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	<title>Archivi Comunicati stampa - TGVP</title>
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	<description>Teatro Giuseppe Verdi Pordenone</description>
	<lastBuildDate>Mon, 08 Jun 2026 10:01:21 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Archivi Comunicati stampa - TGVP</title>
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		<title>Estate 2026</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/pressrelease/estate-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 08:39:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>«Il Verdi è un luogo di incontro e di cultura vissuta», sottolinea il Presidente Giovanni Lessio. «L’Estate 2026 riflette la nostra idea di proposta e il nostro ruolo culturale: uno strumento di crescita, riflessione e sviluppo, capace di collegare generazioni, linguaggi e territori».</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">PORDENONE &#8211; Una ricca <strong>estate</strong> che <strong>parte dal cuore di Pordenone</strong> e arriva fino alle <strong>vallate pordenonesi</strong>, sotto il segno di un <strong>“un legame tra città e territorio”</strong> che attraversa <strong>palcoscenici, piazze, borghi, malghe e paesaggi naturali </strong>di grande suggestione. Per l’<strong>Estate 2026</strong> il <strong>Teatro Verdi di Pordenone</strong> presenta – insieme a Regione Friuli Venezia Giulia e Comune di Pordenone &#8211; un articolato <strong>cartellone</strong> che <strong>dal 27 giugno al 1° settembre</strong> intreccia <strong>teatro, musica, racconto, poesia, letteratura, cultura della montagna, alta formazione teatrale e musicale</strong> e un <strong>percorso di laboratori</strong> che coinvolgerà 70 tra <strong>bambini e ragazzi</strong>, confermando il <strong>ruolo del Verdi come presidi</strong><strong>o culturale</strong> capace di abitare la città e, insieme, di muoversi nel territorio, portando spettacolo e pensiero nei luoghi più identitari della sua provincia.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">«<em>Il Verdi è un luogo di incontro e di cultura vissuta</em>», <strong>sottolinea il Presidente Giovanni Lessio</strong>. «<em>L’Estate 2026 riflette la nostra idea di proposta e il nostro ruolo culturale: </em><em>uno strumento di crescita, riflessione e sviluppo, capace di collegare generazioni, linguaggi e territori</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">La <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/estate-26-2/">programmazione estiva</a></strong> si compone di <strong>più percorsi</strong>: i <strong>quattro appuntamenti dei mercoledì in Teatro</strong>, sul palcoscenico del Verdi con ingresso da via Roma; il <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/estate-26-2/montagna-teatro-festival-estate-26/">Montagna Teatro Festival Estate</a></strong> un’originale occasione d’incontro <strong>nelle vallate montane</strong> <strong>della provincia pordenonese</strong> con <strong>undici affascinanti tappe tra prosa, poesia e musica</strong>. Ancora, le <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/estate-26-2/music-nights-26/">Music Nights</a></strong>, tre <strong>serate sotto le stelle in Piazzetta Pescheria</strong> e la rinnovata presenza della <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/gustav-mahler-jugendorchester/gustav-mahler-jugendorchester-2026/">Gustav Mahler Jugendorchester</a></strong>, protagonista di una nuova <strong>residenza artistica estiva</strong> a <strong>Pordenone</strong> che comprende anche due concerti in regione (Duomo di Valvasone e Chiesa di Polcenigo) e i <strong>due grandi concerti</strong> al <strong>Verdi</strong> per il <strong>Summer Tour 2026</strong>. Un itinerario che accompagna Pordenone nel percorso verso <strong>Capitale italiana della Cultura 2027</strong>, di cui il progetto Montagna è parte del <strong>programma ufficiale 2027</strong>, e che guarda al territorio come a un grande teatro naturale, attraversato da linguaggi diversi e da una programmazione pensata per pubblici differenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Ad aprire l’Estate 2026 è il cartellone del <strong>Montagna Teatro Festival </strong>che dal <strong>27 giugno al 2 agosto</strong> proporrà spettacoli, concerti e passeggiate poetiche uscendo dagli spazi del Verdi per abbracciareluoghi unici delle nostre vallate: <strong>Poffabro, Budoia, Meduno, Pinzano al Tagliamento, Caneva, Tramonti di Sopra, Vito d’Asio, Barcis, Clauzetto e Andreis</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">«<em>Per il quinto anno consecutivo continuiamo a costruire percorsi dedicati alla nostra montagna, quest’anno con una particolare attenzione anche ai territori più colpiti dal terremoto del 1976</em>», <strong>spiega ancor Lessio</strong>: «<em>in </em><em>collaborazione con il <strong>Club Alpino Italiano</strong> e la partnership di oltre <strong>50 realtà territoriali</strong> tra cui <strong>Fondazione Friuli, Banca 360 FVG e Camera di Commercio Pordenone-Udine</strong> portiamo differenti linguaggi dello spettacolo dal vivo in luoghi unici delle nostre vallate: un percorso diffuso e multidisciplinare inserito dal Comune nel percorso di <strong>Pordenone Capitale della Cultura 2027</strong></em>».<em></em></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">L’apertura è affidata <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/70-riassunto-delle-puntate-precedenti/">sabato 27 giugno</a></strong>, alle 20.00, a <strong>Poffabro, in Piazza XX Settembre</strong>, a <strong>Giobbe Covatta</strong> e il suo spettacolo <strong>“70. Riassunto delle puntate precedenti”</strong>: alla soglia dei settant’anni e dopo quarant’anni di carriera, il noto comico pugliese, noto per il suo <strong>pluriennale impegno ambientale</strong>, torna in scena con un percorso tra i <strong>suoi monologhi più celebri</strong>, in una sorta di “menù degustazione” della sua comicità, capace di parlare di amore, religione, natura, uomini e donne, terzo mondo e vecchiaia con ironia, intelligenza e irresistibile energia teatrale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Il giorno successivo, <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/everest-1924-catturare-linfinito/">domenica 28 giugno</a></strong>, il festival raggiunge alle 11.00 <strong>Budoia, Malga Campo</strong>, con <strong>“Everest 1924. Catturare l’infinito”</strong>, scritto e diretto da <strong>Gioia Battista</strong>, con <strong>Giustina Testa e Nicola Ciaffoni</strong>. Lo spettacolo rievoca il mistero di <strong>Mallory e Irvine</strong>, scomparsi l’8 giugno 1924 a pochi metri dalla vetta dell’Everest, intrecciando la memoria della grande spedizione al racconto di una giovane fotografa che, ritrovando una Kodak identica a quella usata nell’impresa, si immerge in una vicenda leggendaria fatta di avventura, amore e memoria. A seguire, sarà possibile pranzare in malga su prenotazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/leonard-cohen-il-poeta-che-cantava-le-donne/">Sabato 4 luglio</a></strong>, alle 18.00, il viaggio prosegue in <strong>Val Meduna, a Meduno, Borgo del Bianco</strong>, con <strong>“Leonard Cohen. Il poeta che cantava le donne”</strong>, concerto-spettacolo con drammaturgia e interpretazione di <strong>Christian Poggioni</strong> e voce e chitarra di <strong>Marco Belcastro</strong>. La figura complessa e magnetica di Cohen — poeta, romanziere, cantautore, artista spirituale e sensuale — viene raccontata attraverso vita e canzoni, da “Suzanne” a “Hallelujah”, da “Dance me to the end of love” a “Bird on the wire”, in un percorso che unisce commozione, ironia e profondità.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/le-stagioni-del-mondo-vivaldi-incontra-piazzolla/">Domenica 5 luglio</a></strong>, alle 17.00, nella <strong>Chiesa campestre della Santissima Trinità di Pinzano al Tagliamento</strong>, il <strong>Bazzini Consort</strong> propone <strong>“Le stagioni del mondo. Vivaldi incontra Piazzolla”</strong>, un dialogo tra le <strong>Quattro Stagioni</strong> vivaldiane e le <em>Cuatro Estaciones</em> <em>Porteñas</em> di Astor Piazzolla. Barocco veneziano e tango <em>nuevo</em> si incontrano in un viaggio tra natura descrittiva e paesaggio urbano, tra contrappunto, nostalgia argentina e slancio ritmico.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/lu-fossu/">Sabato 11 luglio</a></strong>, alle 18.00, il festival sale a <strong>Caneva, Stevenà – Malga Fossa</strong>, per un omaggio alla figura di San Francesco con <strong>“Lu Fossu. Un incontro con San Francesco, poeta”</strong>, scritto da <strong>Azzurra D’Agostino</strong> e interpretato da <strong>Michele Bandini</strong>. Non un’agiografia patinata, ma il <strong>ritratto terreno, ironico e poetico di un Francesco vivo</strong>, padre della poesia italiana, che torna a interrogarci a ottocento anni di distanza. Anche in questo caso l’esperienza si completa con la cena in malga, su prenotazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/cerco-un-centro-di-gravita-permanente/">Sabato 18 luglio</a></strong>, alle 18.00, <strong>Tramonti di Sopra,</strong> Teatro di fieno (presso Centro Polifunzionale Via Monte Rest 20), ospita <strong>“Cerco un centro di gravità permanente”</strong>, omaggio a <strong>Franco Battiato</strong>, ancora firmato da <strong>Christian Poggioni e Marco Belcastro</strong>. Musica, parole e poesia ripercorrono la vicenda artistica e spirituale del cantautore siciliano attraverso brani che hanno accompagnato generazioni: da “La cura” a “E ti vengo a cercare”, da “Voglio vederti danzare” a “Povera patria”, fino a “Centro di gravità permanente”.