MAURIZIO BAGLINI
IL MANIERISMO

MAURIZIO BAGLINI<br>IL MANIERISMO
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Musiche di Liszt, Brahms

Variazioni su un tema di Bach di Liszt 

Variazioni e fuga su un tema di Haendel op. 24 di Brahms

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Negli anni sessanta dell’Ottocento il riferimento al barocco, non esplicitato fino a quel momento, diventa palese con le

Variazioni su un tema di Bach di LISZT

e con le

Variazioni e fuga su un tema di Haendel op. 24 di Brahms.

Perduto l’unico figlio maschio Liszt aveva composto un Preludio su un basso impiegato da Bach sia in una Cantata che nel Crucifixus della Messa in si minore. Perduta la figlia maggiore egli compone le Variazioni, nelle quali un lungo cammino di angosciosi tormenti sfocia, con la citazione finale del corale bachiano “Tutto ciò che Dio fa è ben fatto”, nella accettazione degli imperscrutabili disegni divini.

Brahms vede nel tema di Haendel, scritto per le figliolette di un aristocratico inglese, un modello di innocenza e di candore, e nelle Variazioni alterna sistematicamente, anche nella scrittura strumentale, la semplicità e la luminosità “antica” e la complessità e la cupezza “moderna”. L'”antico” trionfa alfine nella Fuga, strumentata come una trascrizione da un ipotetico originale per organo. Il ricorso a una tecnica barocca – soggetto per inversione – apre nella Fuga un momento di nostalgia lancinante che dice bene dove batta il cuore di Brahms.