THE PRIDE
Luca Zingaretti

THE PRIDE<br>Luca Zingaretti
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di Alexi Kaye Campbell – regia di Luca Zingaretti

traduzione di Monica Capuani
e con  Valeria Milillo , Maurizio Lombardi, Alex Cendron
regia di Luca Zingaretti

Zocotoco srl

Informazioni

Luca Zingaretti torna alla regia teatrale portando in scena un lavoro di cui è anche protagonista, The Pride, il pluripremiato testo del drammaturgo inglese Alexi Kaye Campbell, che ha conquistato il pubblico di mezzo mondo.

Talento capace di calarsi nei panni di personaggi sempre diversi, Zingaretti dirige e interpreta un brillante testo dell’americano che esplora temi come il destino, l’amore, la fedeltà e il perdono, sollevando interrogativi sulla nostra vita contemporanea, sulle scelte gay ed etero che tutti siamo chiamati ad abbracciare o a giudicare.

LO SPETTACOLO

The Pride è un testo enigmatico costruito magnificamente con un’alternanza tra due storie distinte e separate che si svolgono in periodi di tempo distinti, il 1958 e il 2008.

In ognuna di queste storie ci sono tre personaggi principali che condividono gli stessi nomi e che, per volere dell’autore, devono essere interpretati dagli stessi attori come a sottolineare che i personaggi di una storia sono le ombre di quelli dell’altra.

È il 1958. Philip è sposato con Sylvia, che sta lavorando alle illustrazioni dell’ultimo libro per bambini di Oliver. C’è una strana vibrazione che scatta tra i due uomini quando si incontrano per la prima volta. Comincia tra loro un gioco che li costringe a girare intorno a qualcosa che è impossibile affrontare esplicitamente.

È il 2008. Stufo della sua imperscrutabile infedeltà, Philip, un photo-reporter, lascia Oliver, giornalista di talento con cui ha una relazione da un anno e mezzo. Oliver si ritrova da solo ad annegare le sue pene nel whisky e nei giochi di ruolo con uomini improbabili che cerca su Internet finché arruola Sylvia, che gli ha presentato Philip, per contrastare la solitudine e cercare di capire grazie alla sua amicizia le ragioni del proprio comportamento.

Nel corso dello spettacolo, il pubblico si rende conto che i tre personaggi principali – il cui destino è scritto dall’epoca in cui vivono – condividono gli stessi nomi e sono in un certo senso ombre gli uni degli altri.

Philip, Oliver e Sylvia stanno lottando tutti per quella che sperano sarà una vita più facile.

Le azioni che compiono nello specchio del 1958 influenzano e spiegano quelle che avvengono nel 2008. I dialoghi brillanti e divertenti e le acute osservazioni di Alexi Kaye Campbell riescono a disegnare dei personaggi potenti, vitali, alla continua ricerca della propria identità.

The Pride esplora temi come il destino, l’amore, la fedeltà e il perdono, e solleva interrogativi sulla nostra vita contemporanea (gay ed etero), con la consapevolezza che solo lo spettatore può rispondere concretamente.

Quale sarà la risposta di ogni singolo spettatore? E quale sarà la tua?