spazio di attraversamento della nostra solitudine nell&#8217;attivazione di un dialogo con un altro, ed è a questo esercizio di ascolto di se stessi, dello spazio attorno a noi, della sua potenza e della sua fragilità che vorremmo che questo laboratorio introducesse coloro che hanno scelto di partecipare».</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">La residenza si inserisce in un percorso più ampio che il Teatro Verdi sta costruendo da alcuni anni attorno alla drammaturgia dedicata alla montagna. Il Verdi ha lanciato la 4° edizione di <strong>&#8220;<a href="https://teatroverdipordenone.it/drammaturgia/premio-oltre-le-nuvole/concorso-oltre-le-nuvole-2026-4-edizione/">Oltre le nuvole – Premio alla miglior drammaturgia di montagna</a>&#8220;</strong>, il <strong>Concorso nazionale promosso dal Teatro Verdi</strong> insieme al <strong>Club Alpino Italiano</strong>, primo progetto italiano <strong>interamente dedicato alla produzione di testi teatrali inediti sulle terre alte</strong>. Giunto quest&#8217;anno alla sua quarta edizione, il premio sostiene nuovi autori e nuove scritture, accompagnando il testo vincitore fino alla sua restituzione scenica, e si arricchisce ora anche di una nuova, prestigiosa collaborazione, quella con il <strong>FringeMI Festival di Milano</strong>. Il laboratorio rappresenta così un ulteriore tassello del progetto culturale sviluppato dal Teatro Verdi all&#8217;interno del <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/montagna-teatro-festival-3/">Montagna Teatro Festival</a></strong>, che non si limita a portare spettacoli nelle vallate pordenonesi, ma investe nella <strong>formazione</strong>, nella <strong>ricerca</strong> e nella <strong>nascita di nuove drammaturgie</strong> capaci di raccontare la montagna contemporanea attraverso il linguaggio del teatro.</p>
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		<item>
		<title>Mercoledì 29 luglio &#8220;Echo&#8221;</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/pressrelease/mercoledi-29-luglio-echo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 08:28:51 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://teatroverdipordenone.it/?post_type=pressrelease&#038;p=19029</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il nuovo spettacolo dei Venice Vocal Jam, ensemble vocale nato a Venezia nel 2010 e protagonista di una straordinaria affermazione internazionale, culminata quest'anno con quattro CARA Awards 2026</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">PORDENONE –Sette voci a creare un&#8217;intera orchestra. Si chiude mercoledì <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/echo/">29 luglio</a></strong>, alle <strong>21.00</strong> nella <strong>Sala Palco del Teatro Verdi di Pordenone</strong>, il percorso dei <strong>&#8220;Mercoledì a Teatro&#8221;</strong> con <strong>&#8220;Echo-Battiti&#8221;</strong>, il nuovo spettacolo dei <strong>Venice Vocal Jam</strong>, ensemble vocale nato a Venezia nel 2010 e protagonista di una straordinaria affermazione internazionale, culminata quest&#8217;anno con <strong>quattro CARA Awards 2026</strong>, considerati gli <strong>Oscar mondiali della musica a cappella</strong>. Lo spettacolo conclude la rassegna estiva in teatro, che il Verdi ha dedicato al dialogo tra parole, musica affiancando il cartellone diffuso del <strong>Montagna Teatro Festival</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">&#8220;Echo&#8221; è un viaggio nella forza espressiva della sola voce umana. Senza il supporto di strumenti musicali, i sette interpreti costruiscono un paesaggio sonoro sorprendente, dove armonie, ritmo, percussioni vocali e timbri differenti si intrecciano fino a trasformarsi in un autentico organismo musicale. Un repertorio che attraversa epoche e generi, alternando celebri pagine della musica internazionale e italiana a composizioni originali, in un continuo gioco di rimandi tra memoria, emozione e contemporaneità.