ROOMS 2.0
ELISABETTA MOSSA

ROOMS 2.0<br>ELISABETTA MOSSA
Informazioni

testo e regia di Lisa Moras

Attenzione: vista la grande richiesta è stata programmata un’ulteriore replica lunedì 8 febbraio ore 20.45

di Lisa Moras
con Elisabetta Mossa
scene e costumi di Stefano Zullo
sound design e programmazione di Alberto Biasutti
regia di Lisa Moras e Marco Bellocchio
foto di Sofia Masini

produzione Associazione K
con il sostegno e la collaborazione di:Atir  Teatro Ringhiera di Milano, Book Republic

menzione speciale Premio Giovani Realtà del Teatro 2013
Finalista Festival “Direction Under 30” 2014

Informazioni

Un esperimento di reclusione.
Gli attimi di vita di una quasi trentenne scanditi dai click del web.
La metamorfosi delle dinamiche sociali nell’epoca 2.0.
Olivia intraprende un viaggio nelle terre selvagge della rete alla ricerca della propria identità.
Una traversata spiritosa, autoironica e crudele che la porterà a confronto con se stessa.

Rooms 2.0 prende spunto dal fenomeno degli hikikomori, termine giapponese che significa letteralmente stare in disparte, isolarsi e si riferisce a coloro che hanno scelto di ritirarsi dalla vita sociale. In Giappone gli hikikomori sono circa numero di un milione, ma il fenomeno è ormai una realtà anche in Europa – solo a Milano si contano circa duemila casi.
Olivia è una ragazza afflitta da un malessere esistenziale tipico della società contemporanea in cui il sovraccarico di informazioni e lo scollamento tra vero, reale e virtuale sono fattori di crisi molto profonde.  E’ una ragazza colta e spiritosa che decide di fare un esperimento estremo da condividere sul web: chiudersi nel suo appartamento e isolarsi dalla vita sociale a tempo indeterminato.
Questo progetto non racconta le fasi che precedono la reclusione volontaria di Olivia, né vuole essere un’indagine sul disagio psicologico tipico della sindrome hikikomori che anzi viene utilizzata solo come spunto. Ma vuole raccontare l’isolamento come un esperimento eversivo, ponderato e razionale.
Olivia: “ Io non so scegliere, non so proprio dove andare, quindi…tanto vale…fermarsi”.
La clausura come protesta, quindi, come atto di liberazione che diviene narcisistica autodeterminazione e che cresce come onirica realizzazione del sé nel proprio annientamento: non esisto quindi sono. Ma tanto più non esisto come essere umano all’interno della società, tanto più divento qualcuno nel web.

Rooms è una drammaturgia per  attrice e coro web.

La protagonista, pur essendo sola in scena, dialoga costantemente con un sistema di interlocutori distanti da lei e lo fa tramite i mezzi tecnologici di cui dispone. Le voci del web, i familiari, gli amici, i commentatori del suo blog, gli sconosciuti delle chat-room agiscono come un vero e proprio coro: osservano, intervengono, difendono, accusano, esistono prima e dopo la connessione che Olivia stabilisce con loro.
La nostra ricerca è ruotata intorno all’individuazione di un codice rappresentativo che non portasse in scena l’assenza, ma la costante presenza di una realtà mediata, tecnologica e virtuale,  priva del contatto, quindi solo percepita.

Abbiamo creato un allestimento “vivente”.

Al centro della scena una tenda da campeggio rialzata, fragile casa/manifesto di Olivia in cui poter scegliere se mostrarsi o celarsi, da indossare come una gonna, o picchettare per un sit in di protesta. A circondarla dodici lampadine, satelliti e costellazioni dell’universo/tenda/hub di Olivia e ad esso collegate, programmate da Alberto Biasutti per reagire a degli impulsi sonori. Rappresentano le presenze digitali con cui Olivia interloquisce, il coro.
In basso uno schermo video collegato ad una videocamera posta all’interno della tenda che  verrà utilizzata da Olivia. Sarà webcam, zoom, buco della serratura tramite cui spiare e farsi spiare in quel gioco voyeuristico cui spesso il web invita.

Nel testo sia il tempo che la struttura sono frammentati e il registro dominante è l’ironia.

Un’esilarante conversazione in chat con due sconosciuti viene spezzettata lungo il dramma, i video-messaggi caricati da Olivia sono la chiave del suo successo nel web grazie al loro contenuto dissacrante, il coro del web alterna critiche e lodi in una continua bagarre virtuale, le assurde telefonate con la famiglia nel tentativo di aiutarli a capire. Ma capire cosa?
E’ il segreto indicibile di Olivia. L’inesplicabile, vergognosa fatica che si fa ad abbandonare un sistema che sappiamo essere fallimentare, ma con il quale siamo cresciuti. Un disagio interiore condiviso e da molti celato. Il segreto della generazione definita choosy a cui è stato detto “puoi essere ciò che vuoi” e che scopre che non è affatto così.

HANNO SCRITTO…

“(…) un testo intelligente, attuale ed arguto. Un’interprete tecnicamente ineccepibile capace di far ridere e commuovere. Una critica sociale lucida e feroce”.