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/la-distanza-della-luna/">Domenica 19 luglio</a></strong>, alle 18.00, a <strong>Vito d’Asio, Piazza Fontana</strong>, arriva <strong>“La distanza della luna”</strong>, tratto da <strong>Italo Calvino</strong>, con <strong>Michele Eynard e Pierangelo Frugnoli</strong>, per la regia di Carmen Pellegrinelli. Il racconto delle <strong>Cosmicomiche</strong> prende forma in uno spettacolo sognante e ironico, dove fisica, musica e poesia accompagnano il pubblico in un viaggio verso una Luna vicinissima e insieme irraggiungibile, metafora dei desideri più profondi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/the-art-of-taiko/">Venerdì 24 luglio</a></strong>, alle 20.00, la <strong>Valcellina</strong> diventa scenario di grande impatto per <strong>“The Art of Taiko”</strong>, in programma a <strong>Barcis, nella piazza lungo lago</strong>. La compagnia Munedaiko, diretta da Mugen Yahiro, porta in scena la forza arcaica e rituale del <strong>tamburo giapponese</strong>, alternando tradizione secolare e composizioni originali, in una performance in cui suono, corpo, vibrazione e leggenda si fondono in un’esperienza potente e immersiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/italo-zannier-e-la-montagna/">Sabato 25 luglio</a></strong>, in orario serale, il festival toccherà poi la <strong>Val Cosa, a Clauzetto, nelle Grotte di Pradis</strong>, con l’appuntamento <strong>“Italo Zannier e la montagna”</strong> a cura di <strong>Giulio Zannier</strong> e <strong>Marco Minuz </strong>dove immagini, suoni e parole raccontano il rapporto fra la fotografia di Zannier e la sua montagna pordenonese.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/il-dio-bambino/">Sabato 1° agosto</a></strong>, alle 20.00, ad <strong>Andreis, nel Piazzale della Chiesa di Santa Maria delle Grazie</strong>, sarà la volta de <strong>“Il dio bambino”</strong>, testo e musiche di <strong>Giorgio Gaber e Sandro Luporini,</strong> interpretato dall’attore <strong>Fabio Troiano</strong> con la regia di <strong>Giorgio Gallione</strong>. Un monologo di tragicomica e lucidissima attualità, nato nel 1993, che indaga l’uomo, le relazioni, la fragilità dell’età adulta e l’eterna tentazione di restare bambini. A suggellare <strong>il festival</strong> <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/ai-gola-da-dive/">domenica 2 agosto</a></strong> &#8211; dalle 11.00 sempre ad <strong>Andreis</strong> – la <strong>passeggiata poetica per Federico Tavan</strong> <strong>“Ài gola da dîve”</strong>, con <strong>Francesco Indrigo, Silvio Ornella e Giacomo Vit</strong>, a cura di <strong>Roberto Cescon</strong> e in collaborazione con <strong>Fondazione Pordenonelegge</strong>. Un omaggio a una voce appartata, ruvida e visionaria della poesia friulana, nei luoghi che più hanno nutrito il suo sguardo sul mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Il <strong>Montagna Teatro Festival Estate</strong> del Verdi di Pordenone si arricchisce di un <strong>progetto formativo in residenza</strong> con il <strong>Laboratorio di Drammaturgia</strong> <strong>“Scrivere per la scena di montagna”</strong>, coordinato <strong>&nbsp;</strong>dalla <strong>prof.ssa Valentina Gallo </strong>e la<strong> prof.ssa Anna Scannapieco</strong> dell’<strong>Università degli Studi di Padova</strong>, promosso in collaborazione con il <strong>Teatro Stabile del Veneto</strong>. Il percorso, dedicato alla <strong>scrittura teatrale su storie di montagna</strong>, affronta temi legati al paesaggio, alle comunità che lo abitano, alla fragilità dell’ecosistema e al concetto di confine, con esito finale nella realizzazione di un <strong>monologo</strong>. A guidare il laboratorio saranno il drammaturgo, performer e regista <strong>Jacopo Giacomoni</strong> e il drammaturgo e regista <strong>Emanuele Aldrovandi</strong>, nuovo <strong>consulente artistico</strong> per la prosa del Teatro Verdi di Pordenone. Lo stage si terrà <strong>dal 27 al 31 luglio a Clauzetto</strong>, con dieci posti disponibili aperti a partecipanti che lavoreranno insieme agli studenti dei corsi di Lettere e Filologia Moderna dell’Università di Padova. <strong>Scadenza delle candidature: 15 giugno.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Accanto al viaggio nelle valli, il <strong>Teatro Verdi apre anche il proprio palcoscenico</strong> a <strong>quattro</strong> <strong>appuntamenti estivi: </strong>i <strong>mercoledì in Teatro</strong>, tutti alle 21.00, propongono spettacoli e concerti capaci di alternare racconto, ironia, letteratura, danza e vocalità. Si parte <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/giusto/">mercoledì 1°</a> luglio </strong>con <strong>“Giusto”</strong>, one man show di e con <strong>Rosario Lisma</strong>, tenero e tagliente, romantico e feroce: la storia di un impiegato INPS mite e sognante, innamorato della figlia del suo potentissimo capo, diventa una fiaba contemporanea che unisce comicità, satira sociale e improvvisi squarci di malinconia.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/tutti-primi-sul-traguardo-del-mio-cuore/">Mercoledì 8 luglio</a></strong> sarà la volta di <strong>Fabio Genovesi</strong> con <strong>“Tutti primi sul traguardo del mio cuore”</strong>, mise en espace di <strong>Marta Dalla Via</strong>: uno spettacolo che attraversa ciclismo, sentimenti, eroismi strampalati e storia recente, trasformando la passione per le due ruote in una grande metafora della vita, tra fatica, sogni, cadute e imprese</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">inattese. <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/ensueno-espanol/">Mercoledì 15 luglio</a></strong> <strong>“Ensueño Español”</strong> riunirà il pianismo di <strong>Alex Trolese</strong> e il <em>baile</em> flamenco di <strong>Marta Roverato</strong> in un omaggio alla Spagna musicale del primo Novecento, da Albéniz a De Falla, da Mompou a Ravel, in un incontro tra rigore pianistico e energia del corpo<strong>. <a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/echo/">Mercoledì 29 luglio</a></strong> chiuderà il ciclo <strong>“Echo”</strong> dei <strong>Venice Vocal Jam</strong>, gruppo vocale a cappella nato a Venezia nel 2010 e reduce da quattro premi ai CARA 2026, gli <strong>Oscar internazionali della musica a cappella</strong>. <strong>Sette voci, senza strumenti</strong>, attraverseranno <strong>brani italiani e internazionali</strong>, da “Hallelujah” a “Libertango”, da “Ain’t Nobody” a “Stand by me”, accanto a composizioni originali.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">L’estate offre anche particolare spazio alla <strong>musica</strong> – a cura del consulente musicale del Verdi M° <strong>Alessandro Taverna</strong> &#8211; ai suoi protagonisti, tra le <strong>Music Nights</strong> dedicate a una nuova generazione di musicisti e la <strong>nuova residenza della Gmjo</strong>. «<em>Accanto ai grandi nomi che calcheranno il palcoscenico del Verdi da luglio a settembre, quest&#8217;estate ci sta particolarmente a cuore il percorso dedicato ai giovani musicisti</em>», spiega ancora il <strong>Presidente Lessio</strong>. «<em>Le Music Nights di agosto e la residenza e i concerti della Gustav Mahler Jugendorchester &#8211; oltre cento</em> <em>talenti under 27 da tutta Europa, e che solo grazie a questa residenza potranno esibirsi nei maggiori teatri europei nel corso dell&#8217;estate &#8211; rappresentano il cuore pulsante di questa stagione estiva: investire nelle nuove generazioni significa investire nel futuro della musica e della cultura del nostro territorio</em>».</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><strong>Dal 10 al 12 agosto</strong> il Teatro Verdi sposta quindi il suo baricentro in <strong>Piazzetta Pescheria</strong> con la <strong>musica sotto le stelle</strong> delle <strong>Music Nights,</strong> tre serate a ingresso libero dedicate all’ascolto di una nuova generazione di musicisti. <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/livemovements/">Lunedì 10 agosto</a></strong>, alle 21.00, <strong>Anton Dressler</strong> presenta <strong>“Livemovements”</strong>, un concerto per clarinetto e computer in cui il suono viene catturato, elaborato e restituito in tempo reale, costruendo una partitura che nasce nel momento stesso dell’esecuzione. <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/ensemble-di-trombe-del-conservatorio-di-padova-tiepolo/">Martedì 11 agosto</a></strong>, sempre alle 21.00, l’<strong>Ensemble di trombe del Conservatorio di Padova</strong> incontra il <strong>Tiepolo Brass</strong> guidato da Diego Cal, in un programma che attraversa epoche e stili, da Gabrieli a Morricone, da Verdi a Puccini. <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/gmjo-night-2/">Mercoledì 12 agosto</a></strong> la <strong>GMJO Night</strong> porterà in piazza un ensemble dei giovani musicisti della <strong>Gustav Mahler Jugendorchester</strong>, nel cuore della loro residenza pordenonese, per una notte di musica tra virtuosismi moderni e riletture di grandi classici.