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Da <strong>&#8220;Hallelujah&#8221;</strong> a <strong>&#8220;Libertango&#8221;</strong>, da <strong>&#8220;Ain&#8217;t Nobody&#8221;</strong> a <strong>&#8220;Stand by Me&#8221;</strong>, ogni brano viene reinventato attraverso arrangiamenti originali che mettono in luce tutte le possibilità della vocalità contemporanea. Il risultato è uno spettacolo dinamico e coinvolgente, capace di superare i confini del concerto tradizionale per trasformarsi in un&#8217;esperienza scenica dove precisione tecnica, energia e presenza teatrale convivono con naturalezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Negli ultimi anni i <strong>Venice Vocal Jam</strong> si sono affermati come una delle realtà più interessanti del panorama internazionale della musica a cappella. L&#8217;importante riconoscimento ottenuto ai <strong>Contemporary A Cappella Recording Awards 2026</strong> conferma un percorso artistico costruito sulla ricerca, sulla qualità degli arrangiamenti e su una forte identità interpretativa, capace di coniugare raffinatezza musicale e immediata capacità comunicativa. Lo spettacolo suggella il ciclo dei <strong>&#8220;Mercoledì a Teatro&#8221;</strong>, che nel corso dell&#8217;estate ha accompagnato il pubblico confermando la vocazione del Teatro Verdi a costruire un cartellone capace di attraversare linguaggi diversi e rivolgersi a pubblici differenti lungo tutte le stagioni dell’anno. Anche per quest&#8217;ultimo appuntamento il Teatro Verdi propone la speciale formula <strong>aperitivo-degustazione</strong> al costo di <strong>10 euro</strong>, riservata ai possessori di biglietto o abbonamento, da consumare prima o dopo lo spettacolo all&#8217;<strong>Osteria All&#8217;Ombra</strong>, a pochi passi dal Teatro.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">L&#8217;Estate del Verdi prosegue nel fine settimana con gli ultimi due appuntamenti del <strong>Montagna Teatro Festival</strong>. <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/il-dio-bambino/">Sabato 1° agosto</a></strong>, alle <strong>20.00</strong>, ad <strong>Andreis</strong>, nell&#8217;<strong>Arena &#8220;Federico Tavan&#8221;</strong>, andrà in scena <strong>&#8220;Il dio bambino&#8221;</strong>, testo e musiche di <strong>Giorgio Gaber</strong> e <strong>Sandro Luporini</strong>, interpretato da <strong>Fabio Troiano</strong> con la regia di <strong>Giorgio Gallione</strong>. A chiudere il festival, <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/ai-gola-da-dive/">domenica 2 agosto</a></strong> dalle <strong>11.00</strong>, sempre ad Andreis, la passeggiata poetica dedicata a <strong>Federico Tavan</strong>, <strong>&#8220;Ài gola da dîve&#8221;</strong>, con <strong>Francesco Indrigo</strong>, <strong>Silvio Ornella</strong> e <strong>Giacomo Vit</strong>, a cura di <strong>Roberto Cescon</strong>. </p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>&#8220;Italo Zannier e la montagna&#8221;</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/pressrelease/italo-zannier-e-la-montagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 08:36:19 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://teatroverdipordenone.it/?post_type=pressrelease&#038;p=19010</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nell'ambito del Montagna Teatro Festival, una produzione Suazes con il patrocinio del Comune di Clauzetto, a cura di Giulio Zannier e Marco Minuz al suo debutto assoluto sabato 25 luglio alle 20.30 alle Grotte di Pradis.