Grande successo per “Questo è il tempo in cui attendo la grazia”, regia di Fabio Condemi, lo spettacolo prodotto dal Teatro Verdi di Pordenone insieme a Teatro di Roma – Teatro Nazionale, e Centro di Produzione Teatrale La Fabbrica dell’Attore-Teatro Vascello per l’”Omaggio a Pier Paolo Pasolini” del 2019.

Grande successo per “Questo è il tempo in cui attendo la grazia”, regia di Fabio Condemi, lo spettacolo prodotto dal Teatro Verdi di Pordenone insieme a Teatro di Roma – Teatro Nazionale, e Centro di Produzione Teatrale La Fabbrica dell’Attore-Teatro Vascello per l’”Omaggio a Pier Paolo Pasolini” del 2019.

Dopo essere stato protagonista nel 2019 dell’annuale omaggio a Pier Paolo Pasolini che il Teatro realizza dal 2015, Questo è il tempo in cui attendo la grazia sta avendo un grande successo nella sua tournée nazionale: lo spettacolo, fortemente voluto dal Teatro con il sostegno di Fondazione Friuli e commissionato a Fabio Condemi, è un omaggio alla poetica pasoliniana legata alle sceneggiature dei suoi film e ai luoghi della sua vita, passando dal Friuli a Roma, ed è interpretato magistralmente da Gabriele Portoghese. 

Dopo le repliche del “Teatro India” di Roma e il “Teatro Franco Parenti” di Milano ecco alcune recensioni che esaltano la potenza artistica dello spettacolo: 

“Questo è il tempo in cui attendo la grazia è uno spettacolo meraviglioso. Un ritratto di Pier Paolo che non mi era mai capitato di vedere prima.”  
Graziella Chiarcossi, cugina di Pier Paolo Pasolini e curatrice unica della sua opera 

“La grazia, l’esattezza, l’amore che c’è per Pasolini , mi sono sembrati il modo più giusto per avvicinarsi a questo grande poeta. Questo spettacolo è un cristallo”. 
Mario Martone  

[…] L’intelligenza di Condemi è di aver creato con grande semplicità e rigore un percorso tra le tante tracce di Pasolini (non i romanzi o i saggi, ma le sceneggiature, i documentari) molte delle quali rinviano l’una all’altra, come fossero episodi che ricostruiscono l’etica del pensiero pasoliniano quella che lo spinse a sfidare continuamente non solo la propria coscienza, il rapporto con la madre, Casarsa, ma anche la coscienza pubblica. Ecco perchè è uno spettacolo coraggioso pieno di cose intelligenti, che non semplifica, nè esagera, tutto dentro la diagnosi durissima che Pasolini scriveva sulla società, la borghesia, il corso della Storia che ama e minaccia, che sente vicina e aggredisce in un evidente e consapevole paradosso.” 
Anna Bandettini, Repubblica 

”Rifacendosi ai suoi testi, ai suoi film, e alle immagini di quei suoi luoghi originari (un Friuli di campagna e di acqua, paesaggio dell’anima oltre che dell’occhio), i realizzatori riescono a trasmettere emozioni che a tratti si fanno quasi reale evocazione. I gesti, gli sguardi, e soprattutto il rapporto con le belle immagini, suscitano anche allo spettatore intuizioni e riferimenti. O anche semplicemente emozioni. […] 
Gianfranco Capitta, Il Manifesto 

Un progetto teatrale nato a Pordenone e che sta proseguendo la sua crescita nei maggiori teatri italiani, in un periodo post-pandemico e che coinvolge la nuova generazione teatrale. 

Foto di scena di Claudia Pajewski