Clelia Del Ponte – Il Gazzettino di Pordenone

“(…)Una visione attuale e più che mai moderna del mondo in reale in cui viviamo e del mondo virtuale in cui ci nascondiamo”

Chiara Girardi, Festival Direction Under 30, Teatro Sociale Gualtieri

LISA MORAS

Pordenonese, classe ’85, lavora come regista, attrice e autrice.

Si diploma all’Accademia Internazionale di Teatro e Scuola di Teatro Arsenale (associate) di Milano nel 2007, sotto la guida di Marina Spreafico e Kuniaki Ida.

La sua formazione prosegue con Firenza Guidi docente e regista presso il Royal Welsh College of Music and Drama e direttore artistico di Elan Wales di cui diviene collaboratrice fissa realizzando gli spettacoli Babele (2007), Soledad (2008) Eclissi (2011) Auschwitz (2012) produzione Elan Frantoio.

Nel 2010 viene selezionata per la Masterclass al Piccolo Teatro di Milano sotto la guida di Flavio Albanese e nel 2011 ottiene la borsa di studio del corso di alta formazione per attori professionisti presso la Civica Accademia di Arte Drammatica Nico Pepe, con la quale porta in scena Ubu re per la regia di Claudio De Maglio.

Il suo percorso formativo si arricchisce di svariati incontri: Serena Sinigaglia, Marco Sgrosso, Giuliano Bonanni, Luca Altavilla, Paola Bonesi, David Murray, Marise Flasch, Michele Abbondanza, Antonella Astolfi, Martha Frintzila.

Appena diplomata fonda la Compagnia dei Cardini, costituitasi ufficialmente nel 2008 di cui è regista e autrice nonché interprete. Con la Compagnia dei Cardini realizza la regia e la drammaturgia di Fe-minus progetto di ricerca sull’inquisizione che debutta presso il Festival del Teatro Indipendente di Pordenone nel 2008, di Voilà spettacolo di clownerie presentato alla Festa dei Teatri di Milano nel 2009.

Nello stesso anno scrive I veli del sospetto, Legami di sangue, Il caso di via Chiaravalle, Doppio Gioco rappresentati presso il Teatro Nuovo di Milano. Dal 2010 al 2012 cura l’adattamento e la messa in scena di Coppia aperta, quasi spalancata di Fo/Rame e di Molto rumore per Nulla di Shakespeare progetto realizzato in co-produzione con la Fondazione Benedetta D’Intino di Milano e che viene rappresentato in anteprima al Teatro Filodrammatici di Milano durante la rassegna Tracce di Sinestesia. Dal 2011 è socia dell’Associazione Odeia di Pordenone presso cui insegna recitazione e drammaturgia a ragazzi e adulti.

ELISABETTA MOSSA

E’ nata a Bari il 18 giugno del 1984, vive a Milano dove studia e lavora come attrice, regista e organizzatrice. E’ diplomata all’Accademia Internazionale di Teatro e Scuola di Teatro Arsenale (associate) di Milano ed è laureata in Scienze dei beni culturali. La sua formazione artistica procede con Kuniaki Ida, Maria Consagra, Marina Spreafico, Serena Sinigaglia, Laura Curino, Paolo Rossi, Marco Cavicchioli, Coco Leonardi, Corrado Accordino, Sandro Campagna.

Nel 2011 partecipa al Master di alta formazione promosso dal Teatro Pubblico Pugliese e condotto dal maestro Eminuntas Nekrosius.

Nel 2012 prosegue i suoi studi con la compagnia ATIR durante un laboratorio di formazione permanente. Subito dopo il diploma nel 2007 viene scelta dal maestro Kuniaki Ida per lo spettacolo Bilora di Ruzante prodotto dal Teatro Arsenale e distribuito dall’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, lo spettacolo è andato in tournée nei maggiori teatri Kyogen del Giappone.

Ha collaborato come attrice e tutor con l’Associazione Puntozero di Milano (premio Hystrio-Arte e Salute 2009) lavorando a stretto contatto con i minori dell’area penale del carcere C. Beccaria di Milano. E’ diretta da Giuseppe Scutellà negli spettacoli Antigone, King Lear, L’Erasmo, Made in Italy produzione FabbricaTeatro.

Nel 2012 è assistente alla regia e attrice in Ifigenia in Aulide regia di Gianpiero Borgia co-produzione Teatro Stabile Catania-Napoli Teatro Festival-Teatro dei Borgia; è regista del progetto semifinalista al premio Scenario Infanzia 2012 Speriamo che cambi il tempo di G. Tollis che debutta presso Campo Teatrale di Milano a Febbraio 2014.

Nel 2013-2014 lavora come attrice: con la Compagnia Quinta Parete di Fadia Bassmaji negli spettacoli Parlami D’Amore e Contaminata di di F. Gerli, con la Compagnia dei Cardini in Molto Rumore per Nulla interpretando un doppio ruolo (Beatrice e Dogberry), con  Maurizio Pellegrini in Io parlo napoletano scusate spettacolo co-prodotto e distribuito dal Teatro Pubblico Pugliese, con il Teatro Stabile di Catania come aiuto-regia in Scusate la polvere di R.Verdirame, regia di Gianpiero Borgia.