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">PORDENONE- Ogni paesaggio esiste due volte: nella realtà e nello sguardo di chi sa raccontarlo. Quello di <strong>Italo Zannier</strong>, tra i maggiori fotografi e storici della fotografia italiani, ha restituito per decenni il <strong>volto della montagna pordenonese</strong>, trasformando fotografie, persone e luoghi in un patrimonio di memoria collettiva. A questo sguardo il <strong>Teatro Verdi di Pordenone</strong> dedica l’appuntamento &#8220;<strong>Italo Zannier e la montagna</strong>&#8220;, nell’ambito del <strong>Montagna Teatro Festival, </strong>una produzione Suazes con il patrocinio del Comune di Clauzetto, a cura di <strong>Giulio Zannier e Marco Minuz</strong> al suo debutto assoluto <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/italo-zannier-e-la-montagna/">sabato 25 luglio alle 20.30</a> </strong>alle<strong> Grotte di Pradis. </strong>Il progetto intreccia <strong>immagini, suoni e parole</strong> per restituire il rapporto profondo tra il fotografo e la sua montagna pordenonese.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><strong>Per oltre mezzo secolo Italo Zannier</strong> ha documentato con straordinaria sensibilità <strong>paesaggi, persone, lavoro, tradizioni</strong> e <strong>trasformazioni sociali del Friuli</strong>, costruendo un <strong>patrimonio visivo</strong> che oggi rappresenta una delle testimonianze più preziose dell&#8217;identità di questo territorio. Il progetto prende forma come un racconto immersivo nel quale <strong>fotografie, narrazione, paesaggi sonori e tecnologie digitali</strong> dialogano per accompagnare il pubblico dentro <strong>l&#8217;universo creativo di Zannier</strong>, dove il visitatore non è semplice osservatore ma parte integrante del racconto. A guidare questo percorso immersivo e interattivo, realizzato <strong>attraverso l’utilizzo di cuffie,</strong> <strong>è la voce dell&#8217;autore</strong>, che intreccia alle immagini <strong>ricordi e riflessioni</strong> in un dialogo continuo tra <strong>territorio e sguardo</strong>, facendo della fotografia uno strumento capace non soltanto di documentare la realtà, ma di interpretarla e custodirne la memoria.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Le fotografie di Zannier diventano così il <strong>filo narrativo di un racconto</strong> capace di restituire non solo la bellezza dei luoghi, ma anche il <strong>loro significato culturale e umano</strong>: uno strumento di conoscenza e interpretazione della realtà che supera il concetto tradizionale di esposizione fotografica per trasformarsi in <strong>un&#8217;esperienza coinvolgente e immersiva</strong>. L&#8217;integrazione di immagini, suoni e parole costruisce un <strong>percorso multisensoriale</strong> che attualizza il <strong>patrimonio di Italo Zannier</strong>, innescando un proficuo dialogo tra memoria e contemporaneità.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Molte delle immagini proposte provengono dal volume <strong>&#8220;Tra il Cosa e l&#8217;Arzino. Album ritrovato&#8221;</strong>, pubblicato nel 1975 e dedicato ai paesaggi e alle persone di questa parte del Friuli. Un patrimonio che, nell&#8217;anno del <strong>cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976</strong>, assume un significato ancora più profondo, restituendo il volto di una montagna che continua a raccontare la propria storia attraverso gli occhi di uno dei suoi interpreti più autorevoli. La scelta delle <strong>Grotte di Pradis</strong>, luogo simbolico della Val Cosa, rende ancora più intensa questa esperienza, nella quale il paesaggio non costituisce soltanto la cornice dello spettacolo ma diventa parte della narrazione stessa. È uno dei tratti distintivi del <strong>Montagna Teatro Festival</strong>, che continua a trasformare luoghi identitari delle vallate pordenonesi in spazi dove arti diverse dialogano con la storia, la natura e la memoria dei territori. Biglietti esauriti, <strong>ulteriori posti saranno eventualmente disponibili in loco.</strong></p>



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<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Ufficio stampa <em>Teatro Verdi Pordenone</em>: stampa@teatroverdipordenone.it</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><em>Vuesse&amp;C – volpe&amp;sain comunicazione</em>: Paola Sain 335.6023988 | Moira Cussigh 328.6785049</p>