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">La presenza della <strong>Gustav Mahler Jugendorchester</strong> rappresenta uno dei cardini dell’estate del Verdi. Negli anni il <strong>Teatro pordenonese</strong> ha costruito con la <strong>GMJO una solida partnership artistica, formativa e culturale</strong>, investendo nella <strong>crescita delle nuove generazioni di musicisti.</strong> <strong>Oltre 1.500 giovani talenti provenienti da più di 30 Paesi europei si sono formati a Pordenone</strong>, lavorando con direttori e solisti tra i più autorevoli del panorama internazionale: Herbert Blomstedt, Kirill Petrenko, Vladimir Jurowski, Jukka-Pekka Saraste, Philippe Jordan, Ingo Metzmacher, Lisa Batiashvili, Jean-Yves Thibaudet, Renaud e Gautier Capuçon, Angela Denoke, Christian Gerhaher, Matthias Goerne.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">La <strong>residenza 2026</strong>, in <strong>programma dal 7 al 17 agosto</strong>, si articola in sessioni intensive di prova e perfezionamento musicale con tutor di fama internazionale e un direttore assistente selezionato tra i giovani talenti più promettenti della scena mondiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Durante la settimana di lavoro, la <strong>Gmjo</strong> offrirà al territorio anche <strong>due concerti speciali a ingresso gratuito</strong> con prenotazione: <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/gmjo-2026-valvasone/">giovedì 13 agosto</a></strong>, alle 20.00, nel <strong>Duomo di Valvasone</strong>, e <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/gmjo-2026-polcenigo/">venerdì 14 agosto</a></strong>, alle 20.00, nella <strong>Chiesa di Polcenigo</strong> con un programma tra <strong>Purcell, Stravinsky, Puccini, Wagner </strong>fino a <strong>Edward Elgar. </strong>Una tradizione che si rinnova: negli anni, infatti, i concerti della residenza hanno già portato la grande musica europea in luoghi simbolici della regione come il Castello di Miramare, Aquileia, Gorizia, Gemona, Tolmezzo e Lignano Sabbiadoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Il gran finale dell’estate sarà affidato proprio alla <strong>Gustav Mahler Jugendorchester</strong>, una delle Orchestre giovanili più prestigiose al mondo, che tornerà in Teatro per i due attesi concerti del <strong>Summer Tour 2026</strong> &#8211; che toccherà Bolzano, il Festival di Salisburgo, Dobbiaco, Amsterdam, Amburgo, Kloster Eberbach, Ravello &#8211; sotto la direzione del Maestro <strong>Philippe Jordan</strong>, tra i più apprezzati direttori del panorama internazionale. <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/gmjo-2026-philippe-jordan/">Lunedì 31 agosto</a></strong>, alle 20.30, il programma metterà a confronto due universi sonori: la <strong>Musica per archi, percussione e celesta</strong> di <strong>Béla Bartók</strong>, capolavoro del Novecento costruito su architetture rigorose, tensioni ritmiche e atmosfere inquietanti, e la <strong>Sinfonia n. 4 in mi bemolle maggiore “Romantica”</strong> di Anton Bruckner, vasto paesaggio sinfonico sospeso tra natura, luce e trascendenza. <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/gmjo-2026-philippe-jordan-2/">Martedì 1° settembre,</a></strong> alle 20.30, sarà invece la “notte Mahler”, con la <strong>Sinfonia n. 7 in mi minore</strong>, una delle pagine più enigmatiche e affascinanti del compositore, capace di attraversare il notturno, il grottesco, l’ironia e l’esplosione finale di una scrittura orchestrale visionaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Non mancherà nel corso dell’estate uno spazio dedicato ai <a href="https://teatroverdipordenone.it/laboratori-teatrali-estate-2026/"><strong>laboratori teatrali</strong></a> per bambini e bambine, ragazzi e ragazze <strong>tra i 7 e i 18 anni</strong>: <strong>una settantina tra giovani e giovanissimi</strong> <strong>già iscritti</strong>, che parteciperanno ai percorsi di avvicinamento al teatro e ai suoi linguaggi per un’esperienza di scoperta di sé ed esplorazione di nuovi mondi. Ogni laboratorio è personalizzato nel linguaggio, nei testi e negli strumenti utilizzati a seconda della fascia d’età a cui è rivolto, con <strong>attività che stimolano l’espressione corporea, la creatività e lo stare insieme</strong>. I laboratori <strong>partiranno il 29 giugno</strong> e sono curati da&nbsp;<strong>Campo Teatrale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Con questo <strong>cartellone</strong>, il <strong>Teatro Verdi</strong> conferma un’idea di <strong>estate culturale ampia e dinamica</strong>: un programma che costruisce un <strong>percorso tra città e montagna</strong>, <strong>tra nuove generazioni e grandi interpreti</strong>, tra protagonisti di casa nostra e ospiti internazionali. Dal palcoscenico del Verdi alle piazze alpine, dalle malghe alle chiese storiche, dalle notti musicali in Piazzetta Pescheria alla grande orchestra europea, l’Estate 2026 diventa un invito a vivere il territorio con occhi nuovi, seguendo il filo dello spettacolo dal centro di Pordenone fino ai paesaggi delle sue valli.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ufficio stampa Teatro Verdi Pordenone</strong>: stampa@teatroverdipordenone.it</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vuesse&amp;C – volpe&amp;sain comunicazione: Paola Sain 335.6023988 | Moira Cussigh 328.6785049</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Le due attese Liriche</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/pressrelease/le-due-attese-liriche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 09:15:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>"Le Nozze di Figaro" di Wolfgang Amadeus Mozart,, in scena venerdì 29 maggio (ore 20.15), e "Il Barbiere di Siviglia" di Gioachino Rossini sul palco giovedì 4 giugno, sempre alle 20.15. </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">PORDENONE- Con uno dei personaggi più amati e rivoluzionari della storia del teatro musicale, il <strong>Teatro Verdi di Pordenone</strong> si prepara a congedare la programmazione 2025/2026 prima dell’avvio del ricco cartellone estivo. Sarà infatti <strong>la figura di Figaro, simbolo di intelligenza, libertà e riscatto sociale, a suggellare il cartellone</strong> attraverso <strong>due capolavori</strong> assoluti del <strong>repertorio operistico</strong>: <strong><em><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/le-nozze-di-figaro/">Le Nozze di Figaro</a></em></strong> di Wolfgang Amadeus <strong>Mozart</strong> (libretto di Lorenzo da Ponte), in scena <strong>venerdì 29 maggio</strong> (ore 20.15), e <strong><em><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/il-barbiere-di-siviglia-2/">Il Barbiere di Siviglia</a></em></strong> di Gioachino <strong>Rossini</strong> (libretto di Cesare Sterbini) sul palco <strong>giovedì 4 giugno</strong>, sempre alle 20.15. Due appuntamenti già accolti da un <strong>nuovo sold out</strong> che conferma il forte legame tra il pubblico pordenonese e la grande lirica.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">A rendere ancora più speciale questo finale di programma è il valore simbolico delle due rappresentazioni, che coincidono con il <strong>ventunesimo anniversario della riapertura del Teatro Verdi</strong>, avvenuta alla <strong>fine di maggio del 2005</strong>. Una ricorrenza che il teatro pordenonese celebra affidandosi <strong>all’arte senza tempo di Mozart e Rossini</strong> e a un <strong>progetto produttivo</strong> di grande prestigio <strong>firmato dalla Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Al centro del dittico si trova proprio <strong>Figaro</strong>, il personaggio nato dalla penna di <strong>Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais</strong> e divenuto emblema di un’epoca in trasformazione. Arguto, brillante, capace di sfidare privilegi e convenzioni, Figaro rappresenta quella tensione verso la libertà e l’uguaglianza che avrebbe trovato compimento nella Rivoluzione Francese. Attraverso <strong><em>Le Nozze di Figaro</em></strong> e <strong><em>Il Barbiere di Siviglia</em></strong>, due opere che appartengono a momenti diversi della sua vicenda teatrale, il pubblico potrà seguire un affascinante percorso musicale e drammaturgico che attraversa la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, osservando l’evoluzione di personaggi, relazioni e sentimenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">A firmare l’ambizioso dittico è <strong>Pier Luigi Pizzi</strong>, autentico <strong>maestro della scena internazionale</strong>, protagonista da oltre settant’anni della vita teatrale europea e tra le figure più autorevoli della <strong>regia d’opera contemporanea</strong>. Per la prima volta il grande regista affronta questi due titoli in un disegno unitario, costruendo due spettacoli autonomi ma profondamente collegati tra loro. <strong>Scene e costumi, </strong>caratterizzati da un elegante classicismo stilizzato e da ambienti dominati dal bianco e da tonalità luminose e diafane, <strong>diventano il filo conduttore di un racconto </strong>che attraversa il tempo e mette in luce la trasformazione dei caratteri e delle passioni umane.