MARGARYTA GOLOVKO
IL SIMBOLISMO

MARGARYTA GOLOVKO<br>IL SIMBOLISMO
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Variazioni su un tema di Chopin op. 22 di Rachmaninov

Variazioni su un tema di Corelli op. 42 di Rachmaninov.

Cinque Variazioni sulle Variazioni di Siegfried Ochs sul canto “Komm a Vogerl g’flugen” di Busoni

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All’inizio del Novecento, nella piena fioritura dei nazionalismi che precede la Grande Guerra, nascono le

Variazioni su un tema di Chopin op. 22 di RACHMANINOV.

Rachmaninov vede in Chopin il primo compositore slavo che abbia svolto una parte attiva nella evoluzione della musica mitteleuropea. Il tema chopiniano – Preludio in do minore op. 28 n. 20 – viene accorciato per fargli assumete con maggiore chiarezza l’apparenza di un antico canto funebre della Chiesa Ortodossa. Già la prima Variazione lega il tema al Bach “fosco gotico” e nel corso dell’opera molti altri stili, fino a Scriabin, vengono parafrasati. Poco meno di trent’anni dopo nascono le

Variazioni su un tema di Corelli op. 42 di RACHMANINOV.

Il tema, che Rachmaninov trova in una Sonata di Corelli, è in realtà quello mitico della Follia di Spagna. Il compositore, da quattordici anni esiliato dalla sua patria, se ne serve per costruire una visione dell’antica Russia asiatica, fiera e cupa.

La variazione su tema popolare era stata caricaturata nel 1886 nelle

Cinque Variazioni sulle Variazioni di Siegfried Ochs sul canto “Komm a Vogerl g’flugen” di BUSONI,

che rifà burlescamente, dichiarandoli, gli stili di Mendelssohn, Wagner, ecc.