<p>The post <a href="https://teatroverdipordenone.it/pressrelease/italo-zannier-e-la-montagna/">&#8220;Italo Zannier e la montagna&#8221;</a> appeared first on <a href="https://teatroverdipordenone.it">TGVP</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Presentata la Programmazione 2026/2027</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/pressrelease/presentata-la-programmazione-2026-2027/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 07:29:59 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://teatroverdipordenone.it/?post_type=pressrelease&#038;p=18988</guid>

					<description><![CDATA[<p>Esclusive regionali e trivenete, grandi interpreti della scena italiana e internazionale, nuove drammaturgie, musica che attraversa linguaggi e continenti, danza contemporanea, alta formazione, residenze artistiche, percorsi per giovani e giovanissimi, progetti che dialogano con il territorio. </p>
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<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">PORDENONE – <strong>Esclusive regionali e trivenete</strong>, grandi <strong>interpreti della scena italiana e internazionale</strong>, <strong>nuove drammaturgie</strong>, <strong>musica</strong> che attraversa <strong>linguaggi e continenti</strong>, <strong>danza contemporanea</strong>, alta formazione, <strong>residenze artistiche</strong>, percorsi per giovani e giovanissimi, progetti che dialogano con il territorio. Con oltre una cinquantina di appuntamenti, la <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/programmazione-2026-2027/">programmazione 2026/2027</a> del Teatro Verdi </strong>si innesta nell’anno di <strong>Pordenone Capitale italiana della Cultura</strong> trovando sintesi in <strong><em>Teatro genera cultura</em></strong>, dichiarazione di <strong>identità e di intenti</strong> di un Teatro oggi riconosciuto tra i principali poli culturali del Nordest.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Tra <strong>parole, musica e una speciale proiezione video</strong> realizzata per l&#8217;occasione, il <strong>cartellone è stato svelato nella serata di mercoledì 22 luglio</strong> in un atteso e partecipatissimo<strong> evento aperto alla città</strong>, a conferma del forte <strong>legame tra il Teatro Verdi e il suo pubblico. Emanuele Aldrovandi </strong>e<strong> Alessandro Taverna, artisti oltre che consulenti artistici</strong> – rispettivamente per la Prosa e per Musica e Danza &#8211; hanno dato voce alla visione che ispira la nuova programmazione attraverso le <strong>parole di Platone, Émile Zola e Oscar Wilde</strong> e le pagine musicali di <strong>Maurice Ravel,</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><strong>Ludwig van Beethoven</strong> e <strong>Claude Debussy</strong>. In apertura gli interventi del presidente <strong>Giovanni Lessio</strong> – che suggellerà anche la serata &#8211; dell’Assessore comunale <strong>Alberto Parigi</strong>, dell&#8217;assessore regionale <strong>Cristina Amirante</strong> e del sindaco <strong>Alessandro Basso</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">«<em>Quella che presentiamo è la <strong>programmazione che va da ottobre 2026 a giugno 2027</strong></em>– spiega il presidente <strong>Giovanni Lessio</strong> – <em>a cui si aggiungeranno progressivamente <strong>ulteriori proposte artistiche multidisciplinari che amplieranno l’offerta annuale</strong>. Il Teatro Verdi sente la responsabilità di fornire risposte ad un territorio ben più ampio della sola realtà cittadina. L’attività continuativa, l’originalità e la qualità delle proposte, la capacità di generare progetti innovativi, l’elevato numero di presenze (oltre 52.000 certificate per il 2025) assieme al riconoscimento del pubblico e dalla critica più qualificata, colloca a pieno titolo il Verdi tra i protagonisti assoluti di <strong>Pordenone Capitale italiana della Cultura </strong>e contribuisce a