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Sul podio atteso <strong>Enrico Calesso</strong>, direttore stabile del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, alla guida dell’<strong>Orchestra della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste</strong>, prestigiosa realtà musicale, protagonista di una <strong>lunga storia artistica</strong> che l’ha vista collaborare con alcune delle più grandi personalità della direzione d’orchestra internazionale e portare la propria attività nei maggiori teatri e festival europei e mondiali. A dirigere il Coro del Verdi di Trieste il Maestro<strong>Paolo Longo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Per <strong><em>Le Nozze di Figaro</em></strong>, venerdì 29 maggio, il pubblico potrà apprezzare un <strong>cast di rilievo internazionale </strong>guidato da <strong>Simone Alberghini</strong> nel ruolo del protagonista, accanto a <strong>Carolina Lippo, Ekaterina Bakanova, Giorgio Caoduro e Andrea Concetti</strong>. Una lettura raffinata e intensa del <strong>capolavoro mozartiano</strong>, capace di svelarne ancora oggi tutta la profondità psicologica e l’inesauribile modernità.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Il 4 giugno sarà invece la volta de <strong><em>Il Barbiere di Siviglia</em></strong>, con <strong>Alessandro Luongo</strong> nei panni di Figaro e un cast che comprende, tra gli altri, <strong>Annalisa Stroppa, Marco Ciaponi e Marco Filippo Romano</strong>. Un’opera che continua a conquistare il pubblico per la sua <strong>irresistibile energia teatrale</strong>, per l’invenzione musicale di Rossini e per quella miscela di ironia, leggerezza e sottile malinconia che ne fa uno dei vertici assoluti del teatro musicale di ogni tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><strong>Due capolavori</strong>, due serate di grande musica e un unico protagonista per accompagnare il Teatro Verdi verso la <strong>conclusione di un calendario che ha registrato un consenso crescente</strong> di pubblico e critica. Un finale nel segno della bellezza, della tradizione e della vitalità sempre attuale dell’opera lirica.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Come di consueto il “Caffè Licinio” aprirà dalle 19.00 per un aperitivo o per un buffet pre-spettacolo. </p>



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<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Ufficio stampa <em>Teatro Verdi Pordenone</em>: <a href="mailto:stampa@teatroverdipordenone.it">stampa@teatroverdipordenone.it</a></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><em>Vuesse&amp;C – volpe&amp;sain comunicazione</em>: Paola Sain 335.6023988 | Moira Cussigh 328.6785049</p>
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		<title>Contrappunti: Quartetto Aires</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/pressrelease/contrappunti-quartetto-aires/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 10:14:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Domani, giovedì 21 maggio alle 20.30 allo Spazio Due</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">PORDENONE – C’è una musica che nasce dal respiro e dalla materia, che trasforma il <strong>suono in un’esperienza quasi fisica</strong>, capace di evocare paesaggi interiori, immagini e sensazioni tattili. Per il suo ultimo appuntamento, la rassegna <strong>Contrappunti</strong> del <strong>Teatro Verdi di Pordenone</strong> sceglie proprio questa <strong>dimensione immersiva e visionaria</strong>, affidando il concerto conclusivo a un <strong>ensemble</strong> che ha fatto della ricerca timbrica e della sperimentazione il centro della propria identità artistica. Domani, <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/quartetto-aires/">giovedì 21 maggio alle 20.30 allo Spazio Due</a></strong> sarà infatti il <strong>Quartetto Aires</strong> a suggellare il percorso della rassegna con <strong>“I 4 Elementi”</strong>, <strong>progetto musicale che attraversa terra, acqua, aria e fuoco</strong> trasformandoli in una vera architettura sonora.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Con questo concerto si conclude il cammino di <strong>Contrappunti</strong>, il progetto del Verdi dedicato <strong>ai nuovi interpreti della scena musicale contemporanea</strong> e a <strong>programmi capaci di rileggere la musica da camera</strong> attraverso prospettive originali, linguaggi trasversali e organici non convenzionali. Una rassegna che anche in questa edizione ha messo al centro giovani musicisti già affermati a livello internazionale, accomunati da una forte identità artistica e da una visione aperta e dinamica dell’esperienza concertistica.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Protagonisti della serata saranno <strong>Federico Zugno, Mauro Scaggiante, Alex Modolo e Alessandro Ambrosi</strong>, quattro musicisti uniti dal desiderio di esplorare le possibilità espressive della fisarmonica attraverso il lavoro d’ensemble. Con il progetto <strong>“I 4 Elementi”</strong> il Quartetto Aires costruisce un <strong>percorso sinestetico dove il suono si fa corpo e materia</strong>: il respiro dei mantici diventa vento, vibrazione terrestre, fluidità acquatica, energia incandescente. Un <strong>repertorio originale</strong> che mette continuamente in dialogo delicatezza e forza, leggerezza e densità sonora, ridefinendo l’orizzonte timbrico della fisarmonica contemporanea. Il programma attraversa composizioni di <strong>F. Conti, T. Bedetti, Mauro Scaggiante, Mario Pagotto, Alessandro Ambrosi, Astor Piazzolla, Gorka Hermosa, Ivano Battiston e Janusz Wojtarowicz</strong> in un concerto che si sviluppa come un continuo mutamento di stato della materia sonora, scolpita attraverso il controllo dinamico dei quattro strumenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Nato nel 2014, il <strong>Quartetto Aires</strong> si è rapidamente imposto come <strong>una delle realtà più originali del panorama cameristico internazionale</strong>. I quattro componenti si sono formati presso <strong>importanti istituzioni musicali europee</strong> e collaborano stabilmente con compositori contemporanei nella creazione di un repertorio inedito dedicato specificamente a questa formazione. Il gruppo ha preso parte a prestigiosi festival e stagioni concertistiche in Italia e all’estero, dall’EXPO di Milano al LAC di Lugano, fino agli Stati Uniti, distinguendosi per una ricerca musicale che coniuga sperimentazione, virtuosismo e valorizzazione della cultura musicale italiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Anche per questo appuntamento il Teatro Verdi rinnova la proposta dell’<strong>aperitivo-degustazione</strong> riservato ai possessori di biglietti e abbonamenti, al costo di 10 euro, presso l’Osteria “All’Ombra” in viale Martelli, a pochi passi dal Teatro: un’occasione per prolungare l’esperienza del concerto in un momento di convivialità e incontro.</p>



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<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Ufficio stampa <em>Teatro Verdi Pordenone</em>: <a href="mailto:stampa@teatroverdipordenone.it">stampa@teatroverdipordenone.it</a></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><em>Vuesse&amp;C – volpe&amp;sain comunicazione</em>: Paola Sain 335.6023988 |Moira Cussigh 328.6785049</p>
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		<title>“Vini di montagna e viticoltura eroica”</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/pressrelease/vini-di-montagna-e-viticoltura-eroica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 10:47:56 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://teatroverdipordenone.it/?post_type=pressrelease&#038;p=18314</guid>

					<description><![CDATA[<p>Giovedì 21 maggio, alle 18, al VCR Research Center -Vivai Cooperativi Rauscedo, a San Giorgio della Richinvelda</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">PORDENONE – Il <strong>Teatro Verdi di Pordenone</strong> dà appuntamento <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/vini-di-montagna-e-viticoltura-eroica/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">giovedì 21 maggio, dalle 18</a></strong>, al <strong>VCR Research Center </strong>&#8211;<strong>Vivai Cooperativi Rauscedo, </strong>a <strong>San Giorgio della Richinvelda</strong>, luogo che racconta insieme ricerca, paesaggio, resilienza e futuro, per <strong>l’ultimo incontro primaverile</strong> del format di <strong>incontri scientifico-culturali R-Evolution Green</strong>, promosso dal Verdi nell’ambito del <strong>Montagna Teatro Festival</strong>, ideato con CAI-Club Alpino Italiano, dedicato quest’anno al tema del <strong>“Cibi di montagna”</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Sostenuta da <strong>Regione</strong>, <strong>Comune di Pordenone</strong> &#8211; Capitale della Cultura 2027, Fondazione Friuli e Camera di Commercio Pordenone-Udine, la rassegna <strong>R-Evolution Green</strong> si sposta nella prestigiosa sede del <strong>VCR Research Center </strong>per l’incontro dal titolo <strong>“Vini di montagna e viticoltura eroica”</strong>, conferenza che <strong>suggella l’edizione</strong>, in una location profondamente coerente con il senso dell’iniziativa: il <strong>Centro </strong>creato dai <strong>Vivai Cooperativi Rauscedo</strong>, principale <strong>produttore mondiale di barbatelle</strong>, rappresenta infatti <strong>un’eccellenza internazionale</strong> per l’incessante <strong>attività sperimentale e scientifica legata alla</strong> <strong>vite</strong>. Un patrimonio di conoscenze e innovazione che dialoga perfettamente con il tema dei <strong>vini di montagna</strong>, espressione di <strong>territori estremi, di biodiversità, di duro lavoro.