QUARTETTO BENNEWITZ ALESSANDRO TAVERNA

QUARTETTO BENNEWITZ ALESSANDRO TAVERNA

QUARTETTO BENNEWITZ ALESSANDRO TAVERNA
Informazioni Gallery

Pianoforte Alessandro Taverna 
Introduzione di Angelo Foletto

Esclusiva per il  Friuli Venezia Giulia 

Programma

Dmitrij Šostakovič (1906 – 1975) Quintetto op. 57
Johannes Brahms (1883 – 1897) Quintetto per pianoforte e archi op. 34

Informazioni

Protagonista nel 2015 di un importante recital al Teatro Verdi di Pordenone, il pianista Alessandro Taverna ritorna questa volta per un concerto che lo vede protagonista a fianco del Quartetto Bennewitz, uno degli ensemble da camera più rinomati e acclamati dalla critica a livello internazionale (Premio Borciani 2008). Pupillo di Lorin Maazel e di altri celebri direttori –  Riccardo Chailly, Daniel Harding e Fabio Luisi, con cui ha debuttato al Teatro alla Scala – Taverna propone insieme a questo straordinario ensemble d’archi due capolavori del repertorio cameristico tra Otto e Novecento:  il Quintetto op. 57 composto da Šostakovič nel 1940 e il Quintetto op. 34 di Brahms, opera la cui genesi rivive nell’epistolario del compositore con gli amici musicisti Joseph Joachim e Clara Schumann.

GEOMETRIE MUSICALI: IL QUINTETTO

Il progetto speciale per la Stagione 2017/’18 entra nel mondo della musica da camera: di scena il Quintetto, declinato in quattro concerti, pari a quattro diverse geometrie sonore. Nella vasta letteratura per musica da camera, altrettanto nobile rispetto a quella sinfonica, i brani composti per quintetto costituiscono parte importante. Esistono varie tipologie di quintetto, combinazioni diverse a seconda degli strumenti che lo compongono; la formazione più comune è data dal classico quartetto d’archi (due violini, viola, violoncello) cui si aggiungono pianoforte o clarinetto; oppure il quintetto d’archi, integrato da una seconda viola, o da un secondo violoncello, o da un contrabbasso. Esiste anche un quintetto classico nato nell’Ottocento, il “quintetto di fiati” composto da clarinetto, oboe, flauto, fagotto, corno o oboe d’amore. Il percorso di quest’anno, ideato sulla scia dei precedenti cicli dedicati a variazione pianistica, violoncello e violino, apre con una proposta sui Quintetti d’archi nel Romanticismo (Marco Rizzi, Gabriele Pieranunzi, Simonide Braconi, Francesco Fiore, Enrico Bronzi) e procede con il  concerto di uno strepitoso quintetto di fiati, lo Stuttgart Consort. Completano il ciclo due appuntamenti con formazioni di spicco e solisti d’eccezione: il Quartetto Brentano e Alessandro Carbonare al clarinetto, il Quartetto Bennewitz e Alessandro Taverna al pianoforte. I programmi vanno da Brahms a Händel, da Šostakovič ad Albeniz e Offenbach. Tutti i concerti del progetto speciale prevedono introduzioni all’ascolto a cura di Angelo Foletto.