RAMIN BAHRAMI
IL BAROCCO

RAMIN BAHRAMI<br>IL BAROCCO
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Musiche di Bach

Aria con 30 Variazioni, detta Variazioni di Goldberg di J.S. Bach

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Nel 1737 un giovane musicista, Johann Adolph Scheibe, rivolge su una rivista musicale un duro attacco a Bach, dicendo che egli sarebbe ammirato da “intere nazioni” se “avesse una maggiore piacevolezza, non privasse della naturalezza le sue composizioni con uno stile ampolloso e confuso e non offuscasse la loro bellezza con un eccessivo artificio”. È persino troppo facile mandare a quel paese lo Scheibe, che del resto fu mmediatamente rimbrottato dagli ammiratori di Bach. Ma in realtà nel 1737 stavano iniziando a comparire i fermenti che avrebbero portato al superamento del barocco e alle semplificazioni concettuali e di scrittura del rococò. Bach non sente il vento nuovo che spira, non si piega al volgere del tempo e nel 1742 pubblica le Variazioni di Goldberg che per il fatto stesso di essere stampate e messe in vendita erano destinate ai dilettanti perché i professionisti copiavano a mano – era già un modo di studiarli – i lavori che servivano alla loro educazione. E ai dilettanti Bach ripropone, sia pure in modo elementare rispetto alla futura Arte della Fuga, la tradizione gloriosa dei canoni e del contrappunto severo, e non attenua l’impegno tecnico, che è altissimo rispetto a quello, incipiente, del rococò. Nel momento in cui il presente è come sospeso fra un passato che lo ammonisce e un futuro che lo incalza, Bach rispecchia il passato… e anticipa in realtà un futuro che non è quello immediato, quello dei suoi figli.