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">A guidare il pubblico dentro la<strong> viticoltura di montagna</strong> saranno <strong>Luca Bonardi</strong>, docente dell’<strong>Università Ca’ Foscari Venezia </strong>ed esperto di paesaggi <strong>vitivinicoli e cambiamenti climatici</strong>, e l’architetta <strong>Donatella Murtas</strong>, tra le maggiori studiose dei <strong>paesaggi terrazzati</strong> e della cultura della pietra a secco, con la conduzione del geografo dell’<strong>Università</strong> <strong>di Padova</strong> <strong>Mauro Varotto</strong>, curatore dell’intera rassegna. L’incontro tocca alcuni dei nodi centrali del nostro tempo: <strong>i cambiamenti climatici stanno infatti spingendo la viticoltura verso nuove altitudini</strong>, che ci porta al concetto di <strong>viticoltura “eroica</strong>”, legata a terreni impervi e territori fragili quanto preziosi. Una pratica agricola che diventa <strong>simbolo di presidio umano delle Terre Alte</strong>, ma anche strumento per riflettere sul recupero dei terreni montani, sulla tutela del paesaggio e sul futuro delle comunità alpine. L’appuntamento assume anche un forte significato <strong>istituzionale</strong>. Attesa infatti la presenza del <strong>Rettore</strong> dell’<strong>Università di Udine Angelo Montanari</strong>: l’ateneo friulano, che è attivo negli studi sul <strong>genoma della vite</strong> e nelle attività di ricerca connesse al territorio montano, affiancherà il Teatro Verdi nel <strong>Montagna Teatro Festival</strong> attraverso uno specifico protocollo d’intesa.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">«L’appuntamento del 21 maggio rappresenta molto più della conclusione del ciclo primaverile degli incontri di <strong>R-Evolution Green del Montagna Teatro Festival</strong> – <strong>sottolinea il Presidente del Teatro Verdi Giovanni Lessio</strong>: è il segno concreto di un progetto culturale che vuole contribuire alla tutela e alla valorizzazione delle Terre Alte pordenonesi, mettendo in relazione <strong>ricerca scientifica, cultura, comunità locali e sostenibilità ambientale</strong>». «Da quasi un secolo – testimonia <strong>Alessandro Leon</strong>, <strong>presidente di Vivai Cooperativi Rauscedo</strong> &#8211; VCR Research Center custodisce e valorizza la biodiversità viticola come patrimonio culturale e produttivo del nostro territorio: oggi lavora per sviluppare nuovi genotipi resilienti al cambiamento climatico e adatti anche ai contesti più estremi della montagna friulana, aprendosi al dialogo con realtà come il Teatro Verdi per diventare sempre più un luogo di confronto e crescita sostenibile in vista di Pordenone 2027».</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">A chiudere l’incontro sarà una <strong>cena-degustazione dedicata ai prodotti di montagna</strong> in collaborazione con <strong>Accademia Italiana della Cucina </strong>a cura di <strong>Gelindo dei Magredi</strong> su prenotazione con quota a pagamento da versare anticipatamente al ristorante (0427.97037 <a href="mailto:risto@gelindo.it">risto@gelindo.it</a>). I <strong>posti sono limitati</strong>.</p>



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<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><strong>Info stampa: </strong>Ufficio stampa Teatro Verdi Pordenone: <a href="mailto:stampa@teatroverdipordenone.it">stampa@teatroverdipordenone.it</a></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Vuesse&amp;C – volpe&amp;sain comunicazione: Paola Sain 335.6023988 | Moira Cussigh 328.6785049</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>&#8220;Lisistrata&#8221;, 14 e 15 maggio</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/pressrelease/lisistrata-14-e-15-maggio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 08:30:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con Lella Costa protagonista e la regia di Serena Sinigaglia, tra le più autorevoli e premiate registe della scena nazionale </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">PORDENONE- <strong>Una commedia antica che continua a parlare al presente </strong>con disarmante lucidità, un manifesto pacifista che attraversa i registri della satira, ma anche un <strong>grido politico e civile</strong> affidato alla voce e al carisma di una delle interpreti più amate del teatro italiano contemporaneo<strong>.</strong> Sarà <strong><em>Lisistrata</em></strong> con <strong>Lella Costa</strong> protagonista e la regia di <strong>Serena Sinigaglia</strong>, tra le più autorevoli e premiate registe della scena nazionale – che firma anche l’adattamento del testo con Emanuele Aldrovandi, consulente artistico entrante del Verdi &#8211; a <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/lisistrata/">suggellare giovedì 14 e venerdì 15 maggio</a></strong> (ore 20.30) la programmazione di Prosa del <strong>Teatro Verdi di Pordenone </strong>2025/2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><strong>Uno degli spettacoli più applauditi e attesi dell’intera stagione italiana</strong> arriva dunque sul <strong>palco pordenonese</strong>: la nuova, vibrante edizione della celebre commedia di <strong>Aristofane</strong>, è affidata all’autorevolezza interpretativa di Lella Costa nel ruolo di <strong>“colei che scioglie gli eserciti”</strong>, come suggerisce il significato stesso del nome Lisistrata. Una <strong>figura femminile potentissima</strong>, ironica, visionaria e rivoluzionaria, che ancora oggi continua a interrogare il presente con sorprendente attualità.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><strong>Scritta nel 411 a.c.</strong>, nel pieno della <strong>guerra del Peloponneso</strong>, <em>Lisistrata </em>nasce infatti dentro un <strong>mondo devastato dal conflitto</strong>, dove gli uomini sono tutti al fronte e la pace sembra ormai impossibile. È in questo scenario che Lisistrata convince le donne di tutta la Grecia a unirsi in <strong>uno sciopero del sesso</strong> destinato a interrompersi soltanto quando gli uomini decideranno finalmente di fermare la guerra. Un’idea scandalosa, provocatoria e geniale che Aristofane trasforma in una <strong>satira travolgente</strong>, ma anche in una profonda riflessione sul potere, sulle relazioni tra uomini e donne, sulla politica e sulla possibilità concreta del cambiamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><strong>“Fate l’amore, non fate la guerra”</strong>: il celebre slogan pacifista degli anni Sessanta sembra già risuonare nelle parole di Aristofane, e proprio questa straordinaria capacità del testo di parlare ancora al nostro presente è al centro della nuova messinscena firmata da Sinigaglia. Dopo i successi di <em>Supplici</em> e <em>L’Empireo</em>, la regista ritorna al Verdi con uno spettacolo che intreccia <strong>comicità, tensione politica ed energia scenica</strong>, grazie a un cast di grande intensità composto da Giorgia Senesi, Maria Pilar Pérez Aspa, Irene Serini, Francesco Migliaccio, Stefano Orlandi e Marco Brinzi.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><strong>Lella Costa</strong> restituisce a Lisistrata tutta la sua forza ironica e insieme profondamente umana. La sua protagonista è una donna lucida, determinata, capace di trasformare un gesto individuale in un atto collettivo, di opporsi alla logica della guerra e di rivendicare il diritto alla pace, alla vita e all’amore. Ne nasce uno spettacolo spiazzante, sfacciato, intenso e provocatorio, che unisce il respiro del teatro classico alle inquietudini del presente.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">La replica di giovedì 14 maggio segna l’ultimo appuntamento stagionale con il progetto <strong>“Teatro No Limits”</strong>, il nuovo percorso di accessibilità attivato quest’anno dal Teatro Verdi di Pordenone in collaborazione con il Centro Diego Fabbri di Forlì per consentire anche alle persone <strong>non vedenti e ipovedenti</strong> di seguire gli spettacoli grazie a un <strong>sistema di audiodescrizione dal vivo</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">In attesa delle novità che percorreranno l’estate firmata dal Teatro Verdi, Lisistrata chiude una programmazione Prosa che ha portato a Pordenone alcuni dei più amati interpreti della scena, alternando drammaturgie contemporanee e riletture di grandi classici. Anche in questa occasione il “Caffè Licinio” sarà aperto dalle 19.00 per un aperitivo o per un buffet pre-spettacolo. Si può prenotare a: biglietteria@teatroverdipordenone.it</p>



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<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Ufficio stampa <em>Teatro Verdi Pordenone</em>: <a href="mailto:stampa@teatroverdipordenone.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stampa@teatroverdipordenone.it</a></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><em>Vuesse&amp;C – volpe&amp;sain comunicazione</em>: Paola Sain 335.6023988 | Moira Cussigh 328.6785049</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>I 12 Violoncelli dei Berliner Philharmoniker</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/pressrelease/i-12-violoncelli-dei-berliner-philharmoniker/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 13:00:36 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://teatroverdipordenone.it/?post_type=pressrelease&#038;p=18172</guid>

