DANIEL PENNAC
JOURNAL D’UN CORPS

DANIEL PENNAC<br>JOURNAL D’UN CORPS
Informazioni

regia Clara Bauer

spettacolo in francese con sopratitoli in italiano

di e con Daniel Pennac

adattamento teatrale di Clara Bauer e Daniel Pennac

scene, costumi e luci di Oria Puppo

musiche di Jean-Jacques Lemêtre

regia di Clara Bauer

produzione C.I.C.T. / Théâtre des Bouffes du Nord

coproduzione Les Théâtres de la Ville de Luxembourg; Compagnie Mia

ringraziamenti alla Maison des Metallos

Produttore delegato per l’Italia 

Roberto Roberto per Laila

in collaborazione con Il Funaro

Informazioni

La famiglia, l’amore, l’omosessualità: sono alcuni dei temi in palcoscenico attraverso lo spettacolo che è insieme una sorpresa e un evento internazionale (in francese, con sopratitoli in italiano) di e con Daniel Pennac, scrittore fra i più amati e i cui libri scalano sempre le classifiche, tratto dal suo celebre romanzo Journal d’un corps nel quale un uomo tiene il diario del suo corpo.” Un lavoro – così Fabio Gambaro su Repubblica – che meritava di essere esposto nella sua oralità per uscire dal circolo del silenzio che lega un libro al suo lettore. E così ha fatto Pennac adattando il suo romanzo, per portarlo lui stesso alla ribalta”.

Lo Spettacolo
Daniel Pennac porta dunque in scena la lettura-teatrale dal suo romanzo Journal d’un corps, Storia di un corpo, il diario che un uomo tiene degli stati successivi del suo corpo dai 12 agli 87 anni. Sul palcoscenico prende forma il diario delle sorprese che il suo corpo, nell’arco di una vita intera, fa alla sua mente. È a prima vista il più intimo dei diari, ma non appena ci addentriamo, scopriamo che questo giardino così segreto è il più comune dei nostri territori. La lettura ad alta voce sgorga allora naturale, come passaggio dal singolare al plurale, dal corpo unico del lettore al corpo comune del pubblico.

Come testimoniare la realtà di questa macchina fisica con cui ognuno di noi si compone, durante tutta la propria esistenza? Con Journal d’un corps, Pennac decide di portarci sul terreno delle secrezioni, dei dolori e degli umori. Nella forma di un checkup di lungo corso, il diario di bordo che lui presta all’eroe del suo romanzo ha, come oggetto primario, l’involucro carnale che ci serve da veicolo dal primo vagito fino all’ultimo sospiro. Lezione di anatomia sotto forma di elogio dell’osservazione sperimentale dal vivo, Journal d’un corps. Adattando il suo romanzo, per portarlo lui stesso alla ribalta, con la complicità di Clara Bauer, Pennac si serve di questo spettacolo per trasmettere il suo manifesto, quasi un nuovo manuale del saper vivere destinato a tutte le generazioni.

L’Intervista
Dal corpo del capro espiatorio signor Malaussene al Diario di un corpo. Daniel Pennac, autore della saga più multietnica e premiata della letteratura francese anni Novanta, torna in scena a teatro e lo fa con Journal d’un corps, racconto pubblicato in Italia da Feltrinelli nel 2012. Ambientato nell’agosto 2010, il libro vede protagonista Lison, tornata a casa dopo il funerale del padre, e a cui viene consegnato un pacco, regalo post mortem del defunto genitore: un curioso diario del corpo che l’uomo ha tenuto dall’età di 12 anni fino agli ultimi giorni della sua vita, cioè a 87.

Al centro delle pagine regna, con tutta la sua fisicità, il corpo dell’io narrante che accompagna il lettore nel mondo, facendocelo scoprire attraverso i sensi: la voce stridula della madre anaffettiva, l’odore dell’amata tata Violette, il sapore del caffè degli anni di guerra, il profumo della merenda povera a base di pane e mosto d’uva. E’ il viaggio di una vita, tra grandezze e miserie, orgasmi impagabili e camminate per Parigi, dolori e gioie delle vulnerabili creature umane.
Daniel Pennac adatta e interpreta in prima persona il suo diario, spettacolo che è rimasto ben tre settimane in cartellone al Théâtre des Bouffes du Nord, storico palcoscenico di Parigi.

Da un tempo cronometrato di 17 ore per la lettura del testo, a un’ora e 20 minuti di lettura scenica con lo scrittore solitario sul palco, recitazione in francese con sovratitoli in italiano, a sedere davanti ad un tavolo coperto d’erba: “Sono partito dalla considerazione che la nostra società esprime il corpo in mille modi attraverso pubblicità, cinema, tv, anche se ognuno di noi ha un rapporto con il proprio corpo inibito, pauroso e silenzioso-ha spiegato Pennac a un giorno dal debutto nazionale-pornoattori me ne hanno parlato in maniera molto pudica. Per questo il corpo parla allo spirito con delle sorprese: e di queste sorprese abbiamo spesso timore”. Una trasformazione da personale a generale, dove l’intimità privata di un corpo diventa territorio comune condiviso universalmente dal lettore e ora anche dal pubblico italiano.

“Cosa apporta la scena al romanzo? – ha spiegato la regista dello spettacolo Clara Bauer – la materia stessa del teatro: la sua luce, il suo spazio, la sua durata, la fusione di un corpo unico con il grande corpo comune del pubblico: in breve, il mistero laico dell’incarnazione, che Pennac condivide con il pubblico, attraverso un’interpretazione straordinariamente viva, offrendo a questo diario quella dimensione personale che solo lui, in quanto autore, può rendere pienamente. Lo scrittore francese trasmette così il suo manifesto, quasi un nuovo manuale del saper vivere destinato a tutte le generazioni”.

Davide Turrini, Il Fatto quotidiano