trasformare un importante riconoscimento in un&#8217;opportunità di crescita destinata a durare nel tempo. Le nostre proposte uniscono <strong>radicamento territoriale e respiro internazionale</strong>, come dimostrano il <strong>Montagna Teatro Festival</strong> &#8211; che dopo aver portato lo spettacolo dal vivo nelle vallate pordenonesi proseguirà negli spazi del Teatro &#8211; e il rapporto costruito in oltre un decennio con la <strong>GMJO – Gustav Mahler Jugendorchester</strong>, oggi <strong>Orchestra internazionale residente del Verdi,</strong> che rafforzerà ulteriormente la propria presenza a Pordenone con <strong>due concerti in cartellone</strong> e il ritorno sul podio di <strong>Kirill Petrenko</strong>. Un risultato costruito nel tempo che rappresenta un <strong>traguardo artistico per il Teatro e per l&#8217;intero territorio regionale</strong>, oltre che un <strong>unicum nel panorama nazionale</strong></em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Il cartellone <a href="https://teatroverdipordenone.it/la-stagione/musica/"><strong>Musica</strong> </a>aprirà la programmazione il prossimo <strong>16 ottobre</strong> con i <strong>100 Cellos</strong>, il progetto ideato da <strong>Giovanni Sollima</strong> ed <strong>Enrico Melozzi</strong> che è diventato negli anni uno dei fenomeni concertistici più originali d&#8217;Europa. <strong>Un&#8217;orchestra aperta</strong>, che si ricompone ogni volta <strong>coinvolgendo musicisti sempre diversi</strong>, trasformando ogni concerto in <strong>un&#8217;esecuzione unica e irripetibile</strong>, capace di attraversare Bach e Purcell, ma anche Bowie, Nirvana e Pink Floyd con la stessa naturalezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">È il primo tassello del <strong>cartellone musicale firmato da</strong> <strong>Alessandro Taverna</strong> costruito attorno <strong>all&#8217;incontro fra tradizioni differenti</strong> e alla capacità della musica di <strong>superare confini geografici e culturali</strong>. Un itinerario che l&#8217;<strong>8 novembre</strong> riporterà a <strong>Pordenone</strong> gli oltre 100 orchestrali provenienti da tutta Europa della <strong>Gustav Mahler Jugendorchester</strong> sotto la direzione del M° <strong>Cristian Măcelaru</strong> mentre a gennaio vedrà in scena la prestigiosa <strong>Deutsche Kammerphilharmonie Bremen</strong>, guidata dal ventiseienne finlandese <strong>Tarmo Peltokoski</strong>, già indicato dalla critica internazionale come uno dei direttori più promettenti della sua generazione: violino solita la norvegese <strong>Vilde Frang </strong>la più interessante violinista degli ultimi anni. Accanto al grande repertorio sinfonico, <strong>un itinerario <em>crossover</em></strong> che attraversa continenti e culture. <strong>Indialucia</strong> farà dialogare il <strong>flamenco con la musica classica indiana</strong>, rivelando sorprendenti affinità ritmiche fra due tradizioni nate a migliaia di chilometri di distanza, mentre <strong>An Irish Night</strong> porterà sul palco alcuni fra i più autorevoli interpreti della <strong>musica tradizionale irlandese</strong>. A marzo sarà la volta della <strong>Orpheus Chamber Orchestra</strong>, storica <strong>formazione newyorkese</strong>: ospite l’acclamato sassofonista americano <strong>Branford Marsalis</strong>, tre volte vincitore del Grammy Award e figura di riferimento assoluta del <strong>jazz contemporaneo</strong>. Ad aprile arriverà la <strong>NDR BigBand</strong> di Amburgo con il compositore e sassofonista <strong>Luigi Grasso</strong>, mentre il <strong>22 aprile</strong> è attesa una star del <strong>violinismo mondiale</strong>, tra i maggiori virtuosi viventi, il greco <strong>Leonidas Kavakos</strong>. La musica accompagnerà due momenti simbolici nell&#8217;anno di Capitale della Cultura: il <strong>15 maggio</strong>, per il bicentenario beethoveniano, i pianisti <strong>Maurizio Baglini</strong> e <strong>Alessandro Taverna</strong>, insieme al <strong>Coro del Teatro Regio di Parma</strong>, proporranno una rara versione per due pianoforti della <strong>Nona Sinfonia</strong>, mentre il <strong>13 giugno</strong> <strong>tornerà sul podio del Verdi</strong> <strong>Kirill Petrenko</strong>, considerato il <strong>massimo direttore vivente</strong>, nuovamente alla guida della Gmjo per un concerto che già si prefigura imperdibile con l’immensa Sinfonia n. 5 di Gustav Mahler.