					<description><![CDATA[<p>Domani, martedì 5 maggio, alle 20.30, il palcoscenico del Teatro accoglierà in esclusiva uno dei complessi più straordinari e celebrati della scena musicale internazionale.</p>
<p>The post <a href="https://teatroverdipordenone.it/pressrelease/i-12-violoncelli-dei-berliner-philharmoniker/">I 12 Violoncelli dei Berliner Philharmoniker</a> appeared first on <a href="https://teatroverdipordenone.it">TGVP</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">PORDENONE – C’è un’attesa quasi palpabile nell’aria del <strong>Teatro Verdi di Pordenone</strong>: quella per un appuntamento che già si preannuncia <strong>memorabile. </strong>Domani, <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/i-12-violoncelli-dei-berliner-philharmoniker/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">martedì 5 maggio</a></strong>, alle <strong>20.30</strong>, il palcoscenico pordenonese accoglierà in <strong>esclusiva</strong> uno dei complessi più straordinari e celebrati della scena musicale internazionale, <strong>I 12 Violoncelli dei Berliner Philharmoniker</strong>. Un appuntamento che, a poche ore dal via, è ormai <strong>alla soglia del sold out</strong>, segno tangibile di quanto questa presenza rappresenti un’autentica rarità e un richiamo irresistibile per il pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Sono unici, e non è un modo di dire. Nati quasi per caso nel <strong>1972</strong> da una produzione radiofonica dell’<em>Hymnus</em> di Julius Klengel, <strong>I 12 Violoncelli dei Berliner Philharmoniker</strong> si sono progressivamente affermati come una vera e propria <strong>leggenda della musica</strong>, una “orchestra nell’orchestra” capace di ridefinire i confini espressivi del proprio strumento. Oltre <strong>cinquant’anni di attività</strong>, tournée nei cinque continenti, riconoscimenti prestigiosi come l’<strong>Echo Klassik</strong> e una presenza costante nei più importanti co<strong>ntesti istituzionali e concertistici</strong> – fino a esibirsi davanti a capi di Stato e alle più alte cariche internazionali – raccontano una storia di eccellenza assoluta e di continua evoluzione.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Ciò che rende questa formazione così speciale è una combinazione rara di <strong>perfezione tecnica</strong>, <strong>profondità timbrica</strong> e <strong>libertà creativa</strong>. I loro concerti non sono semplici esecuzioni, ma autentici <strong>viaggi sonori</strong>, esperienze immersive in cui il violoncello si moltiplica, si trasfigura, diventa orchestra sinfonica, ensemble cameristico, perfino big band. Un <strong>caleidoscopio di colori e suggestioni</strong> che attraversa i generi in un <em>cross over</em> che accosta con sorprendente naturalezza <strong>repertorio classico e contaminazioni jazz, il tango e le colonne sonore</strong>, in un dialogo continuo tra tradizione e invenzione che conquista ascoltatori di ogni età.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Il programma scelto per la serata pordenonese è, in questo senso, un vero manifesto della loro straordinaria versatilità. Si apre con le <strong>Bachianas Brasileiras n. 1</strong> di <strong>Heitor Villa-Lobos</strong>, pagine che fondono la lezione di Bach con il respiro ritmico della musica brasiliana, per poi approdare alla dimensione sospesa e contemplativa di <strong>Fratres</strong> di <strong>Arvo Pärt</strong>. Accanto a questi capolavori, trovano spazio incursioni nella chanson francese con <strong>Sous les ponts de Paris</strong> e <strong>Fleur de Paris</strong>, restituite con eleganza e spirito, prima di un secondo tempo che amplia ulteriormente l’orizzonte espressivo: dai ritmi brillanti e leggeri di <strong>Tea for Two</strong> alle suggestioni del grande cinema firmate da <strong>Nino Rota</strong> ed <strong>Ennio Morricone</strong>, fino alla poesia impressionista di <strong>Clair de lune</strong> di <strong>Claude Debussy</strong>. Gran finale affidato all’intensità e alla malinconia del tango di <strong>Astor Piazzolla</strong>, per un percorso musicale che attraversa epoche e linguaggi con sorprendente coerenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">È proprio questa capacità di reinventare la musica, di darle nuova vita attraverso una formazione inusuale e affascinante, a rendere <strong>I 12 Violoncelli dei Berliner Philharmoniker</strong> un fenomeno unico nel panorama internazionale. Un ensemble che unisce <strong>rigore e libertà</strong>, <strong>virtuosismo e leggerezza</strong>, <strong>profondità e ironia</strong>, mantenendo sempre una straordinaria qualità del suono e una sensibilità interpretativa fuori dal comune. Il <strong>Teatro Verdi di Pordenone</strong>, ancora una volta, si conferma crocevia privilegiato della grande musica, capace di portare sul proprio palcoscenico artisti e formazioni di assoluto rilievo mondiale. E se il <strong>sold out</strong> preannunciato è il segnale più evidente dell’attesa, sarà l’atmosfera stessa della sala, densa di attenzione e partecipazione, a restituire fino in fondo la portata di un evento che si annuncia già <strong>memorabile</strong>, destinato a lasciare un’impronta profonda nella programmazione musicale del Verdi e nella memoria del pubblico. Sul palco Ludwig Quandt, Uladzimir Sinkevich, Solène Kermarrec, Nikolaus Römisch, Christoph Igelbrink, Olaf Maninger, Martin Menking, Knut Weber, Stephan Koncz, David Riniker, Moritz Huemer, Martin Löhr.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Come di consueto, il “Caffè Licinio” sarà aperto dalle 19.00 per un aperitivo o per un buffet pre-spettacolo. Si può prenotare a: biglietteria@teatroverdipordenone.it</p>



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<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Ufficio stampa <em>Teatro Verdi Pordenone</em>: <a href="mailto:stampa@teatroverdipordenone.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stampa@teatroverdipordenone.it</a></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><em>Vuesse&amp;C – volpe&amp;sain comunicazione</em>: Paola Sain 335.6023988 | Moira Cussigh 328.6785049</p>
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		<title>&#8220;I miei stupidi intenti&#8221;</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/pressrelease/i-miei-stupidi-intenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 10:10:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tratto dall’omonimo romanzo di Bernardo Zannoni, lo spettacolo, freschissimo di debutto a Lugano e dopo sole due tappe in altrettanti teatri italiani, arriva in Teatro mercoledì 29 e giovedì 30 aprile in esclusiva per il Nordest.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">PORDENONE- Un <strong>romanzo sorprendente</strong>, vincitore del <strong>Premio Campiello 2022</strong>, firmato dal giovanissimo <strong>Bernardo Zannoni</strong>. L’affiatata e <strong>super premiata</strong> compagnia <strong>VicoQuartoMazzini</strong> e una regia, quella di <strong>Michele Altamura</strong> e <strong>Gabriele Paolocà</strong>, che incontra in scena <strong>Giuseppe Cederna</strong>, tra i più amati protagonisti del <strong>teatro</strong> e del <strong>cinema italiano</strong>. Sono questi gli elementi che fanno di <strong>“I miei stupidi intenti”</strong>, uno degli appuntamenti teatrali dell’anno. Una <strong>favola nera</strong> e visionaria, in cui le grandi domande sull’esistenza si specchiano nello sguardo di un animale, tra <strong>istinto e coscienza</strong>, <strong>sopravvivenza e desiderio di consapevolezza</strong>. La <strong>parabola inquieta e luminosa</strong> di una creatura che tenta ostinatamente di superare la propria natura, interrogando il senso stesso dell’esistenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Tratto dall’omonimo romanzo – acclamato anche dal <strong>New York Times</strong>, tradotto in tutta Europa e negli Stati Uniti – lo spettacolo, <strong>freschissimo di debutto a Lugano</strong> e dopo sole due tappe in altrettanti teatri italiani, arriva al <strong>Teatro Verdi di Pordenone</strong> <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/i-miei-stupidi-intenti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mercoledì 29 e giovedì 30 aprile</a></strong> <strong>in esclusiva per il Nordest</strong> (inizio ore 20.30). Nuova produzione di <strong>LAC Lugano</strong> (in coproduzione con Scarti Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione, Piccolo Teatro di Milano Teatro, Stabile dell’Umbria e Teatro Nazionale di Genova), <strong>I miei stupidi intenti</strong> conferma il percorso di ricerca di <strong>VicoQuartoMazzini</strong>, tra le realtà più vitali della <strong>scena contemporanea</strong>. Il romanzo – e lo spettacolo – raccontano la storia di <strong>Archy</strong>, una giovane <strong>faina</strong> che tradisce la propria natura e abbandona una vita di stenti e bestialità per inseguire una domanda radicale: il <strong>senso della vita</strong> e <strong>Dio</strong>. Resa zoppa e venduta dalla madre, Archy viene acquistata da una <strong>vecchia volpe usuraia</strong> che le rivela il potere della <strong>parola scritta</strong> attraverso un misterioso <strong>libro sacro</strong>. Da quel momento si apre per lei una nuova percezione del <strong>tempo</strong>, della <strong>memoria</strong> e della <strong>morte</strong>, in un percorso che è insieme <strong>ascesa e caduta</strong>, <strong>rivelazione e smarrimento</strong>. Ne emerge una riflessione profonda e perturbante: <strong>cosa ci libera dallo stato animale?</strong> Cosa permette di superare le passioni più basse per elevarsi a una forma più alta e consapevole? E soprattutto, <strong>qual è la verità?</strong> Domande che attraversano la scena e chiamano in causa direttamente lo spettatore.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">La regia di <strong>Altamura</strong> e <strong>Paolocà</strong>, fondatori e anime della compagnia, traduce l’universo di Zannoni in un linguaggio scenico capace di coniugare <strong>forza mitica</strong> e <strong>tensione filosofica</strong>. «Tradurre sulla scena l’universo estetico evocato da Zannoni ci è sembrato stimolante – spiegano –. Il contesto in cui fa abitare la sua parola, apre a possibilità narrative dal sapore ancestrale e al contempo <strong>iper-innovativo</strong>, che ci ha spinti a cercare un approccio registico inconsueto, altrettanto perturbante. La necessità di rimettere il <strong>Teatro</strong> al centro del discorso pubblico combacia con l’urgenza di affrontare i temi del presente e la violenza dei suoi cambiamenti».</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">In scena un cast affiatato: accanto a Cederna e gli stessi registi, <strong>Leonardo Capuano</strong>, <strong>Jonathan Lazzini</strong> e <strong>Arianna Scommegna</strong>, chiamati a dare corpo a un universo sospeso tra <strong>allegoria e concretezza</strong>. Le <strong>scene di Daniele Spanò</strong>, le <strong>luci di Giulia Pastore</strong> e le <strong>musiche originali di Demetrio Castellucci</strong> costruiscono un impianto visivo e sonoro fortemente evocativo. Dopo il successo de <strong>La ferocia</strong>, tratto dal successo editoriale di <strong>Nicola Lagioia</strong>, che è valso alla compagnia <strong>4 Premi Ubu</strong>, <strong>VicoQuartoMazzini</strong> prosegue così la propria esplorazione della <strong>letteratura contemporanea italiana</strong>, confermando una ricerca che unisce <strong>rigore, immaginazione e tensione civile</strong>. <strong>I miei stupidi intenti</strong> si impone come un’esperienza teatrale intensa e stratificata, capace di parlare al presente attraverso una storia antica e universale: quella del desiderio – forse impossibile ma irriducibile – di <strong>diventare altro da sé</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Come di consueto il “Caffè Licinio” aprirà dalle 19.00 per un aperitivo o per un buffet pre-spettacolo. Per prenotazioni biglietteria@teatroverdipordenone.it</p>



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<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Ufficio stampa <em>Teatro Verdi Pordenone</em>: <a href="mailto:stampa@teatroverdipordenone.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stampa@teatroverdipordenone.it</a></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><em>Vuesse&amp;C – volpe&amp;sain comunicazione</em>: Paola Sain 335.6023988 | Moira Cussigh 328.6785049</p>
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		<title>Il doppio balletto &#8220;Stabat Mater e Carmina Burana&#8221;</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/pressrelease/il-doppio-balletto-stabat-mater-e-carmina-burana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 10:02:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Atteso venerdì 24 aprile (ore 20.30) l'ultimo appuntamento della programmazione danza, un evento in esclusiva regionale che porta sul palco una delle realtà più autorevoli e longeve della scena europea, l’OperaBalet Maribor.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">PORDENONE- C’è una linea sottile, vibrante, che attraversa il <strong>dolore e la gioia</strong>, il <strong>sacro e il profano</strong>, il <strong>cielo e la terra</strong>: è la linea della <strong>danza</strong> quando diventa <strong>visione</strong> e <strong>rito collettivo</strong>. Atteso <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/stabat-mater-carmina-burana/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">venerdì 24 aprile</a> </strong>(ore 20.30) al <strong>Teatro Verdi di Pordenone</strong> ultimo appuntamento della<strong> programmazione danza</strong>, un evento in <strong>esclusiva regionale</strong> che porta sul palco <strong>una delle realtà più autorevoli e longeve della scena europea</strong>, <strong>l’OperaBalet Maribor</strong>, protagonista di un <strong>intenso dittico</strong> firmato dal coreografo <strong>Edward Clug</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Due capolavori, due universi emotivi contrapposti e complementari: “<strong>Stabat Mater”</strong> su musica di <strong>Giovanni Battista Pergolesi</strong> e “<strong>Carmina Burana”</strong> su musica di <strong>Carl Orff</strong>. Un <strong>doppio affresco coreografico</strong> che attraversa la <strong>condizione umana in tutte le sue tensioni</strong>, sospesa tra spiritualità e istinto, raccoglimento e vitalità, meditazione e impulso vitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Il <strong>Balletto del Teatro Nazionale Sloveno di Maribor</strong> – tra le principali istituzioni culturali della Slovenia, con quasi un secolo di storia – approda a Pordenone dopo aver calcato i palcoscenici dei più prestigiosi festival internazionali, confermandosi come una compagnia capace di fondere tradizione e innovazione in un linguaggio scenico di forte impatto visivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Nel primo quadro, “<strong>Stabat Mater”</strong> si confronta con <strong>uno dei temi più iconici della tradizione occidentale</strong>: la <strong>Vergine addolorata ai piedi della croce</strong>. Ma Clug evita ogni lettura puramente illustrativa o devozionale e sposta l’asse emotivo dell’opera: al centro non è tanto il dolore, quanto ciò che da esso scaturisce, la <strong>speranza</strong>. La figura di Maria viene così sottratta alla fissità dell’icona sacra per diventare <strong>presenza umana, fragile e universale</strong>. Il coreografo <strong>traduce la partitura di Pergolesi in un linguaggio essenziale</strong>, fatto di gesti scolpiti e relazioni intime sul rapporto madre-figlio: una meditazione coreografica che non guarda solo alla perdita, ma alla sua capacità di generare senso.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">A questa dimensione verticale e introspettiva si contrappone la travolgente energia dei “<strong>Carmina Burana”</strong>, <strong>celebre cantata scenica di Orff</strong> ispirata a testi medievali. Qui la danza si fa <strong>forza primitiva, slancio vitale</strong>, celebrazione della forza ciclica della natura e dell&#8217;imprevedibilità della Fortuna. Clug ne esalta la componente dionisiaca e giovanile, senza rinunciare a un sottile senso di inquietudine e rigenerazione, costruendo una potente allegoria del vivere. “Una coreografia ricca di riferimenti allegorici che trasforma la quotidianità in una visione atemporale”, <strong>afferma lo stesso Clug</strong>, che negli ultimi vent’anni ha guidato il Balletto di Maribor verso un riconoscimento internazionale sempre più ampio. Questo<strong> dittico di straordinaria intensità</strong> intreccia i temi universali del dolore, della speranza e del destino nella forma simbolica del cerchio, immagine perfetta della vita che continuamente si rinnova. Il <strong>linguaggio coreografico, moderno e minimale</strong>, unito alla <strong>forza evocativa delle musiche</strong>, amplifica la profondità emotiva di uno spettacolo che si offre come <strong>esperienza immersiva</strong> dove il gesto scultoreo e la sobrietà della scena amplificano la profondità emotiva della musica. Una potente allegoria sulla condizione umana, “sospesa tra la ricerca del trascendente e l’accettazione della travolgente e terrena gioia di vivere”. Questo nuovo, imperdibile appuntamento con la <strong>grande danza </strong>conferma il <strong>Teatro Verdi di Pordenone come crocevia di eccellenza artistica</strong>, capace di portare sul territorio produzioni di altissimo livello e di dialogare con il pubblico attraverso linguaggi universali e contemporanei.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Ad arricchire la serata, il “Caffè Licinio” sarà aperto dalle 19.00 per aperitivi e buffet pre-spettacolo (prenotazioni in biglietteria: <a href="mailto:biglietteria@teatroverdipordenone.it">biglietteria@teatroverdipordenone.it</a>).</p>