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Per l’<strong>Opera </strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/la-stagione/lirica/"><strong>Lirica</strong> </a>due produzioni con il <strong>Coro e l&#8217;Orchestra della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi</strong> di <strong>Trieste:</strong> <strong>Aida</strong> di Verdi e <strong>Norma</strong> di Bellini amplificano entrambe la tensione tra destino pubblico e intimità del desiderio.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">«<em>Abbiamo immaginato un programma che attraversa geografie musicali molto diverse fra loro</em> – <strong>spiega Alessandro Taverna</strong> – <em>senza cercare facili contaminazioni, ma mettendo <strong>ogni cultura nelle condizioni di dialogare con le altre</strong> conservando la propria identità. Dal <strong>grande repertorio sinfonico alle esperienze crossover</strong>, ogni concerto presenta un modo diverso di ascoltare il mondo, affidandosi a interpreti che rappresentano oggi l&#8217;eccellenza della scena mondiale».</em></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Assecondando l’interesse dimostrato dal pubblico, la <a href="https://teatroverdipordenone.it/la-stagione/danza/"><strong>Danza</strong> </a>amplia il proprio spazio con <strong>quattro appuntamenti</strong> affidati ad alcune fra le più interessanti compagnie del panorama internazionale contemporaneo<em> «Nella musica il movimento lo immaginiamo, nella danza lo vediamo accadere davanti ai nostri occhi, tra corpi che fanno del gesto l&#8217;unico confine possibile</em>», osserva ancora <strong>Taverna</strong>. L’<strong>11 dicembre</strong>, per la <strong>Giornata internazionale della Montagna</strong>, il <strong>Montagna Teatro Festival</strong> ospita una creazione “glaciale” e spettacolare del coreografo e performer <strong>Piergiorgio Milano</strong> capace di <strong>tradurre il paesaggio alpino in gesto verticale</strong> (“<strong>White Out – La conquista dell&#8217;inutile”</strong>). In cartellone, il <strong>21 gennaio</strong>, la <strong>Cornelia Dance Company</strong> con “<strong>To My Skin</strong>” sul rapporto tra il corpo umano e un pianeta che si sta trasformando mentre il <strong>26 febbraio</strong> è la volta di <strong>Komoco</strong>, la compagnia fondata dalla coreografa <strong>Sofia Nappi</strong>, tra le figure emergenti più apprezzate della scena europea. Infine, il <strong>7 maggio</strong>, la <strong>São Paulo Dance Company</strong>, ambasciatrice della danza brasiliana nel mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Se la musica attraversa geografie e la danza racconta il corpo come luogo di trasformazione, la nuova programmazione di <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/la-stagione/prosa/?cpt=spettacolo">Prosa</a></strong>, affidata da quest’anno alla consulenza artistica di <strong>Emanuele Aldrovandi</strong>, sceglie di partire dalla <strong>forza delle storie</strong>, nel segno di un <strong>teatro popolare, alto e contemporaneo.