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		<title>Salam/Shalom. Due padri</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/pressrelease/salam-shalom-due-padri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 10:56:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lo spettacolo tratto da "Apeirogon" di Colum McCann, andrà in scena domani, martedì 21 aprile, ore 20.30</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><strong>PORDENONE</strong> – Ci sono gesti che in tempo di pace sembrano semplici, quasi scontati: guardarsi negli occhi, tenersi per mano, ascoltarsi davvero. Ma quando la realtà è dominata da un conflitto feroce e, almeno apparentemente, senza soluzione, quei gesti diventano un atto eroico. “<strong>Salam/Shalom. Due padri</strong>”, tratto dallo straordinario romanzo <strong><em>Apeirogon</em></strong> di <strong>Colum McCann</strong> – Premio Tiziano Terzani 2022 &#8211; è il titolo dello spettacolo in programma <strong>domani, <a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/salam-shalom-due-padri/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">martedì 21 aprile, alle 20.30</a>, sul palco del Teatro Verdi di Pordenone</strong>. Prodotto dal <strong>CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia</strong> e dal <strong>Festival vicino/lontano-Premio Terzani</strong>, più che uno spettacolo, è una testimonianza necessaria, una chiamata all’ascolto dentro uno dei conflitti più laceranti e apparentemente irrisolvibili del nostro tempo. Nell’adattamento di <strong>Paola Fresa, Massimo Somaglino</strong> e <strong>Alessandro Lussiana </strong>danno vita e corpo sul palcoscenico a <strong>Rami</strong>, israeliano, e <strong>Bassam</strong>, palestinese: due uomini reali, conosciuti da McCann, <strong>due padri segnati dallo stesso dolore inconcepibile</strong>, quello della perdita delle proprie figlie, uccise ciascuna dalla violenza dell’altro fronte. Eppure è proprio da quel lutto, da quella ferita che potrebbe generare soltanto odio, che nasce la possibilità di un incontro. Quando vengono a conoscenza delle rispettive tragedie, Rami e Bassam si <strong>riconoscono nel dolore reciproco</strong>, diventano amici e <strong>scelgono di trasformare la sofferenza in una battaglia comune per la pace</strong>, contro la tentazione della vendetta e contro la trappola dell’odio.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Il romanzo di McCann è un caleidoscopio di <strong>mille e uno frammenti</strong>, come se solo una <strong>forma aperta, mobile, infinitamente sfaccettata</strong> potesse provare a restituire la <strong>complessità di una terra e di una storia che rifiutano semplificazioni</strong>, i brandelli di un conflitto apparentemente senza soluzione. L’apeirogon, figura geometrica dai lati infiniti, diventa così <strong>immagine potente di un conflitto</strong> che non può essere osservato da un solo lato, né compreso da un unico punto di vista. Infiniti sono gli angoli, gli sguardi, le contraddizioni; e dentro questo caos <strong>restano due padri,</strong> uniti da uno stesso strazio e da una stessa ostinata volontà di non lasciare l’ultima parola alla violenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><em><strong>Apeirogon</strong> </em>acquista <strong>ancora più pregnanza oggi</strong>, quando l’ennesimo conflitto mediorientale ci getta in faccia ogni giorno nuove stragi di innocenti. Così anche lo spettacolo giunge al <strong>Verdi</strong> con una forza che oggi si fa ancora più urgente. <strong>La vicenda di Rami e Bassam</strong> non è solo una <strong>straziante denuncia: è anche un flebile e tenace sogno di umanità possibile</strong>. È un teatro che non offre scorciatoie ma apre uno <strong>spazio di comprensione:</strong> nella geometria dell’apeirogon, ogni punto può essere raggiunto, anche quello che oggi sembra più lontano.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Ad accompagnare la serata ci sarà anche una proposta speciale riservata ai possessori di biglietti e abbonamenti: un <strong>aperitivo-degustazione esclusivo</strong> al costo di <strong>10 euro</strong>, da gustare prima o dopo lo spettacolo presso l’<strong>Osteria All’Ombra</strong>, in <strong>viale Martelli 4/b</strong>, a pochi passi dal Teatro. Un’occasione pensata per prolungare l’esperienza della visione in un tempo di convivialità e condivisione, tra riflessioni, emozioni e valorizzazione delle eccellenze locali.</p>



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<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Ufficio stampa <em>Teatro Verdi Pordenone</em>: <a href="mailto:stampa@teatroverdipordenone.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">stampa@teatroverdipordenone.it</a></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><em>Vuesse&amp;C – volpe&amp;sain comunicazione</em>: Paola Sain 335.6023988 | Moira Cussigh 328.6785049</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Contrappunti: Duo Armellini</title>
		<link>https://teatroverdipordenone.it/pressrelease/contrappunti-duo-armellini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[teatro_press]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 10:28:16 +0000</pubDate>
				<guid isPermaLink="false">https://teatroverdipordenone.it/?post_type=pressrelease&#038;p=18113</guid>

					<description><![CDATA[<p>Venerdì 17 aprile alle 20.30 in Sala Palco protagonisti saranno Ludovico e Leonora Armellini, fratelli nella vita e partner artistici, impegnati in un programma che riporta al centro della scena il dialogo classico tra violoncello e pianoforte.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">PORDENONE – Prosegue nel segno dell’<strong>ascolto ravvicinato e della qualità interpretativa</strong> la rassegna <strong>Contrappunti</strong>, che al <strong>Teatro Verdi di Pordenone</strong> continua a <strong>esplorare la musica da camera</strong> come spazio privilegiato di <strong>dialogo, ricerca e relazione sonora</strong>. Un percorso che <strong>mette al centro giovani interpreti già affermati a livello internazionale</strong>, chiamati a confrontarsi con programmi originali e ad alto tasso espressivo, restituendo alla dimensione cameristica la sua natura più autentica: laboratorio del pensiero musicale e luogo di incontro tra sensibilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Dopo i primi appuntamenti che hanno attraversato repertori e formazioni differenti, la rassegna prosegue con una delle sue tappe più intime e raccolte. <strong><a href="https://teatroverdipordenone.it/spettacolo/duo-armellini/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Venerdì 17 aprile alle 20.30 in Sala Palco</a></strong> protagonisti saranno <strong>Ludovico e Leonora Armellini</strong>, <strong>fratelli</strong> nella vita e <strong>partner artistici</strong>, impegnati in un programma che riporta al centro della scena il dialogo classico tra violoncello e pianoforte.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Il loro è un incontro musicale che <strong>nasce da una complicità profonda</strong>, capace di trasformare la scrittura in conversazione e il suono in gesto condiviso. Il programma attraversa il <strong>tardo Romanticismo e il primo Novecento</strong>, accostando pagine di rara esecuzione a uno dei vertici del repertorio cameristico. Si apre con la <strong><em>Sonata breve</em></strong> di Silvio Omizzolo, articolata in <strong>tre movimenti</strong> che alternano leggerezza, eleganza e tensione espressiva, per poi proseguire con le variazioni “<strong>Kultaselle</strong>” di Ferruccio <strong>Busoni</strong>, dove il tema popolare finlandese diventa terreno di raffinata elaborazione. A queste si affianca l’<em><strong>Andante sostenuto</strong> </em>di Guido Alberto <strong>Fano</strong>, pagina di intensa cantabilità e lirismo sospeso, prima di approdare al cuore del concerto: la <strong><em>Sonata per violoncello e pianoforte in sol minore op. 65</em></strong> di Frédéric <strong>Chopin</strong>. Opera tarda e profondamente introspettiva, la Sonata rappresenta una delle espressioni più alte della scrittura cameristica chopiniana, in cui la tensione tra i due strumenti si traduce in un equilibrio delicato tra slancio lirico e densità formale. L’intero programma si configura così come un i<strong>tinerario nel quale la dimensione affettiva e quella architettonica della musica si intrecciano costantemente</strong>: un percorso che trova nella relazione tra i due interpreti il proprio <strong>fulcro espressivo</strong>, restituendo al pubblico un’esperienza d’ascolto diretta, essenziale e profondamente condivisa.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Come per gli altri appuntamenti della rassegna, anche questa serata sarà accompagnata da una <strong>proposta speciale dedicata al pubblico</strong>: un aperitivo-degustazione riservato ai possessori di biglietti e abbonamenti, disponibile al costo di 10 euro presso <strong>l’Osteria “All’Ombra”</strong>, a pochi passi dal Teatro. Un’occasione per prolungare l’esperienza musicale in un momento di convivialità e confronto, tra suggestioni sonore e sapori del territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px">Informazioni e biglietti presso la biglietteria del Teatro Verdi di Pordenone e <a href="https://teatroverdipordenone.ticka.it/dettaglio-spettacolo.php?negozio_spettacolo_id=1421" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>online</strong></a>.</p>



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<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><strong>Ufficio stampa <em>Teatro Verdi Pordenone</em>: stampa@teatroverdipordenone.it</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph" style="font-size:15px"><strong><em>Vuesse&amp;C – volpe&amp;sain comunicazione</em></strong><strong>: Paola Sain 335.6023988 </strong>|<strong> Moira Cussigh 328.6785049</strong></p>
<p>The post <a href="https://teatroverdipordenone.it/pressrelease/contrappunti-duo-armellini/">Contrappunti: Duo Armellini</a> appeared first on <a href="https://teatroverdipordenone.it">TGVP</a>.</p>
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