</strong> Un cartellone con <strong>tante esclusive e prime regionali</strong> che privilegia<strong> le nuove drammaturgie </strong>senza rinunciare ai <strong>grandi interpreti della scena italiana</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">L&#8217;apertura, il <strong>23 e 24 ottobre</strong>, è affidata all’imponente produzione “<strong>People, Places &amp; Things”</strong>, su un testo del drammaturgo britannico <strong>Duncan Macmillan</strong>, uno degli autori più rappresentati della scena inglese contemporanea, grande successo <strong>che segna il ritorno alla regia teatrale</strong> di <strong>Pierfrancesco Favino</strong>, Lo spettacolo, protagonisti <strong>Anna Ferzetti</strong> e <strong>Thomas Trabacchi</strong> con un nutrito cast di attori, affronta senza moralismi un <strong>tema complesso come la dipendenza</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Il <strong>18 e 19 novembre</strong> arriva in <strong>esclusiva regionale</strong> la commedia “<strong>Figli”</strong>, nata dall&#8217;incontro fra la scrittura di <strong>Mattia Torre</strong> – autore di <em>Boris</em>, fra le voci più acute della drammaturgia italiana recente – e la regia di <strong>Fausto Paravidino</strong>, con protagonisti <strong>Edoardo Pesce</strong> e <strong>Silvia D&#8217;Amico</strong>. Il <strong>3 e 4 dicembre</strong> sarà invece la volta di “<strong>Oltre”</strong>, il lavoro di <strong>Fabiana Iacozzilli</strong> e <strong>Linda Dalisi</strong> ispirato al disastro <strong>aereo delle Ande del 1972</strong>: con l&#8217;utilizzo di grandi <em>puppets</em>, ripercorre con sguardo poetico una delle vicende più drammatiche sul limite e la sopravvivenza. Torna al Verdi il <strong>20 dicembre</strong> <strong>“Giusto”</strong>, lo spettacolo <strong>scritto, diretto e interpretato</strong> da <strong>Rosario Lisma</strong>, attore tra i più apprezzati della scena italiana contemporanea.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Non poteva mancare in cartellone quello che è stato definito il <strong>testamento teatrale di uno dei massimi interpreti</strong> di sempre, un<strong> pezzo di storia del teatro italiano</strong>: <strong>Umberto Orsini, </strong>sotto la regia di <strong>Massimo Popolizio</strong>, è atteso in apertura del 2027 (<strong>12 e 13 gennaio</strong>), con “<strong>Prima del temporale”</strong>, intenso viaggio autobiografico fra ricordi, ironia, paure e memoria artistica. Nel pomeriggio del 31 gennaio, atteso sul palco del Verdi lo scrittore <strong>Maurizio de Giovanni</strong> con “<strong>Passione”</strong>, suo personalissimo <strong>attraversamento della storia della canzone napoletana</strong>. A febbraio arriverà un classico della drammaturgia americana, “<strong>Hospitality Suite”</strong> (<strong>19, 20, 21 febbraio</strong>), di <strong>Roger Rueff</strong>, diretto e interpretato da <strong>Francesco Scianna</strong> affiancato da <strong>Sergio Romano</strong> &#8211; fresco vincitore del David di Donatello per <em>Le città di pianura</em> &#8211; una tragicommedia sul lavoro, il successo e la fragilità delle relazioni umane. A metà marzo in <strong>esclusiva regionale</strong> e per il <strong>Veneto</strong> lo spettacolo scritto da <strong>Stefano Massini</strong> e diretto da <strong>Alessandro Gassmann “Stato contro Nolan</strong>”, un <em>legal thriller</em> che affronta temi attualissimi come la manipolazione dell&#8217;informazione, il rapporto fra potere e consenso e la costruzione della paura collettiva. Ancora in <strong>esclusiva regionale</strong> e per il <strong>Veneto</strong>, il24 e 25 marzo <strong>Rocco Papaleo</strong> è protagonista di <strong>Scheda Bianca</strong>, lo spettacolo tratto da <em>Saggio sulla lucidità</em> di <strong>José Saramago</strong> con la regia di <strong>Serena Sinigaglia</strong>e la partecipazione video di <strong>Paolo Calabresi</strong>, una raffinata parabola politica sospesa fra thriller e satira civile.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><strong>Esclusiva regionale</strong> anche per l’unico classico presente in cartellone: “<strong>Il berretto a sonagli</strong>” (<strong>17-18 aprile</strong>) segna il primo incontro nella carriera di <strong>Silvio Orlando</strong> con uno dei capolavori assoluti di <strong>Pirandello</strong>. <strong>Ancora in esclusiva</strong>, la chiusura di programmazione il 29-30 aprile è affidata a “<strong>Le nostre donne</strong>”, testo di <strong>Eric Assous</strong> vincitore del <strong>Premio Molière</strong>: <strong>Luca Bizzarri</strong> è protagonista di questa commedia che <strong>utilizza i tempi della comicità</strong> per affrontare con sorprendente lucidità il rapporto fra uomini e donne e <strong>il tema della violenza sulle donne</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Anche quest’anno nel percorso <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/la-stagione/nuove-scritture/">Nuove Scritture</a></strong> si potranno incontrare <strong>giovani talenti &#8211; come le autrici Giulia Lombezzi, Benedetta Parisi e Alice Sinigaglia</strong> &#8211; o protagonisti già affermati come <strong>Davide Enia</strong>, Premio Ubu 2025 per “<strong>Autoritratto</strong>”, <strong>Gipo Gurrado</strong> con il suo particolarissimo <strong>modern musical “F*ck</strong>”, e <strong>Carrozzeria Orfeo</strong>, una delle compagnie italiane che meglio ha saputo rinnovare il linguaggio del teatro contemporaneo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">«<em>In questa mia prima programmazione al Teatro Verdi</em> – <strong>racconta Emanuele Aldrovandi</strong> – <em>ho cercato di <strong>costruire un percorso fondato sulla forza delle storie, sulla qualità della drammaturgia contemporanea e sull&#8217;eccellenza degli interpreti</strong>. Un teatro che sappia coinvolgere il pubblico senza rinunciare alla complessità, capace di sorprendere, emozionare e</em> <em>offrire nuovi punti di vista sulla realtà. Un teatro alto e, allo stesso tempo, profondamente popolare, nel senso più autentico del termine, che continui a essere uno spazio di crescita culturale e civile</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Completano la programmazione il consolidato percorso <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/la-stagione/anni-verdi/">Anni Verdi</a></strong>, dedicato alle famiglie e ai più piccoli, i laboratori <strong>Happy Kids della domenica pomeriggio, che si svolgono in contemporanea con gli spettacoli di Prosa in Sala Grande, che offre quindi a tutta la famiglia un’esperienza teatrale originale e coinvolgente</strong>, i progetti <strong>Opera Baby</strong> per i bambini piccolissimi dai 6 ai 36 mesi e <strong>Opera Meno9, un nuovo laboratorio musicale e di movimento per le mamme in attesa. Teatro No Limits</strong> – 3 gli spettacoli audiodescritri dal vivo in cuffia per le persone non vedenti e ipovedenti &#8211; conferma la scelta di potenziare sempre di più l’accessibilità in Sala.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">La programmazione <strong>2026/2027</strong> consegna <strong>l&#8217;immagine di un teatro che continua a crescere</strong> rafforzando la sua identità: un luogo dove la qualità della proposta artistica aiuta a interpretare il presente e contribuisce alla crescita culturale del territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/abbonamenti-2026-2027/">Campagna abbonamenti </a>al via il 23 luglio Online e in Biglietteria, conferme fino al 9 settembre.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><strong>Biglietteria aperta fino al 14 agosto: dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 19, riaprirà il 26 agosto, in vista dei concerti del </strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/estate-26-2/gustav-mahler-jugendorchester-2026/"><strong>31 agosto e del 01 settembre con la Gustav Mahler Jugendorchester diretta dal grande Philippe Jordan.</strong></a><strong></strong></p>



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<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Ufficio stampa <em>Teatro Verdi Pordenone</em>: stampa@teatroverdipordenone.it</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><em>Vuesse&amp;C – volpe&amp;sain comunicazione</em>: Paola Sain 335.6023988 | Moira Cussigh 328.6785049</p>
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